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venerdì 1 febbraio 2013

Band of Brothers #2

Perché ora, tolta la questione personale, voglio parlare del viaggio, perché in effetti nel primo post mi sono un po' perso via.

Dicevo... Il treno, che ci ha messo un buon venti minuti a partire da Lucca, è arrivato alla stazione successiva, e da lì non si è più scollato.

La tratta Lucca-Pisa, leggo dal sito di Trenitalia, dura 0:31h.

Prendendo ad esempio un treno che parte da Lucca alle 12:42, arriverà alla prima stazione, Ripafratta, sei minuti dopo, per fermarsi 1, proseguire poi per S. Giuliano Terme in 8 minuti, fermarsi lì 5 minuti (Come mai?), e poi, nel giro di 6 minuti essere a Pisa S. Rossore, ed infine, 4 minuti dopo, Pisa Centrale.
Quindi:
StazioneOra ArrivoOra Partenza
Lucca12:42
Ripafratta12:4812:49
S. Giuliano Terme12:5713:02
Pisa S. Rossore13:0813:09
Pisa Centrale13:13

Questo giusto per darvi un'idea.
Ordunque, noi siamo partiti da Lucca alle 20.30 o qualcosa del genere (Vi ricordo che già abbiamo perso 2 treni perché stracolmi o ad una carrozza), in ritardo di venti minuti perché le porte non si chiudevano vista quanta gente c'era a bordo.
Arriviamo a Ripafratta in tempo (Si fa per dire), ma da lì non ci si scolla.
Le porte del treno restano aperte, ovviamente di personale di Trenitalia sulle banchine non ce n'è manco a pagarlo, e non capiamo il motivo perché non ci muoviamo.
Ovviamente nessuno scende dal treno per due motivi:
1) Le porte sono lontane, per arrivarci dovremmo farci strada con il machete.
2) Vista la legge di Murphy, sicuramente nell'istante in cui uno di noi fosse sceso il treno sarebbe ripartito. Matematico.

Quindi, cominciamo ad urlare da una carrozza all'altra.
#Tizio: Oh, ma la dietro si sa qualcosa?
#Tizio2: Boh, qui dihono (Scusate la H, ma immaginatevi la maggior parte di questi discorsi in accento toscano molto marcato, che rendevano la situazione da drammatica ad ilare) che abbiamo investito un animale!
#Tizio3: Cosa vuol dire investito un animale?
#Tizio random: Questo è uno scandalo! Una vergogna!
#Tizio2: Ci hanno detto che abbiamo investito un animale e non si chiudono più le porte!
#Tizio: Ma stai scherzando?
#Tizio2: Hazzo ne so, ce l'ha detto uno sulla banchina
#Tizio random: Questo è una vergogna! Uno scandalo!
#Tizio: Prova a scendere e a chiedere al capotreno!
#Tizio2: Ma col hazzo che scendo, poi non risalgo!
#Tizio random: Questo è uno scandalo! Una vergogna!
#Tizia: Ma è assurdo!
#Tizia2: Scandaloso
#Tizia3: Vergognoso!

Ed immaginatevi tutto il vagone (E probabilmente tutto il treno) che cominciava ad urlare, bestemmiare ed insultare Trenitalia.
Vi ricordate la foto dell'altro post, no? Su come eravamo praticamente uno sopra l'altro per gli spazi...
E ovviamente il treno non andava avanti.

#Tizio: Si sa nient'altro?
#Tizio2: Hazzo ne so! Qui non si vede nessuno.
#Tizio random: Questo è uno scandalo! Una vergogna!

(Sì, il tizio a due metri da me che non ha fatto che ripetere quelle due parole per tutto il viaggio alla lunga è risultato fastidioso)

Io ero in fase vipregosparatemi in testa, ero a pezzi (ci eravamo alzati alle 7 del mattino ed avevamo passato l'intera giornata in fiera. Poi 1 ora in stazione ed ora 1 ora in piedi sul treno), e quindi subivo in modo piuttosto passivo tutto questo macello.
Ma i miei due amici accanto a me no. Decisamente no.

Ad un certo punto uno dei due ha deciso di sobillare il treno.
#AmicoP: Basta! Non si può andare avanti così! Propongo... Di tornare tutti a Pisa a piedi!
#Tuttoilvagone: Sìììì!!!
#AmicoP: Ed una volta arrivati a Pisa... Daremo fuoco all'ufficio del capostazione!
#Tuttoilvagone: Sìììì!!!
#AmicoP: E poi, già che ci siamo... Saccheggeremo il McDonalds e ci sfameremo!
#Tuttoilvagone: Sìììì!!!
#AmicoP: Poi rapinerete la banca che c'è di fronte alla stazione e darete a me il bottino!
#Tuttoilvagone: Sìììì!!!! No, aspetta, che hai detto?
#AmicoP: Non distraetevi! Volete rovinare Trenitalia?
#Tuttoilvagone: Sìììì!!!!
#AmicoP: E allora fate come vi dico! A piedi! A piedi!
#Tuttoilvagone: A piedi! A piedi!

La scena è stata resa ancora più divertente dal fatto che il mio amico fosse in cosplay da Silent Bob. Ovvero un personaggio che non parla mai! (Io non ho mai visto i film di Kevin Smith, ma se ho capito bene questo personaggio pronuncia una sola frase in tutti i film in cui appare, quindi vederlo parlare è quantomeno insolito).

Sta di fatto che, nonostante i tentativi di ribellione, non siamo andati a piedi.
Dopo un po', infatti, il treno ha deciso che era il momento giusto per ripartire.
Ah, dimenticavo.. La stazione di Ripafratta ha la simpatica particolarità di essere leggermente inclinata (Se andate verso Lucca non si nota, ma verso Pisa sì! E molto!), quindi in tutto ciò non eravamo nemmeno dritti, pendevamo di lato!).
Arriviamo alla stazione successiva, dove il treno si ferma per un'altra mezz'ora, ma non sto a trascrivere i discorsi che sono stati fatti su quel treno perché siamo arrivati veramente al delirio più totale, uno psichiatra avrebbe pianto commosso sentendoci parlare.
E alla fine, dopo un'epopea durata un'ora e quaranta minuti (Senza contare i 20 fermi a Lucca), siamo arrivati a Pisa, all'alba delle 10.30 circa, stanchi morti e a pezzi.
I miei fedeli amici #AmicoP (Ovvero Silent Bob) e #AmicoV (Ovvero Jay) tra l'altro hanno anche preso d'assalto la motrice, assieme ad una cinquantina di altre persone incazzate nere, ed il capotreno ha ritenuto un'idea saggia blindarsi nel suo loculo, e rispondere alla folla inferocita in maniera arrogante, che credo che se non fosse stato chiuso a chiave l'avrebbero massacrato di botte, e avrebbero fatto bene.

Io nel frattempo ero riuscito finalmente a salutare la mia amica che avevo conosciuto l'anno prima ma che non avevo riconosciuto. Anche lei ed i suoi amici erano a Lucca: due le avevo conosciute già (Sailor Jupiter ed amica), e mi ha poi presentato gli altri che erano con lei.
Poi ci siamo messi d'accordo per il giorno dopo per andare a provare il GdR Live (visto che nessuno dei miei amici voleva farlo...), e più morti che vivi ci siamo trascinati fino al McDonalds per cenare, per poi crepare in hotel.

La morale è che nonostante tutto questo macello, alcune cose positive sono segnalabili.
1) Dall'anno successivo Trenitalia ha aggiunto i treni speciali Lucca-Pisa dalle 6 in poi e Pisa-Lucca al mattino. Sono tipo 2 al giorno per fascia oraria, però grossi, ed io un casino di questo livello non l'ho più visto.

2) Con il senno del poi, a ripensarci, abbiamo riso come poche volte per le minchiate che sono state sparate su quel treno. Vero, al momento avrei fatto una strage, però poi ne abbiamo riso. L'unica nota negativa è stata che questa esperienza ha un po' "falsato" i nostri piani per quella sera e le sere successive, dato eravamo talmente devastati da non riuscire a far altro che crollare a letto appena dopo cena.

3) Ho riallacciato l'amicizia con #AmicaF, che prima era appena una conoscenza, mentre adesso siamo ottimi amici.

4) Avete presente gli amici di #AmicaF? Erano in 5. Lei, le due che avevo già conosciuto, il tizio che ha scattato la foto del post precedente, ed un'altra ragazza, che mi ha presentato in stazione.
Beh, questa ragazza è #Morosa, quindi direi che non tutto il male viene per nuocere!

mercoledì 30 gennaio 2013

Band of Brothers #1

Ed ora, è il momento di narrare la tanto anticipata disavventura con Trenitalia.
Quella che "Oh, quando vorrei potere piazzare una bomba al loro quartier generale".
Possibilmente al Polonio.

Premetto che questo viaggio in treno è stato talmente allucinante che sono anche stati creati ben DUE gruppi su facebook per commemorarlo. So che è poco indicativo, però rende l'idea.

Comunque... 30 Novembre 2010, Lucca.
Assieme al mio solito gruppo di amici, siamo alla fiera Lucca Comics & Games, e come tutti gli anni abbiamo preso il nostro solito hotel a Pisa, con vista stazione.
La mattina prendiamo il nostro trenino per Lucca, e al ritorno ci stringiamo come sardine sull'espresso per Pisa.

Perché quei geni di Trenitalia, non sono ancora riusciti a capire che, magari, nei giorni di fiera potrebbero mettere qualche treno speciale tra Lucca e Pisa, dato che ogni anno la stazione di Lucca dalle 6 in poi è letteralmente presa d'assalto da tutte quelle persone che hanno preso hotel in città limitrofe.

Quel giorno, onde evitare il solito macello, decidiamo di prendere il treno un po' più tardi, quindi entriamo in stazione, e... Il mondo. I binari sono presi d'assalto, sulle banchine bisogna stare un sopra l'altro, tutte le timbratrici sono fuori uso... Insomma, la solita stazione di Lucca dopo le 6.

Vediamo che il treno successivo per Pisa è venti minuti dopo. Vabbè, ce la faremo tutta in piedi, ma non importa. Andiamo alla banchina, e c'è più o meno lo stesso numero di persone che erano con Mosè durante l'esodo. Aspettiamo il treno, sperando di trovare posto, ma quando arriva vediamo che purtroppo è un 3 carrozze, che viene immediatamente preso d'assalto dalla gente che era in stazione da prima di noi, con il risultato che sul treno noi non ci stiamo.
Vabbè, si aspetta quello dopo, no?
Intanto la stazione invece che svuotarsi continua a riempirsi, e la banchina del treno successivo è già strapiena... Nel senso che ci sono persone da riempire BENE una decina di carrozze, e quindi ci auguriamo che il treno sia bello grosso
Quando, una mezz'oretta dopo, lo vediamo arrivare.
Nel momento in cui ha girato l'angolo c'è stato un momento di silenzio totalmente surreale, del tipo "Ma sto davvero vedendo quello che sto vedendo?", seguito da una serie di imprecazioni, insulti, bestemmie e maledizioni.
Perché il treno che stava arrivando era un treno a carrozza singola!


Che ovviamente è stato istantaneamente preso d'assalto ed occupato, senza che noi riuscissimo nemmeno ad avvicinarci alle porte (Perché ovviamente lo stronzo di un conducente ha deciso di fermarsi in fondo alla stazione, dove si era accalcata la gente arrivata per ultima, e non al centro, dove stava la gente che era lì da oltre un'ora.
Okaaaaaaaay... Ovviamente di personale di Trenitalia in giro per la stazione manco l'ombra, e le biglietterie avevano chiuso. Decido di sfogare la mia rabbia contro un carabiniere, che povero Cristo non c'entrava una mazza, ma era l'unico collegamento con l'autorità disponibile.
Però c'è da dire che ha capito che in realtà non ce l'avevo con lui, ed è stato anche molto gentile, terminando il discorso dicendo "Guarda, a me dispiace, noi sono dieci anni che ogni volta che c'è la fiera chiediamo dei treni speciali, e loro ci rispondono mandando un vagone. Che possiamo farci noi?", dimostrando che la colpa era solo ed esclusivamente di Trenitalia.

Ho dimenticato di dire, dettaglio importantissimo, che la tratta Lucca-Pisa dura venti-venticinque minuti.
Comunque, ci spostiamo sul binario successivo, in attesa del treno, che stavolta (Un'altra mezz'ora dopo), arriva con un numero di carrozze decente (sette-otto direi, non ricordo esattamente...)
Noi ci buttiamo a bordo e riusciamo a salire, anche se le condizioni del viaggio non erano esattamente le migliori...
Giusto per dare l'idea, io e i miei amici non riuscivamo quasi a vederci, siamo rimasti separati in tre gruppi, ed uno di noi addirittura si è fatto il viaggio nel collegamento tra due carrozze!
Questa era la situazione nella nostra carrozza.


Io sono il tizio in fondo a destra che fa le corna, ma non mi si vede perché la mano di un ninja blu mi copre la faccia.
Comunque... Come potete vedere eravamo tutto fuorché comodi, e quindi inganniamo il tempo chiacchierando con la gente vicina, tanto che una mia malfidatissima amica scrive al suo ragazzo (Il poveraccio bloccato tra le due carrozze questo messaggio:

"Non ci credo, #AmicoP ed #Edhel sono riusciti a rimorchiare xD"

Che cioè, non è che se chiacchiero con una ragazza che è accanto a me sto cercando di rimorchiare!
Però come ha descritto lei la scena su facebook merita da morire, quindi riporto pari pari:

No, cioè, io ero SCANDALIZZATA! Grazie ancora per avermi tenuto il posto (penso che sennò sarei morta), ma comunque la scena era questa.
Io stavo maledicendo mentalmente il motivo per cui mi fossi messa in kimono con una striminzita sciarpina di lanamaledettatrenitaliachissàcomeselastannospassandoShinedEdh- 
...e guardo verso di VOI.O______O 
Che tacchinate SAILOR JUPITER e le sue amiche. Ma LOL. 
No, davvero.. XD 
Edhel: "Ma daaaai, ci siamo visti mica lo scorso anno?"

Che poi, tra parentesi... Era vero che ci eravamo già visti l'anno scorso! Infatti, ad un certo punto, questa Sailor Jupiter si gira verso l'altro angolo del treno (Quello da cui è stata fatta la foto), ed urla "#AmicaF!!!!"
Io seguo con lo sguardo, e vedo una ragazza con un'aria familiare.
La guardo.
Lei mi guarda.
"Ma la conosco già?"
Allora mi giro verso Sailor Jupiter, e le chiedo
"Scusa, ma come si chiama quella ragazza che hai appena chiamato?"
"Si chiama #AmicaF!"
"Sì, okay, quello credo l'abbia capito anche il capotreno... Ma di cognome come fa?"
"#CognomediamicaF"
Allora è lei!
Si tratta di un'amica di una mia amica che avevo conosciuto per caso l'anno prima, sempre a Lucca e sempre in treno. Eravamo in uno scompartimento io ed un mio amico assieme a lei ed al suo gruppo cosplay, e avevamo chiacchierato per tutto il viaggio. Alla fine ci eravamo presentati, e la scena era stata questa.
#AmicaF: Piacere, #AmicaF
#Edhel
: Piacere, #Edhel
#AmicaF: Ma... #Edhel #CognomediEdhel?
Attimo di silenzio, mentre io la guardo basito
#Edhel: Sono famoso?
Poi mi aveva spiegato che mi conosceva di nome, essendo molto amica della mia migliore amica, e che le aveva detto che sarei andato anche io a Lucca, e quindi aveva tirato ad indovinare.
L'ho poi aggiunta su facebook, e non ci eravamo praticamente parlati, e per questo motivo non ero sicuro di averla riconosciuta.
Ah, nel frattempo che tutto questo succedeva, mi dimentico la parte importante.
Siamo fermi da quarantacazzodiminuti nella prima stazione dopo Lucca.
La prima.
[continua]

giovedì 1 novembre 2012

Dato che siamo in periodo...


...di Lucca Comix, voglio raccontare un aneddoto accaduto un paio di anni fa, mentre mi dirigevo a questa famosa fiera.
Ogni anno, da cinque anni a questa parte (Ma questo no, porca miseria -.-), il periodo intorno al 1 Novembre è off-limits: non ci sono per nessuno perché vado al Lucca Comix&Games, assieme ad un gruppo di amici provenienti da tutta Italia conosciuti su un forum.
Con questo gruppo di amici, ogni anno prenotiamo il solito hotel a Pisa (Prenotare a Lucca è improponibile, bisogna muoversi a gennaio!), e ogni anno passiamo cinque giorni piacevolissimi, sia per la fiera che per la compagnia.
Visto che una di queste persone è di Milano, ogni anno mi faccio trovare in stazione centrale, prendendo   il treno da #Paeseadaltezzavariabile, per poi fare il viaggio insieme, visto che comunque Milano-Pisa è   lunghetta come strada, e che noi prendiamo ogni anno l'intercity che fa il giro di mezzo nord Italia e che ci mette ore e ore per risparmiare.

Giorno X-1
#Edhel: Okay, io allora parto a quest'ora, sarò in Centrale alle 8.00, che il nostro treno è alle 8.20, okay? Hai già preso i biglietti, no?
#AmicoS: Sì, sì, già preso tutto... Ma non arrivi un po' tardi?
#Edhel: Ma come tardi?
#AmicoS: Eh, hai solo venti minuti di margine...
#Edhel: Ecchecazzo! Mica arrivo da Roma!
#AmicoS: Si vede che non sei pendolare... Vabbè, ci vediamo domani.

Giorno X
#Edhel: (SMS) Ho preso il treno, ti avviso quando sono quasi a Milano così ci troviamo
#AmisoS (SMS) Okay

#Edhel (SMS) Okay, sono a Lambrate e siamo in perfetto orario! Tu sei già in Centrale?
#AmicoS (SMS) Sì, ti aspetto.

Ma dopo 10 minuti il treno è ancora fermo a Lambrate. Da #AmicoS mi sono già arrivati un paio di solleciti del tipo "Oh, ma dove sei?" e "Guarda che io parto!"
Blocco il controllore, gli chiedo quando ripartiremo, dato che avrei una coincidenza da prendere, e mi risponde che stavamo aspettando transitasse un treno in uscita, e poi ci saremmo mossi, questione di minuti.

#Edhel: (SMS) Un paio di minuti e partiamo. Tu dove sei?
#AmicoS: (SMS) Io sono già davanti all'altro treno che tra dieci minuti parte. Banchina 17.

Dopo cinque minuti ancora siamo fermi.

#Edhel: Scusi, #Controllore, ma qui ci muoviamo?
#Controllore: Sì, tra un minuto, il treno sta arrivando.

Ed infatti dopo un sessanta secondi ci rimettiamo in moto.

#Edhel: (SMS) Siamo ripartiti. Tre minuti e ci siamo
#AmicoS: (SMS) Quando arrivi corri, stiamo per partire.

Dopo l'eterno avvicinamento a Milano Centrale (Chi c'è mai andato sa cosa intendo) finalmente il treno si ferma. Io sono davanti alla porta, pronto a scattare, e noto che il treno sulla banchina di fronte alla mia è partito nello stesso istante in cui ci siamo fermati.
Appena si sbloccano le porte salto giù, guardo che banchina siamo, e...
16

Guardo la banchina di fronte, con il treno in movimento, e....
17

#AmicoS: (SMS) Oh, noi siamo partiti in questo istante...
#Edhel: (SMS) Lo so, vi ho visti.

Risultato: grazie a trenitalia (Volutamente minuscolo) ho perso il treno, e quindi anche i soldi del biglietto (Che #AmicoS aveva fatto e che, ovviamente, ho dovuto ridargli).
Ma la cosa divertente è stata che dalle 8.20 alle 14.30, gli unici treni che andavano a Pisa erano FRECCIAROSSA!
Non so se avete presente quanto costa un frecciarossa.... Ma tanto!
Però era l'unico treno disponibile, e quindi ho dovuto prendere un frecciarossa da Milano fino a Firenze, e da lì un regionale fino a Pisa.
Prendo il mio frecciarossa alle 8.45, e appena salgo, guardo il biglietto, e scopro che il "posto non è garantito".
Tradotto: già costa tanto, e quindi lo carichiamo come un carro bestiame, e dopo che finiscono i posti continuiamo a caricarlo, tanto voi siete stronzi a darci i vostri soldi".
Ho dovuto farmi il viaggio sdraiato sul portabagagli. Non avete idea del mal di schiena.
E la cosa divertente è stata che il "Treno più veloce d'Italia" è rimasto fermo più di UN'ORA a Bologna (credo)!
Facendomi perdere la coincidenza a Firenze, e quindi ho dovuto aspettare quella dopo!
Tra l'altro, sento due signore imbufalite dire che se il frecciarossa fa più di un'ora di ritardo puoi chiedere il rimborso del biglietto.
Magnifico! Dato che ho tempo da perdere a Firenze vado a chiederlo.
Mi dicono che il rimborso è solo di metà del biglietto, e che devo richiederlo 30 giorni dopo l'arrivo del treno perché devono registrarlo nei database in ritardo...
Eh???
Ma scusate, se sono arrivato adesso,e sul tabellone c'è scritto "In ritardo di 80 minuti", sarà in ritardo, no?
Vabbè... Tra l'alto è una fregatura, perché non ti ridanno i soldi, ti danno solamente un buono per prendere biglietti del valore di metà del biglietto frecciarossa.

Comunque, dopo una lunga attesa prendo il treno per Pisa, che si fa anche lui i suoi 20 minuti di ritardo tanto per simpatia.
Risultato: sono arrivato a Pisa DOPO il mio amico con l'intercity (Che ricordo, fa un giro lunghissimo ed assurdo) che è partito 25 minuti prima di me, nonostante abbia usato il treno ad altà velocità.

Grazie, trenitalia.
Vi odio ora come allora!

mercoledì 10 ottobre 2012

Strada senza nome #2

179.5 chilometri dopo...

E: "Oh, cazzo l'uscita!"
In quel momento mi trovavo in terza corsia a circa 130 all'ora, nel sorpassare una macchina, quando uno sguardo al TomTom mi fece notare che mancavano pochissimi metri allo svincolo che avrebbe dovuto portarci dalla A7 ad un'altra autostrada...
Inutile dire che buttarsi da sinistra verso destra e decelerare ad una velocità tale da uscire senza schiantarsi sul guard-rail era un'impresa di notevole difficoltà, e quindi decisi pragmaticamente di tirare dritto.

#AR: "E ora che si fa?"
#E: "Beh, usciamo alla prossima, rientriamo e torniamo all'uscita che abbiamo perso no?"
#AE: "Ma sì, alla fine perdiamo venti minuti al massimo, nulla di grave!"

Il viaggio, nel frattempo, aveva portato alla scoperta di un portaCD vecchio di secoli, in cui ritrovammo una serie di CD masterizzati da me tra la seconda media e la seconda liceo, quando i miei gusti musicali erano qualcosa di definibile tra l'agghiacciante ed il bimbominkia.
Giuro che ancora oggi mi vergogno nel vedere quei CD...
All'ascolto della versione remixata di Geordie fatta da Gabry Ponte, #AE, che a momenti ha un altarino di De Andrè in camera, ha minacciato prima di definestrinarmi (Ma la mediazione di #RE, con opposizioni del tipo "Sta guidando, sarebbe pericoloso", "Ha lui le chiavi di casa" e "Lo facciamo al ritorno" lo ha convinto a desistere) e mi ha augurato di morire tra atroci tormenti costretto ad ascoltare Vasco Rossi per l'eternità.

Ma torniamo a noi...
Qualche chilometro dopo lo sbaglio, vediamo l'uscita successiva, la imbocchiamo. Usciti dall'autostrada c'è una piccola rotonda, dalla quale si può riprendere direttamente la A7 in direzione opposta.
Ma sarebbe troppo facile, no?

#TomTom: "No, non rientrate in autostrada! Non vedete che c'è una bellissima strada provinciale che taglia e vi porta direttamente a destinazione?"
#E: "Ma sei sicuro? Per me l'autostrada è più veloce..."
#TT: "Ma scherzi? Non vedi che seguendo il mio fantastico percorso risparmiate ben 8 minuti?"
#E: "Eh, ma io mi perdo..."
#TT: "Ma come ti perdi? Ci sono qua io, vai tranquillo!"

Avessi conosciuto prima Davide Bianchi avrei pensato "Tranquillo è morto [azione immorale per taluni] e suo fratello è ancora in prigione", ma all'epoca ero ancora un allegro ottimista, pronto a fidarmi del TomTom, e dopo un rapido consulto con #AE e #AR (#RE stava studiando sul sedile posteriore e non ha partecipato alla discussione) decidiamo di imboccare questa fantastica scorciatoia.

Entriamo in quella che sembra una normalissima strada provinciale, e proseguiamo a velocità tutto sommato normale per circa un venti minuti, quando #RE, riemersa dai suoi libri, ci fa notare una cosa:

#RE: "Ma non vi sembra strano che da quando abbiamo preso questa strada non abbiamo incontrato una macchina in direzione opposta?"
#E: "Vabbè, è una provinciale al giovedì all'ora di pranzo, chi vuoi che ci sia in giro?"

Proseguiamo, proseguiamo, proseguiamo... Fino a che la strada comincia pericolosamente a restringersi, ed i guard-rail a diradarsi, mentre sulla nostra destra cominciamo a vedere... Precipizi?
Eh?

Con la coda dell'occhio vedo il TomTom che ridacchia malevolmente, ma mi illudo sia un'impressione.
Fino a che arriviamo ad un punto in cui la strada si riduce ad una mulattiera, asfaltata probabilmente dai romani un paio di millenni fa, larga giusto giusto perchè ci passasse la mia macchina. Ci scambiamo sguardi preoccupati, ma ormai fare inversione è impossibile, e quindi siamo costretti ad andare avanti.
Fino a che arriviamo ad una specie di spiazzo in cima ad una salita. Da lì un panorama stupendo...


#E: "Cazzo, che bel panorama!"
#AE: "Bellissimo! Qui urge pausa sigaretta... E peccato non avere una birra, sennò c'era da campeggiarci qui..."
#AR: "Ma veramente, merita!"
#RE: "..."
#E: "Che c'è?"
#RE: "..."
#AE: "Tutto bene? Hai mal d'auto? Stiamo qui un po'?"
#RE: "Ma noi non dovevamo andare al mare?"
#AE, #E, #AR: "..."
#RE: "Dove cazzo siamo finiti?"
#AE, #E, #AR: "..."
#AR: "A occhio e croce tra i monti intorno ad Alessandria..."
#AE, #E, #RE: "..."

In quel momento mi squilla il telefono. Si tratta, ovviamente, di mia madre.

#M: "Allora, Edhel, siete arrivati?"
#E: "Eh, non proprio..."
#M: "Come non proprio? Trovato coda?"
#E: "Eh, no, quella quando abbiamo attraversato Milano... Ora siamo da qualche parte sui monti intorno ad Alessandria..."
#M: "Avete attraversato Milano? I monti intorno ad Alessandria? Ma che..."
#E: "Eh, abbiamo seguito il TomTom..."
#M: "Sei un deficiente. Chiamami quando arrivi."
Clic

Dopo questa allegra conversazione ci rimettiamo in viaggio (Sarebbero anche le 14.30, stiamo crepando di fame e se quel [censura] di un TomTom non ci avesse fatto sbagliare ben DUE volte saremmo già arrivati da un bel pezzo), e la strada si fa sempre più stretta. Sempre meno asfaltata. Più stretta. Meno asfaltata. Più stretta. Cos'è un guard-rail? I cellulari non prendono.
L'ho detto che si fa sempre più stretta?

Per farla breve, avanziamo a 20 km/h, dato che il fondo stradale è impraticabile, i cellulari hanno campo un minuto sì e venti no, non c'è un guard-rail manco a pagarlo, e sulla destra... Beh, avete visto le foto prima, no?

Finchè arriviamo ad un cartello.

ATTENZIONE: PONTE PERICOLANTE

Silenzio.
Panico.
Risatine nervose.
"Ma dai, come dire che il ponte crolla con noi sopra"
"Ma sì, basta attraversarlo piano"
"Moriremo tutti"

L'ultima ripetuta più e più volte a turno da tutti.
Intanto il TomTom segnala gongolante "Strada senza nome", indicando che prende un satellite ogni tanto e pure male.
Proseguiamo, ormai parecchio scossi, finchè entriamo in una specie di bosco... Proseguiamo qualche chilometro (Sempre tra i 20 e i 40 km/h), fino ad arrivare al famoso "ponte pericolante", che in effetti così pericolante non è.
Perchè è FOTTUTAMENTE CROLLATO.
Un cazzo di ponte di pietra (Con tutta probabilità costruito anche lui dai romani) su un cazzo di rigagnolo in mezzo a questi cazzo di monti in mezzo ad un cazzo di nulla.
Ed è CROLLATO.

"..."
"..."
"..."
"..."
"...Merda"

Il TomTom ormai ride che lo sentono ad Aosta. Noi un po' meno.
La cosa positiva è che le bestemmie tirate da #AE non ci fanno fulminare, quindi vuol dire che se c'è qualcuno lassù almeno è comprensivo.

Ma improvvisamente, #AE, vede accanto al ponte un motorino. WTF? E guardando meglio, vediamo che tra le rovine del ponte c'è un tizio con una pettorina gialla, probabilmente un operaio. WTF???

#AE scende coraggiosamente dalla macchina, mentre noi ci aspettiamo di vedere sbucare da un momento all'altro dai boschi una banda di elfi/predoni longobardi sopravvissuti nei secoli/orchetti e che l'operaio nel torrente sia solamente una trappola per farci fermare (Non che potessimo tornare indietro, comunque...)
E invece no... L'operaio spiega con tutta calma ad #AE che il ponte era vecchio, e che l'hanno fatto crollare per evitare che ci pensasse lui da solo, magari con una macchina sopra...
A parte che mi sono chiesto CHI potesse essere tanto idiota da prendere una strada simile oltre a noi, la domanda da un milione di € a questo punto è...

#AE: "Eh, sì, tutto bello, ma.. Noi a 'sto punto che facciamo?"
#O: "Mah, o guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma come guadare il torrente?"
#O: "O guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma se la macchina non risale l'argine?"
#O: Eh, allora si chiama il carro attrezzi" (Sì, e come cazzo ci arriva qui il carro attrezzi? Volando?)

Messi di fronte alla dura scelta se guadare il torrente pregando Cthulhu di mandarcela buona, o se rifarci le ultime due ore di macchina, per tornare al punto di prima, ci facciamo coraggio e ci lanciamo al guado!


Il problema non era tanto il guado in sé, che come potete vedere alla fine era un rigagnolino... Il problema è che per guadare bisognava prima SCENDERE dal livello della strada al fiume, e poi RISALIRE dall'altra parte, scalando un'argine fangoso con una buona pendenza...
Faccio scendere i miei passeggeri (Che mi sfanculano, dato che l'argine fangoso a piedi non vogliono farselo) e mi butto. La discesa non è un problema, il guado neppure... Ma mentre provo a risalire (cercando di farlo piano piano per evitare di perdere grip) ovviamente la macchina non gradisce e si spegne. Inchiodo per evitare di andare all'indietro e di stirare l'operaio che intanto è lì che ci guarda allegramente (Cazzo guardi? Ma dacci una mano, no?).
Ci riprovo, e al terzo tentativo finalmente le ruote fanno presa e riesco a risalire l'argine. I miei compagni di viaggio tornano a bordo, e -scossi- ci rimettiamo in marcia, terrorizzati da quello che questa strada senza nome ci butterà addosso, e senza la più pallida idea di dove fossimo e quanto mancasse, dato che il TomTom ormai delirava.

Fortunatamente dopo il fiume niente più ostacoli grossi, anzi, qualche chilometro dopo, la strada ha anche ripreso un'asfaltatura decente, e dopo una mezz'ora ci siamo ritrovati in un centro abitato...
Il TomTom, deluso per non essere riuscito ad avere le nostre teste, decide allora che tanto vale riprendere a funzionare, e scopriamo di essere a pochi chilometri da un'uscita dell'autostrada. Ci buttiamo subito dentro, e ci fermiamo al primo autogrill (Che ormai si erano fatte le 15.45) dove sbraniamo qualsiasi cosa troviamo.
Una mezz'oretta dopo ci rimettiamo in viaggio, e finalmente ad un orario indecente riusciamo ad arrivare al mare.
Un viaggio che sulla carta avrebbe dovuto richiedere tra le 2.30 e le 3h ne ha impiegate quasi il doppio...
E fortunatamente non avevo dimenticato le chiavi di casa.


martedì 9 ottobre 2012

Strada senza nome #1

Allora, ho deciso di iniziare raccontando un aneddoto storico, che è uno dei miei cavalli di battaglia dato che penso di averlo raccontato un miliardo di volte...

Premessa: i miei nonni paterni hanno una casa al mare, a #Paeseinutile, in Liguria. Quando ero piccolo, io e la mia famiglia passavamo in genere due o tre settimane ogni estate in quella casa, dato che era facilmente raggiungibile, a pochi (ma faticosi) metri dal mare (Chi conosce la Liguria sa cosa intendo) e soprattutto era un posto che più tranquilli di così si muore.
Qualche anno dopo, però, mio nonno ha subodorato l'entrata in vigore delle tasse di successione, e quindi per anticipare un po' i tempi, ha intestato le proprietà ai suoi due figli (Mio padre e sua sorella), e quindi la casa al mare è diventata formalmente di mia Zia, e da lì abbiamo smesso di andarci... Non perchè in cattivi rapporti con la Zia (Anzi!) ma semplicemente perchè abbiamo iniziato ad andare al mare da un'altra parte assieme ad un'altra Zia, sorella di mia madre, e figli.
Quindi tutto questo preambolo -Lo so, sono prolisso- per spiegare che non andavo in quella casa da quando avevo circa 8 anni...

Flash-forward.
Estate 2008.
Giugno.

In università avevo da poco conosciuto #AmicoE, e dopo aver studiato come due pazzi per la sessione di Giugno (Da noi non si faceva quella di Luglio) decidiamo che sarebbe bello andare da qualche parte al mare assieme ad altri nostri compagni di università per rilassarsi.
Parlandone con i miei genitori, mi viene ricordata la casa a #Paeseinutile, e dopo aver chiesto il permesso a mia Zia, decidiamo di partire.
Dopo aver sentito vari compagni di università, che però dovevano quasi tutti fare un appello qualche giorno dopo, raccattiamo #AmicaR, che come noi aveva già dato quell'esame, e si unisce anche la (allora) ragazza di #AmicoE, qui nota come #RagazzaE.

Io ed #AE avevamo deciso di dare tre esami a quell'appello... I primi due decisamente tosti ed il terzo pesantissimo.
Ma eravamo riusciti solo a preparare i primi due: poi ci rimanevano cinque giorni per il terzo prima della partenza per il mare (Non potevamo partire il giorno dopo perchè #AR poteva stare via solo fino al giorno X+4, e se avessimo posticipato ci saremmo fatti solamente due giorni di mare pieni).
Quindi il piano era: studiamo per l'esame, ci presentiamo, vediamo che domande fa, e se ce la sentiamo aspettiamo il nostro turno, altrimenti si parte.... (Purtroppo l'esame in questione era un orale).

Il giorno della partenza, ci presentiamo in Università con la macchina già carica dei bagagli, e dopo aver raccattato #RE.
Entriamo in aula.
Dopo aver ascoltato cinque domande ci guardiamo.
"Tu la sapevi quella?"
"No. Tu?"
"Nemmeno. Quella prima?"
"..."
"..."
"Mare?"
"Fanculo, sì"

Carichiamo in macchina anche #AR, che nel frattempo se la rideva, avendo già dato l'esame, e partiamo.

Ora, premessa...
Io ho un BUON senso dell'orientamento, ma con un minuscolo, piccolo bug.
La prima volta che vado in un posto (se guido io), che sia il paese a due chilometri dal mio, o una città straniera, io mi perdo.
Sempre. Comunque. Dovunque.
Non importa che io abbia tre TomTom, due computer ed un cellulare collegati a Google Maps.
Io la prima volta mi perderò SEMPRE.
Dalla seconda in poi, però, posso arrivarci anche senza guardare...

Fatta questa doverosa premessa, impostiamo il TomTom su #Paeseinutile, e al grido di "Fanculo l'università" partiamo per quelli che dovevano essere cinque allegri giorni di mare tra amici.

Il simpatico TomTom ci fa immettere nell'autostrada, e prendere la A4 in direzione Milano, che dopo un po' raggiungiamo.
Milano è una città in cui ero stato forse tre volte, MAI guidando e soprattutto che odio con tutto me stesso.
Ma visto che nessuno di noi quattro poveri scemi ha mai guidato a Milano, quando in tangenziale ci dice di uscire, nessuno di noi si scompone (Dopotutto il TomTom ha ragione, no?), dato che venendo dal nord-est supponiamo che per andare in Liguria si debba circumnavigare Milano.
Ecco, il mio TomTom purtroppo non lo supponeva.
Secondo il mio TomTom la soluzione ideale per andare da un lato all'altro di Milano è attraversarla tutta.
Da destra verso sinistra.
Prendendo ogni singolo semaforo.
Rosso.

Purtroppo ce ne accorgiamo solamente dopo qualche minuto, e l'idea di fare inversione non ci sfiora nemmeno (Siamo giovani, ci teniamo alla vita), decidiamo dunque di seguire le indicazioni del TomTom, che a questo punto si è già preso una sfilza di bestemmie, e dopo che l'umore era precipitato sotto i tacchi (Provate voi ad attraversare Milano da parte a parte un qualsiasi giorno feriale) in qualcosa come un'ora e mezza sbuchiamo dall'altra parte.
Ironizzando sul fatto che senza aver sprecato quel tempo a momenti saremmo già a #Paeseinutile, ci immettiamo sull'autostrada verso Torino.
E qui io pronuncio la fatidica frase.

Edhel: "Ragazzi, tra 180 km dobbiamo uscire, ricordatevelo e ricordatemelo, okay?"
#AE: "Sì, ma tranquillo, da qui a 180km ce n'è di tempo..."

Le ultime parole famose.


[Continua]