Quindi, dopo lunghe attese e qualche rischio di troppo, arrivammo infine alla struttura.
Il villaggio dove eravamo alloggiati mi era stato descritto al telefono dal tizio dell'agenzia che ci aveva assunti come "Una albergo 4 stelle in Sicilia, sul mare, stupendo, la nostra struttura più bella in assoluto, andare lì è un colpo di fortuna enorme!", e quindi, diciamo, ero piuttosto gasato all'idea!
Peccato che, una volta arrivati, cominciano a sorgere i primi dubbi...
Tipo: dov'è il mare?
Ma banalmente, eh!
Salta fuori che l'albergo è nell'entroterra, e che per andare al mare si deve prendere la navetta, perché la spiaggia è a circa quindici/venti minuti di autobus.
Bene...
Poi, le camere.
Può essere che a noi, essendo una colonia molto low cost, avessero rifilato la parte più scrausa del villaggio. Può benissimo essere.
Ma le camere dove alloggiavamo noi non erano quelle di un albergo quattro stelle. Ma nemmeno tre!
Che poi alla fine me ne fregava poco, nel senso... In camera ci stavamo sì e no a dormire, per il resto eravamo sempre in giro.
Al nostro gruppo era stato assegnato un lotto di 4 bungalow, ognuno delle quali con 8 appartamenti, due davanti al piano terra, due sul retro al piano terra, e quattro al primo piano, a cui si accedeva da una scala situata sempre davanti alla palazzina.
Per un totale di 32 camere, tra doppie e triple.
Il Responsabile Struttura, aka Capo Villaggio (Da qui in poi #CV) fece in modo di distribuire lo staff tra tutte le 8 facciate, nei limiti del possibile. Il risultato finale fu che:
Palazzina 1: fronte (Infermiere+Responsabile Attività Sportive), retro (Edhel+#GLBergamo).
Palazzina 2: fronte (#GLRoma+#GLMonza)
Palazzina 3: fronte (#GLBologna+Insegnante Madrelingua)
Palazzina 4: retro (#GLBari+#GLNapoli)
Il medico aveva una camera singola nella palazzina di fronte, mentre la camera accanto era l'infermeria, in modo tale da essere lì nel minor tempo possibile, mentre #CV e la Coordinatrice (Fidanzata di CV) avevano una camera sul fronte della palazzina 3, però loro nei momenti di "riposo" entravano in camera e chi s'è visto s'è visto (tranne quando andavano a farsi i giri in bici).
La giornata consisteva in:
Ore 8: Sveglia
Ore 8.15: Ci si avvia verso la colazione
Ore 9: Attività Sportive + Piscina
Ore 12: Ci si avvia verso pranzo
Ore 14: Riposo
Ore 16: Attività Sportive + Piscina
Ore 18.30: Ci si avvia verso le camere
Ore 19: Riposo
Ore 20: Ci si avvia verso cena
Ore 21:30: Si va in piscina per l'animazione
Ore 23:30: Si torna alle camere
Ore 24: Tutti a letto, inizia la guardia del notturno.
Con il proseguo, per noi Group Leader
Ore 24-4: Si chiacchiera, beve birra e si fa compagnia al notturno.
Sulla carta bellissimo, anzi, estremamente organizzato, soprattutto visti certi soggiorni in cui sono finiti i miei amici con cui ho fatto il bando (Uno di loro, addirittura, è finito in un posto dove tutte le attrezzature sportive necessarie sono arrivate la seconda settimana!), il problema è che:
1) Tra le camere ed il ristorante c'è un chilometro a piedi in salita (Sull'asfalto)
2) Tra il ristorante e le varie aree per lo sport (Campo di calcio, da pallavolo, da basket) c'è un chilometro e mezzo (Stavolta in piano) (Ma sempre sull'asfalto). Giusto il tennis si salva.
3) Tra il ristorante e la piscina c'è un chilometro e mezzo (etc etc).
Quindi le distanze rendevano difficili gli spostamenti, soprattutto perché bisognava spostare una mandria di 70 ragazzini.
Che sono lenti..... Ma non avete idea.
Okay, detto questo, iniziano i primi problemi.
Ovvero che qualcuno dello staff ha avuto il posto perché ha vinto alla lotteria, sennò non so spiegarmi come abbia fatto a finire lì.
Iniziamo dall'infermiere: questo ruolo, assolutamente fondamentale in una situazione in cui hai 70 ragazzini che corrono, urlano e fanno i cretini, soprattutto quando ci si divide, e da una parte va il medico e dall'altra lui, era ricoperto da un imbecille di dimensioni colossali.
Esempio: secondo o terzo giorno, una ragazza non si sente bene mentre è in acqua. #GLNapoli, che è vicino si tuffa, la recupera, la porta su una sdraio e chiama l'infermiere.
Questo arriva (con calma), guarda la ragazza, che non è che stia proprio benissimo, e sentenzia "No, ma adesso sta bene, lasciala lì".
Arrivata la dottoressa, le viene riportato l'incidente, fa due controlli e, a quanto pare, era stata una piccola congestione.
Qualche giorno dopo, una ragazza cade, e picchia la testa. Niente di grave, la si porta dall'infermiere, che la guarda, terrorizzato all'idea di dover agire. Dà un'occhiata alla testa, e dice "No, è solo una botta".
Dopo qualche minuto la ragazzina in questione si porta una mano alla ferita, e se la trova insanguinata! Spaventatissima viene da noi, che la portiamo dall'infermiere. La sua dichiarazione è agghiacciante.
"Vabbè, è solo un taglio, cosa vuoi che possa farci?".
Dico sul serio. Fortunatamente subito dopo è arrivata la dottoressa, che ha medicato la ferita, e sistemato tutto.
Però capite quanto noi potevamo fidarci di una persona del genere, che era l'infermiere! I ragazzi poi, capita l'antifona, hanno cominciato a non fidarsi nemmeno loro di lui, e quindi questo idiota (Che tra l'altro avrà spiccicato tre parole con noi in tutto il soggiorno) ha finito per farsi due settimane di vacanze gratis senza lavorare (Nonostante la dottoressa facesse di tutto per farlo rendere utile, salvo poi arrivare anche lei ad ammettere, dopo che si dimostrò capace di non sapere nemmeno mettere un cerotto correttamente, che si trattava di un coglione senza speranza [cit]).
Che alla fine ci è andata anche bene: non abbiamo avuto infortuni gravi (il peggio è stata la suddetta botta alla testa), e la dottoressa era in gamba e disponibile, quindi tra il non avere il medico ed il non avere l'infermiere direi che è meglio la seconda opzione.
#GLRoma, #GLBari e #GLMonza, che erano stati lì anche l'anno scorso ci hanno raccontato che in quell'occasione era successo il contrario: infermiere disponibile ed in gamba, e medico che non c'era mai perché di notte era a fare i festini con le cameriere russe (!!!!).
Non sto scherzando.
[continua...]
lunedì 23 febbraio 2015
lunedì 16 febbraio 2015
Group Leader
Come già accennato nel post precedente, quest'estate ho avuto la fortuna di poter fare da group leader in una colonia estiva.
Ho passato due settimane in un resort in Sicilia a tenere d'occhio un gruppo di ragazzini tra gli undici ed i quattordici anni. Settantadue ragazzini, per la precisione, e ne ho viste veramente di tutti i colori.
Nello staff della colonia eravamo in quattordici: sei group leader, un notturno, il capo villaggio, la coordinatrice, il medico, l'infermiere, l'insegnate di madrelingua ed il capo attività sportive, ed i ragazzi erano divisi in gruppi di dieci, ognuno assegnato ad uno di noi.
Il notturno invece era colui che doveva passare le notti sveglio, ad assicurarsi che i ragazzi non facessero i cretini, e che gli "esterni" non cercassero di infilarsi nelle camere.
Eccessivo? Forse...
Però immaginatevi la mia faccia quando alla riunione di presentazione del lavoro i capi della società che ci ha assunto ci hanno detto che il rischio più grosso che c'è è che si torni in più di quanti si è partiti.
Un tizio ha alzato la mano, obiettando "Ma scusi, hanno tredici anni, cosa potranno mai fare?"
...
Non sto a raccontarvi gli episodi citati, soprattutto perché non riesco a concepire com'è che a quell'età io ancora giocavo con la lego ed ai pokémon, mentre oggi tentano tutti di infilarsi nel letto della coetanea (Avete tredici anni! TREDICI!), però credetemi.. Anche perché gli altri Group Leader, che l'anno precedente erano stati in quello stesso posto, mi hanno raccontato di rischi piuttosto grossi corsi l'estate prima, a cui hanno assistito di persona, e di eventi piuttosto spiacevoli avvenuti negli anni precedenti, ai quali per fortuna non hanno assistito, ma gli sono stati raccontati dal capo villaggio.
Che sia colpa di Moccia?
Comunque... Il viaggio per raggiungere il posto è stato abbastanza travagliato: mi è stato assegnato il gruppo di ragazzi provenienti da Bologna e Firenze, nonostante io sia da tutt'altra parte, ed avrei dovuto farmi trovare a Bologna alle 6.45 del mattino (!!!).
Fortunatamente una coppia di amici di Bologna mi hanno gentilmente ospitato per la notte, e quindi ho potuto recuperare il primo gruppo di ragazzini.
Uno.
Cioè, voi mi fate svegliare alle cinque e mezza per recuperare un ragazzo? Non potevate organizzare un punto di ritrovo comune?
Vabbè... Si prende il treno, e si va verso Firenze, dove avrei dovuto recuperare il secondo gruppo di ragazzini, composto da... ben due persone! (Cominciate a vedere il trend?).
Avendo noi solamente un quarto d'ora di tempo per scendere, trovare i ragazzi, far firmare i document ai genitori, salutare i suddetti e zompare sul treno successivo, potete immaginare il mio smarrimento quando, chiamando i genitori dei due fiorentini, questi mi spiegano che sono al McDonald's a fare colazione.
Coosa?!
Arriviamo a Firenze, e salto al volo dal treno, cercando il maledetto McDonald's, mentre con un occhio cerco di capire dove avrei dovuto prendere il treno successivo, perché non so se ci siete mai stati, ma la stazione di Firenze non è che sia propriamente piccola. Fortunatamente viaggiavamo in Freccia Rossa, e quindi i binari sono sempre quelli. Recupero i ragazzini (Due fratelli che avranno spiccicato tre parole in due settimane), salto sul treno per Roma e viaaaaa!
A Roma, infatti, avrei dovuto incontrarmi con un'altra Group Leader, romana, che avrebbe aggiunto al mio gruppo i suoi diciannove ragazzi, per poi prendere finalmente un aereo in direzione Sicilia.
Peccato che la povera Group Leader di Roma, da qui in poi #GLRoma doveva prima recuperare un ragazzino da Perugia, e che a differenza nostra non viaggiava sui Freccia Rossa.
Mi arriva infatti una telefonata:
#GLRoma: "Edhel, ciao, c'è un problema. Il treno fa ritardo, non so se arrivo in tempo per l'orario di ritrovo. Nel caso, recupera tu i ragazzi e fai firmare i moduli"
Edhel: "Okay, fammi sapere".
Nel frattempo, anche il nostro treno sta perdendo tempo, ed arriva a Termini giusto con quel ritardo da perdere il regionale per Fiumicino.
Edhel: "Abbiamo fatto ritardo anche noi, non arrivo in tempo in aeroporto"
#GLRoma: "Cazzo, noi abbiamo un'ora e mezza di ritardo. Spero di riuscire a prendere il prossimo per Termini"
Vorrei sottolineare che #GLRoma aveva tutti i nostri biglietti aerei, e che quindi senza di lei non sarebbe stato possibile fare il check in. E che dovevamo farlo per ventiquattro persone!
Riesco finalmente a prendere il treno per Fiumicino, ed arriviamo in aeroporto con un ritardo di quaranta/cinquanta minuti sull'orario concordato... Che non sarebbe un grosso problema per me, ma era un enorme problema per tutti i genitori che erano in attesa di noi per affidarci i ragazzi!
Fortunatamente all'agenzia era presente uno dei grandi capi, che ha preso ed è volato in aeroporto (L'agenzia è di Roma) ad accogliere lei i ragazzi, e con la stampata dei biglietti per fargli fare il check in.
Okay, ce la possiamo fare.... L'unico problema è che #GLRoma è in ritardo abissale, c'è il rischio non riesca nemmeno a prendere l'aereo!
Arriva al pelo circa dieci minuti prima della chiusura dell'imbarco, ed in un qualche modo riusciamo a salire sull'aereo per Catania, dove ci aspetterà il nostro bel pullman per trasferirci nella struttura...
...
...
...
Magari.
Appena atterrati a Catania, infatti, ci viene detto che dovremo aspettare un'oretta, perché doveva atterrare l'aereo con il Group Leader di Bergamo, da qui in poi #GLBergamo.
Vabbé, aspettiamo. Finalmente atterra, con due ragazze di Venezia, e siamo pronti a trasferirci nella struttura!
...
...
...
Come no.
Ci viene detto che, in effetti, avendo un solo pullman ed essendo il villaggio ad un'ora e mezza di macchina dovremo aspettare ancora novanta minuti, perché sarebbe atterrato il gruppo con il Group Leader di Napoli. E vabbè, si aspetta.
Atterrato #GLNapoli, siamo finalmente pronti a trasferirci nella struttura!
...
...
...
O forse no?
Ci dicono che, dato che abbiamo aspettato già due ore e mezza tanto vale aspettare ancora un'oretta che arrivi anche l'aereo con il Group Leader di Bari, da qui in poi #GLBari.
Okay, facendo due conti, siamo sette group leader: io, #GLRoma, #GLBergamo (Il notturno), #GLNapoli, #GLBari, #GLBologna e #GLMonza.
A questo ritmo forse per la notte saremo in albergo, ma non ci giurerei.
Soprattutto perché i ragazzini si stanno leggermente rompendo i maroni, e stanno iniziando a scassarli a noi.
In particolare, una ragazza di Roma è una rompicoglioni di dimensioni epocali, continua a tempestarci di domande ed a lamentarsi che lei si sta annoiando, che lei vuole andare in albergo, che noi avevamo promesso che per il tardo pomeriggio saremmo arrivati...
A rotazione, a tutti i Group Leader, ogni cinque minuti.
E credetemi, non ha rotto niente a confronto a quanto fatto nei giorni successivi.
Finalmente atterra il gruppo di Bari, e dato che #GLBologna e #GLMonza sarebbero atterrate entrambe piuttosto tardi ci siamo finalmente imbarcati sul pullman per l'albergo, arrivando giusto per cena e per l'assegnazione delle camere.
Stanchi morti già dopo il primo giorno.
[continua...]
Ho passato due settimane in un resort in Sicilia a tenere d'occhio un gruppo di ragazzini tra gli undici ed i quattordici anni. Settantadue ragazzini, per la precisione, e ne ho viste veramente di tutti i colori.
Nello staff della colonia eravamo in quattordici: sei group leader, un notturno, il capo villaggio, la coordinatrice, il medico, l'infermiere, l'insegnate di madrelingua ed il capo attività sportive, ed i ragazzi erano divisi in gruppi di dieci, ognuno assegnato ad uno di noi.
Il notturno invece era colui che doveva passare le notti sveglio, ad assicurarsi che i ragazzi non facessero i cretini, e che gli "esterni" non cercassero di infilarsi nelle camere.
Eccessivo? Forse...
Però immaginatevi la mia faccia quando alla riunione di presentazione del lavoro i capi della società che ci ha assunto ci hanno detto che il rischio più grosso che c'è è che si torni in più di quanti si è partiti.
Un tizio ha alzato la mano, obiettando "Ma scusi, hanno tredici anni, cosa potranno mai fare?"
...
Non sto a raccontarvi gli episodi citati, soprattutto perché non riesco a concepire com'è che a quell'età io ancora giocavo con la lego ed ai pokémon, mentre oggi tentano tutti di infilarsi nel letto della coetanea (Avete tredici anni! TREDICI!), però credetemi.. Anche perché gli altri Group Leader, che l'anno precedente erano stati in quello stesso posto, mi hanno raccontato di rischi piuttosto grossi corsi l'estate prima, a cui hanno assistito di persona, e di eventi piuttosto spiacevoli avvenuti negli anni precedenti, ai quali per fortuna non hanno assistito, ma gli sono stati raccontati dal capo villaggio.
Che sia colpa di Moccia?
Comunque... Il viaggio per raggiungere il posto è stato abbastanza travagliato: mi è stato assegnato il gruppo di ragazzi provenienti da Bologna e Firenze, nonostante io sia da tutt'altra parte, ed avrei dovuto farmi trovare a Bologna alle 6.45 del mattino (!!!).
Fortunatamente una coppia di amici di Bologna mi hanno gentilmente ospitato per la notte, e quindi ho potuto recuperare il primo gruppo di ragazzini.
Uno.
Cioè, voi mi fate svegliare alle cinque e mezza per recuperare un ragazzo? Non potevate organizzare un punto di ritrovo comune?
Vabbè... Si prende il treno, e si va verso Firenze, dove avrei dovuto recuperare il secondo gruppo di ragazzini, composto da... ben due persone! (Cominciate a vedere il trend?).
Avendo noi solamente un quarto d'ora di tempo per scendere, trovare i ragazzi, far firmare i document ai genitori, salutare i suddetti e zompare sul treno successivo, potete immaginare il mio smarrimento quando, chiamando i genitori dei due fiorentini, questi mi spiegano che sono al McDonald's a fare colazione.
Coosa?!
Arriviamo a Firenze, e salto al volo dal treno, cercando il maledetto McDonald's, mentre con un occhio cerco di capire dove avrei dovuto prendere il treno successivo, perché non so se ci siete mai stati, ma la stazione di Firenze non è che sia propriamente piccola. Fortunatamente viaggiavamo in Freccia Rossa, e quindi i binari sono sempre quelli. Recupero i ragazzini (Due fratelli che avranno spiccicato tre parole in due settimane), salto sul treno per Roma e viaaaaa!
A Roma, infatti, avrei dovuto incontrarmi con un'altra Group Leader, romana, che avrebbe aggiunto al mio gruppo i suoi diciannove ragazzi, per poi prendere finalmente un aereo in direzione Sicilia.
Peccato che la povera Group Leader di Roma, da qui in poi #GLRoma doveva prima recuperare un ragazzino da Perugia, e che a differenza nostra non viaggiava sui Freccia Rossa.
Mi arriva infatti una telefonata:
#GLRoma: "Edhel, ciao, c'è un problema. Il treno fa ritardo, non so se arrivo in tempo per l'orario di ritrovo. Nel caso, recupera tu i ragazzi e fai firmare i moduli"
Edhel: "Okay, fammi sapere".
Nel frattempo, anche il nostro treno sta perdendo tempo, ed arriva a Termini giusto con quel ritardo da perdere il regionale per Fiumicino.
Edhel: "Abbiamo fatto ritardo anche noi, non arrivo in tempo in aeroporto"
#GLRoma: "Cazzo, noi abbiamo un'ora e mezza di ritardo. Spero di riuscire a prendere il prossimo per Termini"
Vorrei sottolineare che #GLRoma aveva tutti i nostri biglietti aerei, e che quindi senza di lei non sarebbe stato possibile fare il check in. E che dovevamo farlo per ventiquattro persone!
Riesco finalmente a prendere il treno per Fiumicino, ed arriviamo in aeroporto con un ritardo di quaranta/cinquanta minuti sull'orario concordato... Che non sarebbe un grosso problema per me, ma era un enorme problema per tutti i genitori che erano in attesa di noi per affidarci i ragazzi!
Fortunatamente all'agenzia era presente uno dei grandi capi, che ha preso ed è volato in aeroporto (L'agenzia è di Roma) ad accogliere lei i ragazzi, e con la stampata dei biglietti per fargli fare il check in.
Okay, ce la possiamo fare.... L'unico problema è che #GLRoma è in ritardo abissale, c'è il rischio non riesca nemmeno a prendere l'aereo!
Arriva al pelo circa dieci minuti prima della chiusura dell'imbarco, ed in un qualche modo riusciamo a salire sull'aereo per Catania, dove ci aspetterà il nostro bel pullman per trasferirci nella struttura...
...
...
...
Magari.
Appena atterrati a Catania, infatti, ci viene detto che dovremo aspettare un'oretta, perché doveva atterrare l'aereo con il Group Leader di Bergamo, da qui in poi #GLBergamo.
Vabbé, aspettiamo. Finalmente atterra, con due ragazze di Venezia, e siamo pronti a trasferirci nella struttura!
...
...
...
Come no.
Ci viene detto che, in effetti, avendo un solo pullman ed essendo il villaggio ad un'ora e mezza di macchina dovremo aspettare ancora novanta minuti, perché sarebbe atterrato il gruppo con il Group Leader di Napoli. E vabbè, si aspetta.
Atterrato #GLNapoli, siamo finalmente pronti a trasferirci nella struttura!
...
...
...
O forse no?
Ci dicono che, dato che abbiamo aspettato già due ore e mezza tanto vale aspettare ancora un'oretta che arrivi anche l'aereo con il Group Leader di Bari, da qui in poi #GLBari.
Okay, facendo due conti, siamo sette group leader: io, #GLRoma, #GLBergamo (Il notturno), #GLNapoli, #GLBari, #GLBologna e #GLMonza.
A questo ritmo forse per la notte saremo in albergo, ma non ci giurerei.
Soprattutto perché i ragazzini si stanno leggermente rompendo i maroni, e stanno iniziando a scassarli a noi.
In particolare, una ragazza di Roma è una rompicoglioni di dimensioni epocali, continua a tempestarci di domande ed a lamentarsi che lei si sta annoiando, che lei vuole andare in albergo, che noi avevamo promesso che per il tardo pomeriggio saremmo arrivati...
A rotazione, a tutti i Group Leader, ogni cinque minuti.
E credetemi, non ha rotto niente a confronto a quanto fatto nei giorni successivi.
Finalmente atterra il gruppo di Bari, e dato che #GLBologna e #GLMonza sarebbero atterrate entrambe piuttosto tardi ci siamo finalmente imbarcati sul pullman per l'albergo, arrivando giusto per cena e per l'assegnazione delle camere.
Stanchi morti già dopo il primo giorno.
[continua...]
martedì 10 febbraio 2015
As the Time Goes By
Come accennato nel post precedente, negli ultimi mesi ho cominciato a lavorare, e l'ho fatto in un ambito che ha veramente poco a che fare con quanto ho studiato.
Sta di fatto che da un giorno all'altro mi sono ritrovato Consulente per la Sicurezza Informatica, assieme ad un altro ragazzo, Ingegnere Informatico almeno lui.
Come ho fatto a finire alla sicurezza informatica di un'azienda?
Beh, in realtà è stato più un caso che altro. Un mio amico, che lavora in una società di consulenza, mi tempo fa mi disse che la sua società stava cercando dei ragazzi per uno stage, e se per caso conoscevo qualcuno (preferibilmente ingegnere informatico) per questo lavoro.
Ingegneri informatici non ne conosco (A parte mio fratello, ma è al primo anno, quindi dubito seriamente potesse andar bene), e dunque ho deciso di provare a mandare il mio curriculum, pensando "A stare a casa tutto il giorno a studiare sempre gli stessi due esami impazzisco. Proviamoci, alla peggio mi dicono di no".
E fu così che mi fu chiesto di presentarmi a #Grandecapoluogo per il colloquio.
Premetto che prima di allora non avevo mai indossato una cravatta in vita mia, né tanto meno una giacca, ma essendo consulenti, bisogna avere un certo portamento -raccomandazioni del mio amico-, e dunque è necessario presentarsi in un certo modo.
Ergo: pantaloni, giacca, cravatta e via.
Dopo un lungo viaggio, ed essere arrivato quasi con un'ora di anticipo, via al colloquio.
Mi viene spiegato lo scopo dello stage: l'azienda per la quale lavorerò ha attuato un grosso progetto di sicurezza dei dati aziendali, e quindi dovrò occuparmi di analisi dello stato delle cose, rilevare eventuali problemi e riferire, in modo che il mio superiore possa poi discutere con il cliente su come correggere la situazione.
Informatica, ma non in maniera eccessiva, e soprattutto non fondamentale per il lavoro.
Bene, finisce il colloquio, e me ne torno a casa, comunque non convintissimo di essere preso. Anche perché la società per cui ho appena fatto il colloquio è appena stata comprata da #MegaSocietà, un'altra azienda, per cui è possibile che io debba fare un secondo colloquio con l'HR di quest'altra, che però pare richiedere un certo livello, e che quindi difficilmente avrebbe accettato uno stagista proveniente da tutt'altra area universitaria, e che soprattutto non ha ancora finito l'università.
Inoltre, a detta dell'intervistatrice, avevano bisogno dello stagista "Per ieri", e quindi mi avrebbero fatto sapere a breve giro di posta.
Passata quasi una settimana, è facile capire il mio stupore quando mi suona il telefono, e sento dirmi "Pronto, #Edhel? Ciao, sono #Casinaro, di #Megasocietà. Potresti essere domani in sede da noi per firmare il contratto, così da poter partire dopodomani sul cliente?"
....wut?
Salta fuori che questi avevano deciso di prendermi, comunicandolo a #Megasocietà, che avrebbe dovuto premurarsi di avvisarmi, cosa che ovviamente non hanno fatto (da qui #Casinaro, ma questo è quasi il meno di quanto ha combinato successivamente).
Sta di fatto che da un giorno all'altro mi sono ritrovato Consulente per la Sicurezza Informatica, assieme ad un altro ragazzo, Ingegnere Informatico almeno lui.
Parecchia casualità e molta fortuna (Pare che inizialmente volessero prendere solo una risorsa, come gli piace chiamarci, salvo poi decidere che era meglio due, e quindi hanno preso un ingegnere informatico e qualcuno che avesse già un po' di esperienza di lavoro, ovvero il mio famoso stage di due anni fa) mi hanno dato questa opportunità, che dura ormai da quasi cinque mesi.
Oltre a questo ho fatto anche un'esperienza particolare quest'estate: sono stato group leader in una colonia estiva, un'esperienza devastante, ma che mi ha dato tantissimo, e che spero di poter rifare in futuro, anche se molto dipende dal lavoro.
Mi ha comunque dato anche parecchio materiale per questo blog, ed anche solo per quello ne è valsa la pena.
sabato 7 febbraio 2015
Riproviamoci
562.
Cinquecentosessantadue giorni.
Un anno, sei mesi e spiccoli dall'ultimo mio post su questo blog.
In questo tempo sono cambiate moltissime cose (Painful reminder to self: aggiornare l'età nel profilo a fianco), alcune in meglio ed altre in peggio.
È curioso. Sono almeno due settimane che sto ponderando l'idea di ricominciare a scrivere qui. Ho pensato a cosa avrei scritto, a come sarebbe stato riprendere in mano questo blog, ed ora che sono qui ho la più classica delle sindromi da blank slate.
Non so cosa scrivere, a parte banali luoghi comuni come da sopra.
Quindi ho deciso di mettere una foto di un cucciolo di pinguino, così tanto per.
Okay, idiozie a parte... Ho deciso di ricominciare a scrivere soprattutto perché spesso, in questi cinquecentosessantadue giorni, sono tornato a leggere quanto fatto qui.
Ed ogni volta pensavo "Ma perché ho smesso?"
Perché? Beh... Tempo, voglia, mancanza di argomenti.
Ero in un periodo della mia vita di crisi unversitaria abbastanza profonda, passavo le mie giornate chiuso in casa a (provare a) studiare, e basta. Di cosa avrei potuto parlare?
Poi ho fatto anche l'errore, nonostante l'avvertimento di Mika Ela, di scaricare un certo gioco, quindi nel tempo libero dicevo "Perché stare a spaccarmi la testa cercando di inventarmi qualcosa da scrivere, quando posso fare una ranked?" (Risposta: perché almeno non ti mangi il fegato).
E via, una cosa tira l'altra, passa un mese, ne passano due.... E alla fine ne sono passati 18 (e spiccoli).
Adesso ho deciso di riprovarci, pur non sapendo se anche questa volta mi perderò via (Come mia tendenza a fare), oppure se riuscirò a portare avanti questo blog come vorrei, però almeno un tentativo vorrei farlo.
Inauguro dunque oggi, 7 Febbraio 2015, per la seconda volta, il mio blog.
It's a Natural Disaster.
E, dato il tempo passato, mi sembra giusto presentarmi di nuovo, o quantomeno fare un breve recap di quanto successo in questo anno e mezzo.
Sono Edhel, 25 anni, e vivo nel Nord Italia, a #Cittàadaltezzavariabile. Studio Economia, e mi spiace non poter dire "e nel tempo in cui non mi sono fatto vivo mi sono laureato". Purtroppo sono ancora fermo agli ultimi due maledettissimi esami.
Però da cinque mesi a questa parte sono riuscito a trovare un lavoro, e la cosa mi soddisfa parecchio. Sono stato assunto (inizialmente in stage, che poi è stato rinnovato, e ad Aprile mi diranno se verrò assunto o meno) da una nota società di consulenza, e dislocato sul cliente, una grossa azienda multinazionale, nel ruolo di consulente per la sicurezza informatica.
Sì, so anche io che poche righe sopra ho scritto di star studiando Economia. Cosa c'entra il mio lavoro con quello che ho studiato? Un tubo, probabilmente. Però mi piace, e mi pagano.
Quindi per adesso va benissimo così.
Nel segno della continuità, annuncio che #Morosa è sempre la mia morosa, e che quindi fortunatamente non ci sono stati scossoni da quel punto di vista.
E poi... A livello macro direi che più o meno è tutto. Il fratello in America è tornato a casa, ed ora studia a Milano, l'altro fratello studia a #Cittàadaltezzavariabile, gli amici ci sono sempre, e gli In Tormentata Quiete hanno fatto un nuovo album (In ordine crescente di importanza).
A livello micro... Beh, ne parlerò più avanti.
Beh, vediamo. Se entro domani alle tre non avrò cambiato idea, questo post verrà pubblicato. Ed allora vedremo, chissà se avrò la costanza di mantenere questo blog in questa sua seconda vita.
Spero vivamente di sì.
E nel frattempo, grazie in anticipo a chi vorrà tornare a leggermi.
Cordiali salut...Ehm, scusate... Abitudine!
Cinquecentosessantadue giorni.
Un anno, sei mesi e spiccoli dall'ultimo mio post su questo blog.
In questo tempo sono cambiate moltissime cose (Painful reminder to self: aggiornare l'età nel profilo a fianco), alcune in meglio ed altre in peggio.
È curioso. Sono almeno due settimane che sto ponderando l'idea di ricominciare a scrivere qui. Ho pensato a cosa avrei scritto, a come sarebbe stato riprendere in mano questo blog, ed ora che sono qui ho la più classica delle sindromi da blank slate.
Non so cosa scrivere, a parte banali luoghi comuni come da sopra.
Quindi ho deciso di mettere una foto di un cucciolo di pinguino, così tanto per.
Ed ogni volta pensavo "Ma perché ho smesso?"
Perché? Beh... Tempo, voglia, mancanza di argomenti.
Ero in un periodo della mia vita di crisi unversitaria abbastanza profonda, passavo le mie giornate chiuso in casa a (provare a) studiare, e basta. Di cosa avrei potuto parlare?
Poi ho fatto anche l'errore, nonostante l'avvertimento di Mika Ela, di scaricare un certo gioco, quindi nel tempo libero dicevo "Perché stare a spaccarmi la testa cercando di inventarmi qualcosa da scrivere, quando posso fare una ranked?" (Risposta: perché almeno non ti mangi il fegato).
E via, una cosa tira l'altra, passa un mese, ne passano due.... E alla fine ne sono passati 18 (e spiccoli).
Adesso ho deciso di riprovarci, pur non sapendo se anche questa volta mi perderò via (Come mia tendenza a fare), oppure se riuscirò a portare avanti questo blog come vorrei, però almeno un tentativo vorrei farlo.
Inauguro dunque oggi, 7 Febbraio 2015, per la seconda volta, il mio blog.
It's a Natural Disaster.
E, dato il tempo passato, mi sembra giusto presentarmi di nuovo, o quantomeno fare un breve recap di quanto successo in questo anno e mezzo.
Sono Edhel, 25 anni, e vivo nel Nord Italia, a #Cittàadaltezzavariabile. Studio Economia, e mi spiace non poter dire "e nel tempo in cui non mi sono fatto vivo mi sono laureato". Purtroppo sono ancora fermo agli ultimi due maledettissimi esami.
Però da cinque mesi a questa parte sono riuscito a trovare un lavoro, e la cosa mi soddisfa parecchio. Sono stato assunto (inizialmente in stage, che poi è stato rinnovato, e ad Aprile mi diranno se verrò assunto o meno) da una nota società di consulenza, e dislocato sul cliente, una grossa azienda multinazionale, nel ruolo di consulente per la sicurezza informatica.
Sì, so anche io che poche righe sopra ho scritto di star studiando Economia. Cosa c'entra il mio lavoro con quello che ho studiato? Un tubo, probabilmente. Però mi piace, e mi pagano.
Quindi per adesso va benissimo così.
Nel segno della continuità, annuncio che #Morosa è sempre la mia morosa, e che quindi fortunatamente non ci sono stati scossoni da quel punto di vista.
E poi... A livello macro direi che più o meno è tutto. Il fratello in America è tornato a casa, ed ora studia a Milano, l'altro fratello studia a #Cittàadaltezzavariabile, gli amici ci sono sempre, e gli In Tormentata Quiete hanno fatto un nuovo album (In ordine crescente di importanza).
A livello micro... Beh, ne parlerò più avanti.
Beh, vediamo. Se entro domani alle tre non avrò cambiato idea, questo post verrà pubblicato. Ed allora vedremo, chissà se avrò la costanza di mantenere questo blog in questa sua seconda vita.
Spero vivamente di sì.
E nel frattempo, grazie in anticipo a chi vorrà tornare a leggermi.
Cordiali salut...Ehm, scusate... Abitudine!
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| I gattini sono mainstream! |
mercoledì 24 luglio 2013
Suspension of Disbelief
"La sospensione dell'incredulità è un particolare carattere semiotico che consiste nella volontà, da parte del lettore o dello spettatore, di sospendere le proprie facoltà critiche allo scopo di ignorare le incongruenze secondarie e godere di un'opera di fantasia"
Questa è la definizione di sospensione dell'incredulità secondo wikipedia. Per spiegarla meglio, è il motivo per il quale se noi vediamo, leggiamo o giochiamo qualcosa che non sia un esatta ricostruzione storica, apprezziamo comunque l'opera, nonostante sia evidentemente irrealistica.
Si tratta del motivo per cui vedendo Resident Evil non passiamo il film dicendo "Che cavolata, ci sono gli zombie, è impossibile che esistano". Perché in quel momento abbiamo accettato che gli zombie esistano.
Però si tratta sempre di accettare che qualcosa di inesistente sia valido, e per questo non è sempre così facile da creare e mantenere, anzi. Più i temi trattati si allontanano dalla realtà quotidiana, e più l'autore deve stare attento a rendere la sua opera credibile, veritiera e logica.
Perché, se può essere facile mantenere la SdI in un racconto poliziesco, in un fantasy od in uno Sci-Fi è decisamente più difficili: bisogna creare un mondo coerente, fissare delle regole ben definite in modo che il lettore/spettatore/giocatore abbia bene in mente il contesto in cui ci si muove. E queste regole devono essere fisse e chiare.
Perché, se a metà Resident Evil avessero deciso che gli zombie, in un momento in cui magari gli umani li avevano messi in scacco, fossero anche intelligenti, quindi piegando le regole per necessità di trama, allora la SdI va a quel paese.
Il mondo non avrebbe più regole coerenti e credibili. Avrebbe regole valide fino a che all'autore non fa comodo cambiarle. E non c'è modo migliore di questo di spezzare la Sospensione dell'incredulità.
Per questo gli autori devono stare attenti ai cosiddetti "plot holes", i buchi della trama: delle cose non spiegate e che se analizzate, rendono incoerente il racconto.
Se il plot hole è minore, ed il resto dell'opera è coerente allora si può sorvolare, nessuno è perfetto.
Ma se i buchi cominciano ad ammassarsi l'uno sull'altro, magari andando contro a delle regole stabilite in precedenza allora la cosa diventa un problema.
E questo vale doppiamente in un film: un libro, un videogioco, sono lunghi. Si ha molto tempo per spiegare bene il background, l'ambientazione, le regole. L'autore può dedicare capitoli interi solo a mettere bene in chiaro le regole, e magari anche sovvertire alcune di esse, se la cosa è credibile.
Sempre nell'esempio sopra: se la Umbrella decidesse di potenziare il virus per rendere gli zombie intelligenti, allora l'evoluzione degli stessi sarebbe fattibile. Certo, uno potrebbe chiedersi come mai anche i "vecchi" zombie si sono evoluti, dato che loro erano infettati dalla versione precedente del Virus T, ma sarebbe un plot hole "minore".
Un film, invece, è molto più corto.
Non si può perdere mezz'ora per spiegare l'ambientazione, perché poi si avrebbe poco tempo per il resto del film (Senza contare che sarebbe abbastanza noioso avere mezz'ora di narrazione). Le regole, in un film, devono essere spiegate in fretta, e se possibile in maniera interessante.
E, soprattutto, è difficile che vengano cambiate, perché il tempo a disposizione è troppo poco per spiegare in maniera approfondita il cambiamento.
Certo, in caso di una serie di film, o di una serie TV allora la questione è diversa, ma qui sto parlando principalmente di film "one-shot".
Tutto questo per dire che, ieri sera, sono andato a vedere Pacific Rim.
(Cercherò di essere Spoiler-free, dovessi rendermi conto di spoilerare qualcosa metterò un avviso)
Questo film, che a quanto ho letto è considerato da tantissime persone un capolavoro, ha avuto su di me effetto ambivalente.
Da un lato effetti speciali da paura, dal punto di vista visivo è un capolavoro.
Ma la trama... Dio santo.
Va bene la sospensione dell'incredulità. Va bene che è un film di robottoni che si menano. Va bene tutto.
Ma qui ci sono talmente tante contraddizioni nel bel mezzo della trama, di regole che vengono cambiate quando fa più comodo, di buchi nella trama enormi, che dopo mezz'ora di film non riuscivo nemmeno a godermelo, tanto il contorno non aveva senso.
Continuavo a chiedermi "Ma...Perché?".
E quando, vedendo un film di fantascienza lo spettatore continua a chiedersi "Ma...Perché?", significa che tu, o regista, hai sbagliato qualcosa.
La scelta degli sceneggiatori, ad occhio e croce.
Evangelion. Premetto che a me non piace. La serie originale mi ha interessato fino a metà, poi mi è scaduta nel noioso, fino al WTF?? degli ultimi due episodi.
Ma almeno aveva una sua logica, era credibile e coerente con le regole che si è dato.
Quando succedeva qualcosa di nuovo, era qualcosa che ci stava. Non dicevo "Ma com'è possibile?", perché nell'ambito di quel mondo andava bene.
Pacific Rim no. Personaggi stereotipati e banalissimi (da Oscar i due russi, che non spiccicano una parola una), nemico che ha come unica spiegazione "Perché sì!!", e quando si scopre la vera motivazione si sarebbe preferito non saperlo, robot che si ricordano di avere la super-mega arma solo dopo un'ora e mezza di combattimento, questo per evitare di morire e far finire prima il film, no, aspetta... Questo per necessità di trama, No, nemmeno questo suona bene.
Questo per... Questo per... Perché sì!!!
Vorrei entrare un po' più nel dettaglio, ma purtroppo ho deciso di parlarne in maniera spoiler free, mannaggia a me.
Vedo, tra l'altro, che in internet tanta gente ritiene che queste, perdonate il francesismo, minchiate non si debbano guardare, perché si tratta di un film ispirato ai cartoni animati giapponesi sui robottoni, e che quelli non avevano senso.
No.
Semplicemente no.
Perché una cosa è un cartone animato anni '70, un'altra è un kolossal del 2013. Se davvero volevi fare una cosa così, allora non dovevi prenderti tanto sul serio.
Perché un altro grosso problema di Pacific Rim è che si prende davvero maledettamente troppo sul serio. La parte comica "sarebbero" i due scienziati, ma dopo un po' che li si vede sullo schermo si comincia a tifare per i mostri.
E, per riprendere l'esempio sopracitato, Evangelion aveva un senso. Pacific Rim è un'idiozia da guardare a cervello spento.
Perché non nego che in quel caso potrebbe essere anche un bel film.Ma se ci si sofferma a pensare alla trama, beh... Addio!
(E vi prego, non partite con "Ma Evangelion è bellissimo, come fa a non piacerti?". Lo so già, è la serie preferita di #Morosa, e ora ci stiamo anche guardando il Rebuild. Ma oh, a me non è proprio piaciuto!)
(Ecco una recensione molto comica fatta da un blogger che seguo. Occhio che è uno spoiler unico! E soprattutto, occhio a dove aprite il blog, perché l'impaginazione è decisamente NSFW
http://bagniproeliator.blogspot.it/2013/07/la-vera-trama-di-pacific-rim.html)
(Ecco una recensione molto comica fatta da un blogger che seguo. Occhio che è uno spoiler unico! E soprattutto, occhio a dove aprite il blog, perché l'impaginazione è decisamente NSFW
http://bagniproeliator.blogspot.it/2013/07/la-vera-trama-di-pacific-rim.html)
venerdì 24 maggio 2013
The Overlord
13 Giugno 2018
Apro la porta, e, come tutti i giorni,
mi accoglie il silenzio. Ma so che si tratta solo di un illusione.
Casa mia non è vuota. Non lo è mai stata, da quel giorno.
Faccio qualche passo nel buio, nella
speranza di riuscire, una volta nella vita, a non essere visto.
L'oscurità mi avvolge, mentre avanzo lentamente nel corridoio che
porta alle camere. Cammino lento, silenzioso. Non voglio fare rumore.
Un passo dopo l'altro avanzo, vedo la
porta, e per una volta mi illudo di essere riuscito ad evitarlo.
Avanzo lentamente. Non ho idea di cosa riuscirò a fare una volta che
avrò raggiunto la camera. Ma solo l'idea di riuscire a fregarlo mi
spinge a provarci. Un altro passo, la porta della camera è a due
metri.
Un altro passo.
Ed improvvisamente una suadente voce
femminile riecheggia “Bentornato. Cosa posso fare per te?”
Mi paralizzo. Come ha fatto a vedermi?
È nel salotto! Poi sento una vibrazione in tasca. Ci infilo la mano,
e vedo il mio smartphone che si è illuminato, con il SUO logo, una
croce, e la scritta “Welcome”.
Illuso, illuso, illuso. Come potevo
sperare di evitarlo, quando tutti i maledetti aggeggi elettronici di
questa casa sono collegati a LUI?
Accendo la luce, ormai è inutile stare
al buio, e per un attimo ho l'istinto di gettare lo smartphone contro
il muro. Ma che colpa ha lui? Alla fine sono stato io a costruire
questo sistema. Sono stato io a cascarci, come tutti gli altri esseri
umani del pianeta.
Se LUI è qui, la colpa è solo ed
esclusivamente mia.
Arrivo in camera, e mi libero degli
abiti da lavoro. Per l'ennesima volta ho fatto di tutto per tornare a
casa il più tardi possibile. Straordinari, uscita a cena, uscita con
gli amici senza mai passare da casa... Anni fa non l'avrei mai fatto,
ma pur di non trovarmi vicino a LUI sono disposto a saltare tutte le
docce che sono necessarie.
Ma non poteva durare. Ogni mezz'ora che
passavo lontano da casa, il telefono nella mia tasca vibrava. Ero
senza volume, e mai una volta l'ho tirato fuori dalla tasca. Ma
sapevo chi era.
E vedevo nelle persone accanto a me il
mio stesso disagio. Eravamo tutti nella stessa situazione, ma non
potevamo parlarne. Perché LUI ci sente. Lui ci vede. Lui sa tutto.
Benvenuti nella realtà 2.0. Una realtà
in cui tutti girano con uno smartphone, dove tre quarti delle persone
hanno gli occhiali a realtà aumentata di Google, sempre connessi ad
internet, e quindi a LUI, e quasi ogni singola persona possiede un
orologio di Apple. Connessione alla rete a velocità altissima 24 ore
su 24, con il telefono, il lettore Mp3, gli occhiali, l'orologio, il
libro.
Ma, come diceva Mark Twain, se guardi
troppo a lungo nell'abisso, allora l'abisso guarderà te.
E ormai non siamo solo noi ad essere
sempre collegati alla rete. È la rete ad essere sempre collegata a
noi. E quindi LUI, a casa, sa sempre dove sono, con chi sono, cosa
dico... Manca solo cosa penso, ma temo sia questione di tempo. Ho
sentito ieri alla TV che Apple sta studiando un nuovo iPhone che
funziona con il pensiero.
Esco dalla doccia, impiegando tutto il
tempo possibile, e l'occhio mi cade sull'orologio digitale appeso in
bagno. Sono le 11.15. Forse stasera, con la scusa che devo dormire,
riesco ad evitarlo.
Vado in salotto, e LUI è lì.
Gli avevano dato un nome, ma ormai per
tutti è, sottovoce, l'Overlord. Ma solo perché il Grande Fratello
era già preso, e Skynet sotto copyright.
Sento i suoi occhi invisibili seguirmi,
mentre entro nel salotto, e mi siedo davanti a LUI.
La voce di prima suona nuovamente,
questa volta proveniente direttamente dalla macchina, e non
ritrasmessa tramite altri dispositivi.
“Benvenuto. Cosa posso fare per te?”
Esito un attimo, nel timore che si sia
già avviata da sola, ma no. La macchina è spenta. Se si fosse
accesa sarebbe stata la fine, non avrei potuto fare altro che usarla.
“Ehm... Sai... Stasera sono piuttosto
stanco, pensavo di andare a dormire”
“Sono le 11.15, tu non vai mai a
letto prima delle 12.30. Hai un'ora ed un quarto di tempo libero. Io
sono qui per aiutarti a godere al meglio del tuo tempo libero. Cosa
posso fare per te?”
Sento un brivido lungo la schiena.
Sento il suo sguardo su di me, e per un attimo la tentazione di
sfasciarla è quasi irresistibile. Ma poi riesco a trattenermi. Se la
rompessi per me sarebbe la fine.
“Vuoi vedere un film? Vuoi leggere un
libro? Vuoi ascoltare musica? Vuoi giocare ad un gioco?”
Considero le mie opzioni: il libro
perlomeno mi permetterebbe di stare lontano da LUI, anche se so che
sarebbe sempre lì a controllarmi tramite l'iPad. Però c'è quel
piccolo problema dei 50 centesimi da pagare ogni 10 pagine che mi
rende impossibile leggere in pace. Libri cartacei ormai non esistono
più.
Per il film è ancora peggio. Visto che
sono in ritardo con il pagamento come utente Oro, mi tocca subirmeli
con pubblicità che spuntano da ogni lato, ed ogni quarto d'ora devo
aspettare cinque minuti oppure pagare un euro.
Musica? I CD che avevo in camera e che
collezionavo sono stati eliminati da quando il Governo ha deciso che
tutti i supporti che non fossero informatici andavano eliminati per
problemi di spazio, quindi avrei l'iPod, ma ora che il supporto è
digitale e basta, le case discografiche non vendono più i dischi.
Vendono il diritto di ascoltarli. Tu paghi, e puoi ascoltare l'album
una volta. Lo vuoi risentire? Sgancia un'altra volta.
Esito nuovamente. Forse potrei giocare,
ma tutti questi nuovi sistemi pay-to-play, con DRM continui e
microtransazioni ogni cinque minuti mi danno il vomito.
Da quando l'Overlord è in giro,
inoltre, scaricare è impossibile. Perché controlla anche il tuo
computer. Ho sentito dire che qualche fortunato con Linux è riuscito
ad evitarlo, ma probabilmente sono solo leggende metropolitane per
illuderci che sia possibile scappare.
Ed improvvisamente, una luce verde si
accende davanti a me, e l'Orverlord prende vita. Maledetta, di nuovo!
Mi costringe a giocare!
“Ma io non avevo detto di
accenderti!”
“Tra un'ora dovrai andare a letto, mi
sembrava giusto non farti perdere tempo”
“...”
“Ti ricordo che questo è il
ventinovesimo avvio questo mese. Dopo il trentesimo ti verrà
automaticamente scalata la cifra per sbloccarmi di nuovo, e
permetterti di continuare ad usufruire dei miei servizi”
Dimenticavo. L'abbonamento non è più
mensile, è ad avvii. Per fare in modo che una volta acceso tu sia
costretto ad usarlo. Se crasha ti viene da piangere, se si impalla e
si riavvia da solo continuamente vorresti gettarti dal terrazzo.
Ho sentito di gente che ha provato a
trasferire tutti i soldi della carta di credito da quella registrata
ad una nuova. In alcuni casi, LUI è riuscito in qualche modo ad
avere i dati della nuova carta. In altri casi, invece, chi non ha
pagato si è trovato i pignoratori sotto casa. Che ovviamente hanno
portato via il frigorifero, il microonde, il forno. Ma non LUI, né
nessuna delle altre appliances che utilizza.
Non si scherza con le grandi
multinazionali.
Una ricerca dell'Economist ha scoperto
che le famiglie, in media, spendono quasi 600€ al mese in
“intrattenimento”; ovvero tutti i servizi legati e
controllati dall'Overlord. Perché ormai tutto quello che una volta
potevi fare gratuitamente, è gestito da lui. E paghi.
Vuoi vedere il telegiornale? Paghi.
Vuoi leggere il giornale? Paghi. Vuoi vederti un film? Paghi. Vuoi
fare una partita ad un gioco che hai già acquistato? Paghi.
L'Economist dice anche che, nonostante
una spesa ormai così alta, il tempo libero delle persone è sempre
meno, perché fanno di tutto per evitare casa propria. Lavorano ore
extra senza retribuzione, fanno volontariato, lavori secondari...
Com'era
naïve
Orwell. Il suo Grande Fratello era imposto.
Noi,
il nostro fardello, ce lo siamo creati noi. L'abbiamo comprato con
gioia. L'abbiamo messo nei nostri salotti. E abbiamo capito
cosa avevamo fatto solo quando era ormai troppo tardi.
La
luce verde davanti a me si affievolisce un attimo, mentre la voce
scandisce ritmicamente il suo ritornello.
“Cosa
posso fare per te?”
Non posso scappare. Non posso evitarla.
Io gli ho dato le chiavi della mia vita, credendo fosse un supporto
per migliorarla.
Lui se l'è presa.
Non posso sfuggire al suo sguardo,
sempre acceso nonostante lui sia spento. E sempre connesso ad
internet.
Se ripenso all'entusiasmo che avevo
provato la prima volta che ne avevo sentito parlare...
Flashback di 5 anni. 21 Maggio 2013
“...e
la nuova Xbox One avrà il nuovo kinect, sempre acceso e sempre
connesso ad internet, per aiutarvi a sfruttare al meglio la vostra
console e le sinergie con gli altri apparecchi presenti in casa
vostra...”
mercoledì 8 maggio 2013
Ha smesso di rispondere
C'era una volta un allegro computer portatile, un Asus nero come ce ne sono tanti.
Questo PC ha sempre funzionato bene: il suo proprietario è sempre stato attento a non installare o scaricare programmi strani, e per un anno non ha mai dato alcun problema.
Fino a pochi giorni fa: infatti, quando il proprietario decise di avviare Skype, questo crashò senza pietà pochi istanti dopo l'apparizione della finestra.
Ohibò! Pensò il proprietario. Cosa sarà mai successo?
Cliccò nuovamente sull'icona di Skype, pensando ad un errore una tantum, ma il simpatico programma aveva evidentemente deciso di entrare in sciopero, e non ci fu verso di farlo partire.
Il proprietario decise allora di disinstallarlo e reinstallarlo, ma la soluzione non ebbe successo, e Skype continuò a crashare istantaneamente.
Cercando su google trovò altre persone con un problema simile, che dissero di aver risolto la situazione installando anche la versione Beta in parallelo, ma la soluzione non servì al nostro eroe, che riuscì ad avviare Skype solo installando la versione 4.2, su suggerimento di un amico.
Il giorno dopo, su suggerimento di un altro amico, scaricò un gioco, League of Legends, ma nel momento in cui cliccò su avvio... Questo crashò, e non ci fu verso di farlo ripartire.
Perplesso, il protagonista di questa storia decise allora di cercare soluzioni su Google (lanciando nel frattempo una scansione, perché non si sa mai).
Trovato un problema simile nel forum microsoft, che suggeriva un problema nei file registro, scaricò allora Wise Registry Cleaner, per sistemarlo, ma nel momento in cui questo programma veniva lanciato... Crashava.
Il nostro eroe decise allora di smanettare un po' con msconfig, sospettando che ci fosse qualche processo che bloccava le applicazioni. Infatti, avviando il computer in modalità "Avvio diagnostico", il programma Wise Registry Cleaner che precedentemente veniva brutalmente assassinato da Windows funzionava tranquillamente (Rilevando 1800 problemi nel registro).
Risolti questi problemi, decise di riavviare in modalità normale, ma... Nulla. Sia Skype (Che nel frattempo continuava ad auto-aggiornarsi ad una versione non funzionante, nonostante gli fosse stato detto di non farlo) che il sopracitato gioco continuarono a crashare senza pietà.
Da msconfig decise di provare ad avviare il PC senza alcun servizio di sistema attivo, esclusi quelli di Windows. Ed i crash proseguivano. Successivamente decise di avviarlo senza nessun elemento di avvio. Ed i crash proseguivano.
Notò però che alcuni programmi per pulire i file di registro di cui aveva letto su internet venivano scaricati ed installati correttamente, quindi pensò che il problema fosse solo su alcuni programmi.
La scansione intanto non trovò nulla di rilevante: si limitava a segnalare come virus due crack di due giochi scaricati eoni fa ed usati per mezza settimana. Il proprietario era sicuro non si trattassero di virus, ma, dato che comunque non erano mai stati usati, vennero disinstallati ed eliminati.
Scartata anche l'ipotesi virus, il proprietario decise di avviare il computer in modalità provvisoria con accesso ad internet, ed il computer funzionò correttamente: riuscì quindi a scaricare League of Legends, anche se si trattò di una vittoria effimera: infatti ad ogni riavviò fu costretto a reinstallare Skype.
Scoprì inoltre con gioia che il punto di ripristino più recente risaliva alla prima disinstallazione di Skype seguente il palesamento del problema, quindi lo strumento di ripristino fu, di fatto, inutile.
All'eroico utonto non rimase che una soluzione: correre in tondo urlando molto a lungo e molto forte.
Poi, però, nel bel mezzo del tredicesimo chilometro, l'illuminazione!
"Ma io ho un blog", pensò "E so che c'è gente che mi segue che ne capisce più di me di informatica".
E dunque sono qui.
La situazione è questa: il problema per ora non è drammatico, e con il trucchetto della modalità provvisoria ho un workaround, dovesse palesarsi ancora in futuro.
Però vorrei risolverlo. Dunque, a chi se ne intende di informatica... Qualcuno di voi ha un'idea?
Non ho mai avuto un problema del genere... Alcuni programmi installati (Sempre gli stessi) decidono che non hanno voglia di lavorare, e crashano a ripetizione. Finora il problema si è visto con Skype (Ogni versione sopra la 4.2), Wise Registry Cleaner ed il Launcher del download di League of Legends (Il gioco funziona tranquillamente).
Mi sovviene ora che pure Mass Effect 1,2 e 3 crashano all'avvio di continuo, ma credevo fosse un problema di Origin, dato che il problema in genere era limitato a loro.
Il PC è un ASUS portatile con Windows 7, 4GB RAM, Intel i7 e Nvidia 610 come scheda grafica (preassemblato).
A naso direi che il problema è in un qualche processo di Windows che per qualche ragione si è corrotto ed ammazza altri .exe a random, ma non so come distinguere quali. Vorrei avviare con tutto disattivato, ma essendo un portatile ci sono i driver di mezzo, e non vorrei accendere ed accorgermi che touchpad e tastiera non vanno.
L'antivirus è Microsoft Security Essentials (Dopo aver levato quella ciofeca di McAfee), ed ha sempre funzionato bene.
Se qualcuno avesse un'idea gliene ne sarei eternamente grato!
Anche perché io sono arrivato al limite della mia conoscenza informatica, non vorrei far danno. Su consiglio di un tizio letto sul forum Microsoft ho lanciato un sfc /scannow, che ha generato un CBS chilometrico, ma non so cosa voglia dire.
Grazie in anticipo!
Questo PC ha sempre funzionato bene: il suo proprietario è sempre stato attento a non installare o scaricare programmi strani, e per un anno non ha mai dato alcun problema.
Fino a pochi giorni fa: infatti, quando il proprietario decise di avviare Skype, questo crashò senza pietà pochi istanti dopo l'apparizione della finestra.
Ohibò! Pensò il proprietario. Cosa sarà mai successo?
Cliccò nuovamente sull'icona di Skype, pensando ad un errore una tantum, ma il simpatico programma aveva evidentemente deciso di entrare in sciopero, e non ci fu verso di farlo partire.
Il proprietario decise allora di disinstallarlo e reinstallarlo, ma la soluzione non ebbe successo, e Skype continuò a crashare istantaneamente.
Cercando su google trovò altre persone con un problema simile, che dissero di aver risolto la situazione installando anche la versione Beta in parallelo, ma la soluzione non servì al nostro eroe, che riuscì ad avviare Skype solo installando la versione 4.2, su suggerimento di un amico.
Il giorno dopo, su suggerimento di un altro amico, scaricò un gioco, League of Legends, ma nel momento in cui cliccò su avvio... Questo crashò, e non ci fu verso di farlo ripartire.
Perplesso, il protagonista di questa storia decise allora di cercare soluzioni su Google (lanciando nel frattempo una scansione, perché non si sa mai).
Trovato un problema simile nel forum microsoft, che suggeriva un problema nei file registro, scaricò allora Wise Registry Cleaner, per sistemarlo, ma nel momento in cui questo programma veniva lanciato... Crashava.
Il nostro eroe decise allora di smanettare un po' con msconfig, sospettando che ci fosse qualche processo che bloccava le applicazioni. Infatti, avviando il computer in modalità "Avvio diagnostico", il programma Wise Registry Cleaner che precedentemente veniva brutalmente assassinato da Windows funzionava tranquillamente (Rilevando 1800 problemi nel registro).
Risolti questi problemi, decise di riavviare in modalità normale, ma... Nulla. Sia Skype (Che nel frattempo continuava ad auto-aggiornarsi ad una versione non funzionante, nonostante gli fosse stato detto di non farlo) che il sopracitato gioco continuarono a crashare senza pietà.
Da msconfig decise di provare ad avviare il PC senza alcun servizio di sistema attivo, esclusi quelli di Windows. Ed i crash proseguivano. Successivamente decise di avviarlo senza nessun elemento di avvio. Ed i crash proseguivano.
Notò però che alcuni programmi per pulire i file di registro di cui aveva letto su internet venivano scaricati ed installati correttamente, quindi pensò che il problema fosse solo su alcuni programmi.
La scansione intanto non trovò nulla di rilevante: si limitava a segnalare come virus due crack di due giochi scaricati eoni fa ed usati per mezza settimana. Il proprietario era sicuro non si trattassero di virus, ma, dato che comunque non erano mai stati usati, vennero disinstallati ed eliminati.
Scartata anche l'ipotesi virus, il proprietario decise di avviare il computer in modalità provvisoria con accesso ad internet, ed il computer funzionò correttamente: riuscì quindi a scaricare League of Legends, anche se si trattò di una vittoria effimera: infatti ad ogni riavviò fu costretto a reinstallare Skype.
Scoprì inoltre con gioia che il punto di ripristino più recente risaliva alla prima disinstallazione di Skype seguente il palesamento del problema, quindi lo strumento di ripristino fu, di fatto, inutile.
All'eroico utonto non rimase che una soluzione: correre in tondo urlando molto a lungo e molto forte.
Poi, però, nel bel mezzo del tredicesimo chilometro, l'illuminazione!
"Ma io ho un blog", pensò "E so che c'è gente che mi segue che ne capisce più di me di informatica".
E dunque sono qui.
La situazione è questa: il problema per ora non è drammatico, e con il trucchetto della modalità provvisoria ho un workaround, dovesse palesarsi ancora in futuro.
Però vorrei risolverlo. Dunque, a chi se ne intende di informatica... Qualcuno di voi ha un'idea?
Non ho mai avuto un problema del genere... Alcuni programmi installati (Sempre gli stessi) decidono che non hanno voglia di lavorare, e crashano a ripetizione. Finora il problema si è visto con Skype (Ogni versione sopra la 4.2), Wise Registry Cleaner ed il Launcher del download di League of Legends (Il gioco funziona tranquillamente).
Mi sovviene ora che pure Mass Effect 1,2 e 3 crashano all'avvio di continuo, ma credevo fosse un problema di Origin, dato che il problema in genere era limitato a loro.
Il PC è un ASUS portatile con Windows 7, 4GB RAM, Intel i7 e Nvidia 610 come scheda grafica (preassemblato).
A naso direi che il problema è in un qualche processo di Windows che per qualche ragione si è corrotto ed ammazza altri .exe a random, ma non so come distinguere quali. Vorrei avviare con tutto disattivato, ma essendo un portatile ci sono i driver di mezzo, e non vorrei accendere ed accorgermi che touchpad e tastiera non vanno.
L'antivirus è Microsoft Security Essentials (Dopo aver levato quella ciofeca di McAfee), ed ha sempre funzionato bene.
Se qualcuno avesse un'idea gliene ne sarei eternamente grato!
Anche perché io sono arrivato al limite della mia conoscenza informatica, non vorrei far danno. Su consiglio di un tizio letto sul forum Microsoft ho lanciato un sfc /scannow, che ha generato un CBS chilometrico, ma non so cosa voglia dire.
Grazie in anticipo!
domenica 14 aprile 2013
Questa volta mi hanno lasciato senza parole
Okay, okay. So che magari ho già scritto fin troppo sull'argomento. Però giuro, questa volta sono riusciti veramente a sconvolgermi come non mai, e far cadere ancora più in basso la mia stima nei loro confronti.
Di chi sto parlando? Ma della mia casa di pubblicazione di videogiochi preferita, ovviamente.
Qualche giorno fa, la compagnia di Redwood City ha vinto per il secondo anno consecutivo il titolo di peggiore compagnia d'America, un sondaggio indetto ogni anno dal sito consumerist.com. Nessuno ce l'aveva mai fatta.
La finale, tra la EA e la Bank of America, è stata un plebiscito, con il 78% delle preferenze in favore della prima, che ha vinto la sfida per il secondo anno consecutivo con la banca nazionale degli Stati Uniti, e questa volta con un margine ancora maggiore.
I motivi? Come ben analizzato dagli stessi scrittori di Consumerist, sono principalmente tre, ed in tutti i casi si tratta di un perseverare nello sbagliare, il che rende queste colpe, agli occhi dei consumatori americani, ancora più gravi.
Punto 1: la EA non dà ai suoi clienti quello che vogliono. Promette le stelle e vende le stalle, con giochi incompleti e fatti di corsa. Ne ho già parlato, comunque, e non mi sembra il caso di ripetermi (Anche perché chi legge non penso abbia voglia di ri-sorbirsi tutto il discorso).
Punto 2: Prezzi folli. Sia per i giochi stessi (Mai al di sotto dei 60€... Anzi, 59,90, perché i consumatori sono scemi), che per i DLC. Anche se il gioco è una copia di quello dell'anno precedente con le rose aggiornate (Come nel caso di FIFA, Madden e tutti gli altri giochi sportivi). Anche di questo, comunque, ho già parlato.
Punto 3: Supporto al cliente. Il servizio della EA è a dir poco ridicolo, e merita un discorso a parte. Giusto per dare un'idea generale... Sul loro sito esiste l'Answer HQ. Cos'è? Un forum dove chi ha problemi di qualunque tipo può chiedere aiuto a.... Agli altri giocatori! La EA non si degna neanche di fornire supporto, si limita a dire "Non sapete che fare? Beh, chiedete a qualcun'altro, magari lo sanno".
Questo può andare bene per il supporto di base (Non mi parte il gioco / La grafica ha problemi / Origin va in conflitto), ma se qualcuno avesse bisogno di una consulenza un po' più specialistica? No problem, c'è il sito EA. Bene, su questo sito, una volta scelto il gioco per cui si hanno problemi, e dopo aver dato l'assicurazione almeno trenta volte che il proprio problema non è nella lista, ti daranno da una a tre opzioni, ovvero "Manda una mail al supporto tecnico" (Aspetta e spera), "avvia una chat con un nostro operatore" (Bestemmia e piangi) oppure "Lasciaci il numero, ti richiameremo" (Contaci).
Nel 70% dei casi l'unica opzione è l'email, a cui risponderà una pagina prestampata in cui verrà ripetuta una delle soluzioni già presenti sul sito. E non funzionante. A volte si potrà chattare con un "Game Advisor", ma non illudetevi. Gli operatori, dagli esotici nomi come Dhanvant, Jawahar, Parikshit o Virasana vi faranno perdere ore del vostro tempo per via del fatto che non parlano quasi niente di inglese, e che ad ogni vostra domanda risponderanno con dei copia e incolla dalle suddette soluzioni presentate sul sito. Oppure diranno che non se ne può fare nulla.
La terza opzione, invece, non appare quasi mai, ma in quei pochi casi.... Non richiamano. Evidentemente copiare il servizio clienti Xbox non è una buona idea, se non sei in grado di fornire il servizio.
E in quei pochi casi in cui tu riuscirai a metterti in contatto diretto con gli operatori (Io c'ero riuscito solo cercando il numero tramite altri siti), questi o ti diranno che non si può fare (Nonostante tu gli abbia portato più e più casi documentati che dicono che si può) oppure mentiranno direttamente.
Per dire... Io è più di un anno che aspetto che il mio account Xbox Live sia associato al mio Origin ID, anche se il tizio del supporto mi aveva detto che ci sarebbe voluta una settimana. Alla seconda chiamata (Due settimane dopo) mi disse che era quasi pronto, ed alla terza (Altre due settimane dopo) che era questione di ore.
Poi ho smesso di chiamare, mi sono sentito preso per il culo.
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| E pure l'achievment! Sono soddisfazioni.... |
Ed evidentemente non sono l'unico, dato che la EA ha vinto per il secondo anno la "cacca dorata", dimostrando di non aver imparato assolutamente niente dagli errori passati, e che anzi... Si può solo peggiorare (Sim City 5 docet).
E a coronamento del tutto, è di pochi giorni fa un post sul blog della EA, di Peter Moore, attuale Chief Operating Officer, il cui titolo è "We Can Do Better".
Okay, è già un punto di partenza... Ma leggiamo questo post.
Inizia dicendo che si tratta di una frase che usa spesso quando cerca di difendere la EA, e fin qui tutto bene, alla fine non è certo l'unico a dirlo, e sicuramente già il fatto che all'interno della compagnia se ne rendano conto è positivo. Ma andiamo avanti.
Prosegue attaccando il sondaggio di Worst Company In America, dicendo che si tratta dello stesso sondaggio chi ha ritenuti peggio della British Petroleum, colpevole del peggiore spillover nell'oceano di tutti i tempi, vincitrice del titolo nel 2011, nonché addirittura peggiore della banca colpevole della crisi economica.
A parte che la BP non era nemmeno presente nel sondaggio di quest'anno, e che ha già pagato per i suoi errori... Ma cosa c'entra? Questo è un sondaggio riguardante la percezione dei consumatori nei confronti delle aziende, non delle loro colpe in valore assoluto... Sembra il classico bambino che fa il danno, e quando viene sgridato dice "Ma lui ne ha fatto uno più grande!".
Andiamo avanti.
Secondo Mr. Moore il primo turno eliminatorio è stato vinto contro un'azienda accusata di annacquare la sua birra, la AB inBev, proprietaria tra gli altri dei marchi Stella Artois, Becks e Budweiser. Né la prima, né la terza mi piacciono in modo particolare come birre, mentre la Becks è accettabile, ma comunque non l'ho mai trovata annacquata... Sta di fatto che secondo Moore "I clienti della EA sono su internet, quelli della AB inBev nei bar. Quindi è ovvio che un sondaggio in internet lo vinciamo noi".
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| Guarda, pure Kobe Byant è schifato dal tuo esempio! |
No, aspetta un attimo... Quindi uno o vive al PC o al bar? Non può fare entrambi?
Poi, grazie a Dio, evita di commentare ad uno ad uno tutti gli altri scontri, e si limita a dire che la EA, per definizione, ha alle sue spalle un'eredità di successi ed una legione di critici, proprio come gli Yankees, i Lakers ed il Manchester United.
A parte che l'esempio non è il massimo, dato che gli Yankees non vincono un titolo dal 2009 (Forse l'ultimo anno in cui la EA ha fatto un gioco decente?), i Lakers dal 2010 (E l'anno scorso sono stai letteralmente umiliati ai playoff, mentre quest'anno rischiano di non arrivarci nemmeno!), mentre lo United quest'anno vincerà il titolo, ma è stato per l'ennesima volta eliminato in Champions (Che non vince dal 2008, quando ancora c'era Ronaldo...).
Esempi infelici a parte, vediamo come prosegue la lettera.
Moore ammette che qualche errore è stato in effetti fatto dalla EA (Ma dai?), dicendo che alcuni giochi non hanno raggiunto le aspettative (Tradotto come: vi aspettavate troppo), che hanno spento alcuni server troppo presto, a meno di due anni dall'uscita di alcuni giochi (Tradotto: eh, ma ragazzi, se c'è FIFA 13 perché giocate ancora all'11? Comprate quello nuovo!), prezzi esagerati e il casino con SimCity5.
Poi prosegue, cercando di placare alcune polemiche recenti: il fatto che uno debba essere sempre collegato ad internet per giocare a Sim City 5 non è una misura antipirateria, ma un modo per avere un mondo più ampio.
Bene, ma se io vado da qualche parte dove non c'è internet e voglio giocare? Mi attacco?
Poi prosegue, dicendo che Origin ha ben 45 milioni di utenti, e che non è vero che non ha mercato accanto a Steam. Caro Moore, il fatto che Origin abbia 45 milioni di utenti è una conseguenza. Se potessi ne farei volentieri a meno. Ma io sono obbligato ad usarlo per poter usufruire dei giochi EA sul PC! Steam invece è (per la maggior parte dei giochi) solo un supporto per la versione digitale. Non sono obbligato ad installarlo ed usarlo se ho la copia fisica.
E poi sarei curioso di sapere se 45 milioni sono gli utenti, oppure gli Origin ID. Perché la questione è diversa... Io ho uno Origin ID da più di un anno, dato che per poter interagire con il "supporto tecnico", anche per altre piattaforme, devo per forza averne uno, ma ho Origin da meno di un mese.
Prosegue difendendo le microtransazioni, dicendo che milioni di giocatori giocano contenti nonostante queste. Ecco, nonostante.
E poi le due bombe: secondo Moore una valanga di voti sono stati causati dal fatto che a molti giocatori non sia piaciuta la scelta della copertina di NFL Madden 2013!
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| Carina, no? Beh, se vorrete provarci con uno Shepard maschio preparatevi ad un bel due di picche... |
E last and (grazie a Dio) least... Secondo lui c'è stata una campagna contro il fatto che in molti giochi EA sono presenti personaggi LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transexual), e che dunque la causa di questa votazione sia che i conservatori siano andati a votare in massa come protesta per la presenza di personaggi gay.
No, ma dico, stiamo scherzando?
Venite eletti per due anni consecutivi peggiore compagnia d'America, e la vostra difesa è "Siamo discriminati perché facciamo personaggi omosessuali"?!
Venite eletti per due anni consecutivi peggiore compagnia d'America, e la vostra difesa è "Siamo discriminati perché facciamo personaggi omosessuali"?!
Questo non solo è una stronzata colossale (Chiedo venia per il francesismo), ma è un insulto all'intelligenza dei consumatori, nonché una squallida strategia per cercare di attirarsi le simpatie dei gruppi LGBT, e per cercare di dimostrare di essere vittime di discriminazione sessuale.
Finisce la lettera dicendo ammettendo nuovamente alcuni errori, e sottolineando i loro successi. Racconta di come i giocatori di Sim City abbiano ottenuto come risarcimento dei giochi gratis (Operazione di marketing per salvare la faccia), di come Battlefield sia un successo enorme (Ma lo era già ben prima che la EA comprasse la DICE. E comunque è solo pubblicato dalla EA, ma sviluppato interamente dalla casa svedese), di come FIFA sia un successo enorme (Il che è vero, tre anni fa FIFA ha superato PES, ed ora è in effetti il miglior gioco di calcio disponibile. Ma sono tre anni che è praticamente uguale).
Esalta nuovamente Origin, raccontandoci di come sia in crescita costante, il che non mi stupisce più di tanto, dato che essendo relativamente nuova come piattaforma è normale che sia in crescita, dato il numero di fan che le serie di EA hanno.
E poi finisce con la, secondo me, peggior frase possibile. L'albero più alto è anche quello che riceve più vento. Nel senso "Noi siamo i migliori, e ci prendiamo più critiche perché così deve essere".
No, Mr. Moore. No.
I consumatori vi hanno mandato più di un messaggio. In questi anni il livello dei vostri giochi è precipitato, e anche i più di parte non potranno negare che il vostro trattamento nei confronti del fanbase è crollato ai minimi storici. Questi due titoli consecutivi non sono causati da oscure cospirazioni contro gli omosessuali, ma dalla vostra vergognosa strategia di marketing in questi ultimi anni.
Avete deciso di rispondere. Ottimo. Avete deciso di assumervi parte delle vostre colpe... Ma invece di mostrarvi contriti, vi siete giustificati ad oltranza, attaccando a destra e a manca pur di coprire le vostre manchevolezze.
Non mi resta che pensare che la EA non sia altro che un bambino arrogante, incapace di ammettere i propri errori, e che ad ogni critica risponde accusando il criticante di essere in malafede.
Spero che con il vostro nuovo CEO, chiunque egli sia, la situazione cambi.
Ma se queste sono le premesse, e questo l'atteggiamento... Beh, io preparerei lo champagne per festeggiare il triplete l'anno prossimo.
giovedì 11 aprile 2013
Further Developments
Un paio di mesi fa avevo fatto un post, questo per la precisione, in cui parlavo della mia decisione di smettere di fumare, e di provare ad utilizzare la sigaretta elettronica.
Direi che dal 26 Gennaio ad oggi si possa dire che un po' di tempo è passato, e quindi mi sembra giusto parlarne ulteriormente, sia per raccontare la mia esperienza con la sigaretta elettronica, sia perché se magari c'è qualcuno che mi legge che è incuriosito da questo strumento possa conoscerlo un po' meglio, e magari decidere lui a sua volta di sfruttarlo.
Per prima cosa, la dichiarazione importante è questa: dal 26 Gennaio, secondo lo "smettometro" (una simpatica calcolatrice che gira su internet), in questo tempo ho risparmiato 205€ (Segnerà qualcosina di più quando questo post verrà pubblicato), e guadagnato 13 giorni di vita.
Ora... Per i 13 giorni di vita me ne frega poco, tanto quella non è calcolabile, potrei finire in un tombino domani per quel che ne so, ma il risparmio monetario di 205€ in 2 mesi e 13 giorni non è male.
In questo calcolino ho segnato di fumare circa 13 sigarette al giorno, con un costo medio del pacchetto di 4,30€.
| Simpatico, no? Mette un po' d'ansia la storia dei giorni di vita però... |
Ora a parlarvi della mia esperienza con la sigaretta elettronica.
La mia è questa
All'inizio pensavo che la sigaretta elettronica fosse una, ho poi scoperto che invece ne esistono decine di modelli, e di tipologie. A me è andata bene, perché senza informarmi né niente ne ho trovata una adatta a me, con cui mi sono trovato bene subito.
Premetto che in questi 2 mesi e mezzo qualche sigaretta ancora l'ho fumata, ma a mia discolpa voglio dire che su tutti i siti e i forum relativi alla sigaretta elettronica dicono che se venisse la tentazione di provare a fumarne una normale, di farlo invece che resistere ad ogni costo, per sentire che non c'è differenza, dato che nel caso contrario si rischierebbe di finire per "mitizzare" la bionda, ed odiare l'elettronica.
Detto questo... All'inizio credevo che fosse molto più faticoso rispetto alla sigaretta normale: cambia il liquido ogni giorno, controlla che l'atomizzatore non sia fuso, e se necessario cambia il pezzo, ricordati di caricare la batteria ogni giorno... Alla fine, però, mi sono accorto che non solo l'ordinaria manutenzione non è faticosa, ma che anzi, è molta meno di quando dovevo uscire di casa apposta per comprare le sigarette.
Certo, devo tenere d'occhio bene il livello del liquido, per non rischiare magari di uscire e di trovarmi a metà serata con la sigaretta vuota, ma basta caricarla appena prima di uscire ed il problema non si pone.
La batteria, poi, la carico la notte, esattamente come il cellulare, e non mi è mai capitato si scaricasse, anche perché questo modello ha l'intelligente funzione per cui il tasto centrale serve sia per "attivarla", ovvero fare uscire il fumo, che per accenderla e spegnerla, in modo tale da non scaricare la batteria quando non è in uso.
A livello di sapore è diversa dalla sigaretta normale, com'è ovvio, ma ci si abitua. Esistono decine di liquidi diversi con cui caricarla, con vari sapori, che vanno dai tabacchi, alla frutta agli alcolici. Inizialmente ho scelto qualche liquido a caso, per testarli, ma dopo essermi ritrovato a fumare zucchero filato per una settimana (Magari pensate sia bello, ma immaginate di avere il sapore di zucchero filato in bocca per sette giorni di fila... Alla lunga è nauseante!) mi sono più o meno stabilizzato su un mix 50-50 di due liquidi che mi erano piaciuti.
Poi, una cosa che devo ancora inculcare nei miei genitori, si tratta di uno strumento simile alla sigaretta, ma non è una sigaretta: se prima ne fumavo una ogni ora e mezza circa, adesso magari faccio uno o due tiri ogni dieci minuti questo non significa che sto fumando di più, anzi. La quantità di nicotina è estremamente diminuita, e non puzzo più di posacenere, con grande gioia mia e di #Morosa.
E non è stato difficile. All'inizio io stesso ero convinto fosse una minchiata, ma dopo averla provata, ed utilizzata due mesi e mezzo posso dirlo. Funziona.
Certo, è diverso dalle sigarette, bisogna capirlo ed accettarlo. Ma una volta fatto, funziona davvero.
Se avete amici o conoscenti che vorrebbero smettere di fumare ma non sanno come, vi consiglio davvero di suggerirgli questo mezzo.
lunedì 8 aprile 2013
Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana....
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| Non ho fatto io questa immagine, ma la trovo molto calzante. |
...c'era una casa di produzione e pubblicazioni di videogiochi, fondata nel 1982 dalla Lucasfilm, come parte videoludica del gruppo di George Lucas. Il suo compito era creare giochi legati alle Intellectual Properties di George Lucas, ossia Star Wars ed Indiana Jones, oltre che ad altre serie di giochi slegate da quei grandi nomi (Monkey Island, per dirne uno).
Questa compagnia si chiamava Lucasarts.
La Lucasarts ha nel suo portfolio una serie di titoli che mi hanno accompagnato nella mia passione per i videogiochi per anni.
Rileggendo su wikipedia la lista di pubblicazioni mi tornano in mente grandissimi giochi, nonché qualche "flop".
Star Wars Battlefront: lo aspettavo molto, una specie di Battlefield ambientato nel mondo di Luke Skywalker e compagnia! A molti miei amici piacque da morire, a me decisamente poco.
Star Wars: La Minaccia Fantasma! Credo di averlo giocato trenta volte alle medie, assieme a Jedi Power Battles, che permetteva di giocare l'episodio 1 in coop... Con mio fratello ci abbiamo passato ore.
E gli strategici: Galactic Battleground (Una copia sputata di Age of Empires II) e Force Commander (Troppo avanti con i tempi per avere successo). Poi Knights of the Old Republic 1 e 2, Star Wars: Jedi Knight: Jedi Academy (Un capolavoro), e i vari Rogue Squadron e Tie Fighter.
E poi i giochi di cui mi ero totalmente dimenticato, e solo leggendo la lista mi ricordo... Star Wars: Demolition, Masters of Teräs Käsi.
Fino ad arrivare a The Old Republic, di cui ho già parlato.
Capisco dal punto di vista economico come mai la Disney abbia deciso di eliminare tutto lo studio di produzione, ma comunque è brutto vedere una compagnia che mi ha accompagnato per anni finire così.
Ora si limiterà alla parte di licensing, ossia a fornire la licenza Star Wars ad altre case videoludiche che vogliono sviluppare i giochi, decidendo se concederla o no.
Speriamo che i risultati siano all'altezza dei precedenti...
giovedì 4 aprile 2013
DLC: Dammi La Carta (Di credito)
Una volta, tanto tempo fa, l'unica maniera per comprare i giochi era andare al negozio, pagare e portarselo a casa. Internet era per pochi, e quei pochi giochi che potevano andare su internet si appoggiavano (quasi) sempre ad esterni, che gestivano dei server che definire stabili quanto la faglia di Sant'Andrea il 18 Aprile 1906 sarebbe un complimento.
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| Ho odiato questa faccina verde per anni e anni |
Mi ricordo che quando ero alle medie tentavo disperatamente di collegarmi online con Age of Empires II: la connessione passava tramite Gamespy, e giuro che forse sarò riuscito cinque volte nella mia vita a connettermi.
I giochi avevano tempi di lavorazione medio-lunghi, dato che "patch" non era una parola conosciuta, e dovevano uscire al meglio: non erano concessi errori, perché una volta che il gioco andava in produzione quello sarebbe stato, e quello sarebbe rimasto fino alla fine dei tempi (Soprattutto parlando di giochi per console - Su computer la questione era leggermente diversa).
Quando una casa voleva rilasciare del contenuto aggiuntivo aveva una sola opzione: un'espansione.
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| Age of Empires, The Conquerors: L'espansione di AoE II |
Cos'erano le espansioni, nel significato classico dei videogiochi? Semplice! Un altro gioco (Che in genere costava poco meno del gioco originale), che però non poteva essere installato senza il gioco base. Questo solitamente offriva del contenuto extra (Nel caso di Age of Empires fazioni e campagne) che allungavano il gioco.
Inizialmente si trattava di una feature esclusiva per i giochi da PC, tanto che la prima espansione per una console si vide solo nel 1999, con GTA - London 1969.
Un'alternativa erano i contenuti fan-made, ossia contenuti aggiuntivi per i videogiochi creati però dagli stessi giocatori e messi liberamente a disposizione di altri utenti.
Questo modello ha fatto la fortuna della Valve: i produttori mettevano infatti a disposizione gli strumenti di sviluppo da loro stessi utilizzati per creare il gioco. Questo ha allungato infinitamente la giocabilità di questi prodotti, dato che nuovi contenuti venivano (E vengono tutt'oggi!) continuamente creati e messi online.
Counter-Strike, Portal sono solo due degli esempi di giochi completamente nuovi che sono nati dalla passione di fan, che hanno pesantemente modificato il codice sorgente di Half-Life. In entrambi i casi i team di sviluppo sono stati notati dalla Valve, ed assunti per creare e poi vendere il gioco sotto l'etichetta di Gabe Newell. Un Win-win.
Le comunità di modders sono enormi. Il sito probabilmente più importante è Nexus Mods, che al suo interno contiene più di 90.000 singole mods per diversi giochi (Principalmente RPG).
I Modders hanno fatto di tutto: prendendo ad esempio Dragon Age: Origins, sul sito si possono trovare texture migliorate, personaggi extra (Completamente doppiati ed integrati nel gioco!), accorgimenti al sistema di gameplay, nuove mappe, nuove zone, nuove missioni, nuovi equipaggiamenti... E ovviamente le mod porno. Quelle non mancano mai, in nessun gioco.
A volte la comunità dei giocatori addirittura si occupa del lavoro che toccherebbe agli sviluppatori: emblematico è il caso di Star Wars: Knights of the Old Republic 2.
Questo gioco, sviluppato dalla Obsidian nel 2004, ha un'enorme problema: manca tutta la parte finale. La Lucasart, distributore e concessionaria unica dell'IP di Star Wars, ha pressato la Obsidian per il rilascio entro una data data (Scusate il gioco di parole).
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| Il Menù Principale di KOTOR2 "restaurato" |
La Obisdian all'epoca era una piccola casa, senza il potere contrattuale che aveva avuto la Bioware (Autrice di KOTOR 1), e fu costretta a rilasciare il gioco senza aver terminato di lavorare. Le ultime tre ore di gioco sono un accozzaglia di scene a caso, bug, e casino, dato che gli sviluppatori si erano limitati a mettere all'interno del gioco quello che avevano sottomano.
E nemmeno tutto! Perché nel disco di gioco era presente anche tutto il resto, quello che non avevano avuto il tempo di sistemare (Non chiedetemi come mai sia così, non sono un programmatore). Fatto sta che un gruppo di fan, scoperta la presenza di questi files, si è messa di lena, e nel giro di qualche anno sono riusciti a produrre una mod "restauratrice", che riporta il gioco quasi come sarebbe dovuto essere nelle intenzioni della Obsidian (Dico quasi perché alcuni contenuti purtroppo non furono mai recuperati).
Tutto questo per dire: una volta i giochi venivano ben studiati, e dato che la release era "definitiva" venivano venduti con il minore numero di bug possibili, e con le "espansioni" per prolungare l'esperienza di gioco.
Oggi invece il trend è un altro: come già parlato nel post di qualche settimana fa il mercato dei videogiochi è in crisi, e il motto è "Butta fuori tutto quello che puoi, il più in fretta possibile".
I giochi escono buggati in maniera impressionante, e necessitano di una patch dietro l'altra. Praticamente il primo mese dall'uscita del gioco è il nuovo betatesting. Vi sfido ad andare a guardare il forum ufficiale di un gioco le settimane dopo la sua release.
E le espansioni? Sopravvivono solo nei MMORPG.
L'esempio più classico è World of Warcraft: nel gioco originale il livello massimo era il 60. Poi è arrivato The Burning Crusade, che ha aggiunto un continente, e portato il level cap al 70, seguito da Wrath of the Lich King e l'80, poi Cataclysm è l'85 ed infine Mists of Pandaria ed il livello 90.
In ogni caso si tratta di un gioco del 2004 che ancora oggi ha circa 8-9 milioni di giocatori! (Ho un po' abbassato il numero rispetto all'articolo perché per me sono ancora di meno, ma il senso resta quello).
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| Chi dice che la droga virtuale non esiste? C'è eccome, e costa solo 12,99€ al mese! |
Lo scopo delle espansioni era quello di allungare la longevità dei giochi. E World of Warcraft c'è riuscito benissimo. Così come gli altri giochi Blizzard, con Warcraft III (E l'espansione The Frozen Throne), Diablo 2 (E l'espansione Lords of Destruction), Starcrat (Con Brood Wars).
World of Warcraft è l'esempio perfetto di quello a cui serve questo strumento: per integrare al gioco originale nuove aree, nuovi personaggi, nuove missioni, pagando una cifra inferiore ad un gioco intero, dato che comunque l'espansione si basa su di un altro gioco, aggiungendo solamente del contenuto in più.
Come funziona però oggi il mercato dei videogiochi?
Le espansioni sono sparite, ed al loro posto sono apparsi i DLC, ossia Downloadable Content.
Qual è la differenza?
In primis, i DLC non sono un gioco in più, né vanno comprati fisicamente. Si tratta di contenuto aggiuntivo che viene scaricato direttamente nel gioco.
In primis, i DLC non sono un gioco in più, né vanno comprati fisicamente. Si tratta di contenuto aggiuntivo che viene scaricato direttamente nel gioco.
La seconda cosa è che, data la natura di download, solitamente hanno dimensioni molto più ridotte rispetto ad un'espansione. Se The Frozen Throne mi dava un'intera nuova campagna, una nuova fazione e nuove unità per quelle già esistenti, in genere i DLC (Soprattutto per i giochi anche su console) si limitano ad aggiungere 2-3 ore di contenuti extra (A meno che non si parli di sparatutto, lì la questione è diversa).
Il terzo punto? Il costo.
Mentre alcune case, come la CD Projekt Red, hanno una politica di "Hai pagato il gioco, l'extra lo offriamo noi", come in The Witcher 2, la maggior parte delle altre case preferiscono fare pagare i contenuti extra.
E salati.
Per tornare a parlare (Ma tanto sapevate tutti che sarebbe successo) di Mass Effect 3, i DLC a pagamento sono ben 4.
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| 8 euro per un compagno che passerà la metà del suo tempo ad insultare voi e i vostri amici. |
Il primo, Dalle Ceneri, costa 8,00€, e aggiunge alla storia una nuova missione ed un nuovo compagno, che sarà assieme al Comandante Shepard per tutta la durata della storia. Un prezzo "accettabile". Se non fosse che i già citati modders hanno scoperto che questo personaggio era già presente sul disco. Tanto che molti di loro mostrarono sul forum della Bioware come sbloccarlo senza pagare il DLC. Venendo bannati, e scoprendo di non poter nemmeno più giocare a Mass Effect 3, dato che un ban sul forum Bioware (Collegato alla EA e collegato ad Origin) corrisponde anche all'impossibilità di accedere al proprio account Origin. La questione poi è stata risolta ("Era un bug", ha detto la EA "Chi viene bannato dal forum dovrebbe avere accesso al gioco che ha pagato". "Grazie al *****", è stata la risposta dei giocatori).
Il secondo DLC è Il Leviatano, dal costo di 8€. Aggiunge una missione piuttosto lunghetta, un paio d'ore di gioco in totale, che però ha una grande importanza dal punto di vista della storia, dato che offre al giocatore delle informazioni in più per capire il finale. Certo, qualcuno potrebbe chiedersi come mai queste informazioni in più non potevano darmele senza farmi pagare 8€, ma è meglio di no.
L'episodio successivo è Omega, dal modico costo di 12€, che offre al giocatore una missione di 2/3 ore, ma che è forse la missione più lineare della storia di Mass Effect. Vai avanti, spara, vai avanti, spara, vai avanti e spara. Potevano darmi un corridoio che facevano prima.
Ed infine, il mese scorso è uscita La Cittadella, anche lei al prezzo di 12€. Dal punto di vista della storia è forse il miglior DLC di tutti e tre i giochi. Senza stare a far spoiler, dà ai giocatori quello che volevano: più interazioni con i propri compagni, ma dal punto di vista della storia principale serve a poco o a niente (Anzi... La trama di questo DLC è platealmente ridicola).
Sommando i 4 DLC ottengo 40€. Quaranta euro in più per avere il gioco completo, il che porta il costo totale a 100€, senza contare gli altri DLC minori che danno armi o vestiti in più, per un totale di 4,50€ (Però da pagare in Bioware Points, che vengono venduti a 8€ ogni 800... Che significa che se io ne voglio comprare solo 120, mi tocca pagarne minimo 800 e tenere i 680 avanzati sperando di usarli prima o poi!).
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| Il Spectre Pack! 160 Bioware Points (O 1,60€) per la speranza di trovare finalmente l'arma potente! |
Al costo praticamente di un espansione cosa abbiamo? 3 missioni extra, per un totale di una decina di ore di gioco.
Decisamente insufficiente.
E peggio ancora sono le microtransazioni che ormai si stanno inserendo in tutti i giochi.
Chi ha uno smartphone ormai le conoscerà bene: i vari App Store e Play Store sono pieni di giochi "gratuiti", ma che per sboccare tutte le funzioni richiedono che vengano pagate delle piccole cifre di volta in volta. Vuoi fare più di 20 azioni al giorno? Sgancia 80 centesimi. Vuoi coltivare la verdura che vende tanto? Paga 75 centesimi. Vuoi poter fare più di una partita ogni mezz'ora? Paga 1 euro e venti.
Adesso addirittura ho visto che esistono i Crediti di Facebook da usare nei vari giochini sul social network, al costo di 2€ ogni 10!
Piccole spese e piccoli costi, che i più patiti non disdegneranno. Soprattutto nei giochi EA si tratta di scorciatoie, sempre nei giochi multiplayer. Nel caso della foto vediamo che per un Pacchetto Spettro il costo è di 60.000 crediti, oppure 160 Bioware Points. I Crediti si ottengono giocando. Una partita a difficoltà oro (Cioè abbastanza tosta, richiede una mezz'ora per finire e dei giocatori bravi per arrivare in fondo) dà dai 75.000 agli 82.000 punti. Il che significa che in mezz'ora di gioco un (buon) giocatore può ottenere più crediti di quanti ne otterrebbe pagando 1,60.
Una partita a difficoltà argento, invece, richiede 20-25 minuti, ed è più semplice da portare a termine, e permette di ottenere circa 40.000 crediti.
E badate bene, il contenuto dei pacchetti è totalmente casuale. Sono come i pacchetti delle figurine che si compravano in edicola alle elementari. Potrebbe esserci dentro di tutto, tanto l'arma cerchiamo quanto l'ennesimo doppione dell'arma base inutile che mai e poi mai useremo.
L'esempio è ancora più lampante in FIFA. Anche lì c'è lo stesso sistema a pacchetti completamente random (E lì ancora di più, dato che gli oggetti in Mass Effect sono circa 250, in FIFA invece ci sono tutti i calciatori dei maggiori campionati europei, oltre che stadi, palloni, maglie ed oggetti speciali.
Lì un pacchetto oro costa 7.500 monete, e considerando che se ne ottengono circa 600 a partita... Con i cash invece costa 1,50€.
Inoltre c'è il grandissimo Season Pass! Dopo aver comprato il gioco, per la modica cifra di 24€ si ottengono 24 pacchetti gratis, nonché uno sconto su tutti gli altri pacchetti che verranno comprati.
Il sunto di tutto questo discorso è che ormai i giocatori stanno pagando di più per avere di meno. I giochi vengono rilasciati incompleti, o mancanti di parti importanti perché tanto le case produttrici sanno che i fan compreranno i DLC.
Il sunto di tutto questo discorso è che ormai i giocatori stanno pagando di più per avere di meno. I giochi vengono rilasciati incompleti, o mancanti di parti importanti perché tanto le case produttrici sanno che i fan compreranno i DLC.
Ma la domanda, alla fine di tutto questo discorso, è:
Sono loro che ci stanno fregando, oppure siamo noi che ci stiamo facendo fregare?
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