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venerdì 24 maggio 2013

The Overlord


13 Giugno 2018

Apro la porta, e, come tutti i giorni, mi accoglie il silenzio. Ma so che si tratta solo di un illusione. Casa mia non è vuota. Non lo è mai stata, da quel giorno.
Faccio qualche passo nel buio, nella speranza di riuscire, una volta nella vita, a non essere visto. L'oscurità mi avvolge, mentre avanzo lentamente nel corridoio che porta alle camere. Cammino lento, silenzioso. Non voglio fare rumore.
Un passo dopo l'altro avanzo, vedo la porta, e per una volta mi illudo di essere riuscito ad evitarlo. Avanzo lentamente. Non ho idea di cosa riuscirò a fare una volta che avrò raggiunto la camera. Ma solo l'idea di riuscire a fregarlo mi spinge a provarci. Un altro passo, la porta della camera è a due metri.
Un altro passo.

Ed improvvisamente una suadente voce femminile riecheggia “Bentornato. Cosa posso fare per te?”
Mi paralizzo. Come ha fatto a vedermi? È nel salotto! Poi sento una vibrazione in tasca. Ci infilo la mano, e vedo il mio smartphone che si è illuminato, con il SUO logo, una croce, e la scritta “Welcome”.
Illuso, illuso, illuso. Come potevo sperare di evitarlo, quando tutti i maledetti aggeggi elettronici di questa casa sono collegati a LUI?
Accendo la luce, ormai è inutile stare al buio, e per un attimo ho l'istinto di gettare lo smartphone contro il muro. Ma che colpa ha lui? Alla fine sono stato io a costruire questo sistema. Sono stato io a cascarci, come tutti gli altri esseri umani del pianeta.
Se LUI è qui, la colpa è solo ed esclusivamente mia.

Arrivo in camera, e mi libero degli abiti da lavoro. Per l'ennesima volta ho fatto di tutto per tornare a casa il più tardi possibile. Straordinari, uscita a cena, uscita con gli amici senza mai passare da casa... Anni fa non l'avrei mai fatto, ma pur di non trovarmi vicino a LUI sono disposto a saltare tutte le docce che sono necessarie.
Ma non poteva durare. Ogni mezz'ora che passavo lontano da casa, il telefono nella mia tasca vibrava. Ero senza volume, e mai una volta l'ho tirato fuori dalla tasca. Ma sapevo chi era.
E vedevo nelle persone accanto a me il mio stesso disagio. Eravamo tutti nella stessa situazione, ma non potevamo parlarne. Perché LUI ci sente. Lui ci vede. Lui sa tutto.

Benvenuti nella realtà 2.0. Una realtà in cui tutti girano con uno smartphone, dove tre quarti delle persone hanno gli occhiali a realtà aumentata di Google, sempre connessi ad internet, e quindi a LUI, e quasi ogni singola persona possiede un orologio di Apple. Connessione alla rete a velocità altissima 24 ore su 24, con il telefono, il lettore Mp3, gli occhiali, l'orologio, il libro.
Ma, come diceva Mark Twain, se guardi troppo a lungo nell'abisso, allora l'abisso guarderà te.
E ormai non siamo solo noi ad essere sempre collegati alla rete. È la rete ad essere sempre collegata a noi. E quindi LUI, a casa, sa sempre dove sono, con chi sono, cosa dico... Manca solo cosa penso, ma temo sia questione di tempo. Ho sentito ieri alla TV che Apple sta studiando un nuovo iPhone che funziona con il pensiero.

Esco dalla doccia, impiegando tutto il tempo possibile, e l'occhio mi cade sull'orologio digitale appeso in bagno. Sono le 11.15. Forse stasera, con la scusa che devo dormire, riesco ad evitarlo.
Vado in salotto, e LUI è lì.
Gli avevano dato un nome, ma ormai per tutti è, sottovoce, l'Overlord. Ma solo perché il Grande Fratello era già preso, e Skynet sotto copyright.
Sento i suoi occhi invisibili seguirmi, mentre entro nel salotto, e mi siedo davanti a LUI.
La voce di prima suona nuovamente, questa volta proveniente direttamente dalla macchina, e non ritrasmessa tramite altri dispositivi.

“Benvenuto. Cosa posso fare per te?”

Esito un attimo, nel timore che si sia già avviata da sola, ma no. La macchina è spenta. Se si fosse accesa sarebbe stata la fine, non avrei potuto fare altro che usarla.

“Ehm... Sai... Stasera sono piuttosto stanco, pensavo di andare a dormire”

“Sono le 11.15, tu non vai mai a letto prima delle 12.30. Hai un'ora ed un quarto di tempo libero. Io sono qui per aiutarti a godere al meglio del tuo tempo libero. Cosa posso fare per te?”

Sento un brivido lungo la schiena. Sento il suo sguardo su di me, e per un attimo la tentazione di sfasciarla è quasi irresistibile. Ma poi riesco a trattenermi. Se la rompessi per me sarebbe la fine.

“Vuoi vedere un film? Vuoi leggere un libro? Vuoi ascoltare musica? Vuoi giocare ad un gioco?”

Considero le mie opzioni: il libro perlomeno mi permetterebbe di stare lontano da LUI, anche se so che sarebbe sempre lì a controllarmi tramite l'iPad. Però c'è quel piccolo problema dei 50 centesimi da pagare ogni 10 pagine che mi rende impossibile leggere in pace. Libri cartacei ormai non esistono più.
Per il film è ancora peggio. Visto che sono in ritardo con il pagamento come utente Oro, mi tocca subirmeli con pubblicità che spuntano da ogni lato, ed ogni quarto d'ora devo aspettare cinque minuti oppure pagare un euro.
Musica? I CD che avevo in camera e che collezionavo sono stati eliminati da quando il Governo ha deciso che tutti i supporti che non fossero informatici andavano eliminati per problemi di spazio, quindi avrei l'iPod, ma ora che il supporto è digitale e basta, le case discografiche non vendono più i dischi. Vendono il diritto di ascoltarli. Tu paghi, e puoi ascoltare l'album una volta. Lo vuoi risentire? Sgancia un'altra volta.

Esito nuovamente. Forse potrei giocare, ma tutti questi nuovi sistemi pay-to-play, con DRM continui e microtransazioni ogni cinque minuti mi danno il vomito.
Da quando l'Overlord è in giro, inoltre, scaricare è impossibile. Perché controlla anche il tuo computer. Ho sentito dire che qualche fortunato con Linux è riuscito ad evitarlo, ma probabilmente sono solo leggende metropolitane per illuderci che sia possibile scappare.

Ed improvvisamente, una luce verde si accende davanti a me, e l'Orverlord prende vita. Maledetta, di nuovo! Mi costringe a giocare!

“Ma io non avevo detto di accenderti!”

“Tra un'ora dovrai andare a letto, mi sembrava giusto non farti perdere tempo”

“...”

“Ti ricordo che questo è il ventinovesimo avvio questo mese. Dopo il trentesimo ti verrà automaticamente scalata la cifra per sbloccarmi di nuovo, e permetterti di continuare ad usufruire dei miei servizi”

Dimenticavo. L'abbonamento non è più mensile, è ad avvii. Per fare in modo che una volta acceso tu sia costretto ad usarlo. Se crasha ti viene da piangere, se si impalla e si riavvia da solo continuamente vorresti gettarti dal terrazzo.

Ho sentito di gente che ha provato a trasferire tutti i soldi della carta di credito da quella registrata ad una nuova. In alcuni casi, LUI è riuscito in qualche modo ad avere i dati della nuova carta. In altri casi, invece, chi non ha pagato si è trovato i pignoratori sotto casa. Che ovviamente hanno portato via il frigorifero, il microonde, il forno. Ma non LUI, né nessuna delle altre appliances che utilizza.
Non si scherza con le grandi multinazionali.

Una ricerca dell'Economist ha scoperto che le famiglie, in media, spendono quasi 600€ al mese in “intrattenimento”; ovvero tutti i servizi legati e controllati dall'Overlord. Perché ormai tutto quello che una volta potevi fare gratuitamente, è gestito da lui. E paghi.
Vuoi vedere il telegiornale? Paghi. Vuoi leggere il giornale? Paghi. Vuoi vederti un film? Paghi. Vuoi fare una partita ad un gioco che hai già acquistato? Paghi.
L'Economist dice anche che, nonostante una spesa ormai così alta, il tempo libero delle persone è sempre meno, perché fanno di tutto per evitare casa propria. Lavorano ore extra senza retribuzione, fanno volontariato, lavori secondari...

Com'era naïve Orwell. Il suo Grande Fratello era imposto.
Noi, il nostro fardello, ce lo siamo creati noi. L'abbiamo comprato con gioia. L'abbiamo messo nei nostri salotti. E abbiamo capito cosa avevamo fatto solo quando era ormai troppo tardi.

La luce verde davanti a me si affievolisce un attimo, mentre la voce scandisce ritmicamente il suo ritornello.

“Cosa posso fare per te?”

Non posso scappare. Non posso evitarla. Io gli ho dato le chiavi della mia vita, credendo fosse un supporto per migliorarla.
Lui se l'è presa.
Non posso sfuggire al suo sguardo, sempre acceso nonostante lui sia spento. E sempre connesso ad internet.

Se ripenso all'entusiasmo che avevo provato la prima volta che ne avevo sentito parlare...

Flashback di 5 anni. 21 Maggio 2013

“...e la nuova Xbox One avrà il nuovo kinect, sempre acceso e sempre connesso ad internet, per aiutarvi a sfruttare al meglio la vostra console e le sinergie con gli altri apparecchi presenti in casa vostra...”

mercoledì 8 maggio 2013

Ha smesso di rispondere

C'era una volta un allegro computer portatile, un Asus nero come ce ne sono tanti.
Questo PC ha sempre funzionato bene: il suo proprietario è sempre stato attento a non installare o scaricare programmi strani, e per un anno non ha mai dato alcun problema.

Fino a pochi giorni fa: infatti, quando il proprietario decise di avviare Skype, questo crashò senza pietà pochi istanti dopo l'apparizione della finestra.
Ohibò! Pensò il proprietario. Cosa sarà mai successo?
Cliccò nuovamente sull'icona di Skype, pensando ad un errore una tantum, ma il simpatico programma aveva evidentemente deciso di entrare in sciopero, e non ci fu verso di farlo partire.
Il proprietario decise allora di disinstallarlo e reinstallarlo, ma la soluzione non ebbe successo, e Skype continuò a crashare istantaneamente.
Cercando su google trovò altre persone con un problema simile, che dissero di aver risolto la situazione installando anche la versione Beta in parallelo, ma la soluzione non servì al nostro eroe, che riuscì ad avviare Skype solo installando la versione 4.2, su suggerimento di un amico.

Il giorno dopo, su suggerimento di un altro amico, scaricò un gioco, League of Legends, ma nel momento in cui cliccò su avvio... Questo crashò, e non ci fu verso di farlo ripartire.
Perplesso, il protagonista di questa storia decise allora di cercare soluzioni su Google (lanciando nel frattempo una scansione, perché non si sa mai).
Trovato un problema simile nel forum microsoft, che suggeriva un problema nei file registro, scaricò allora Wise Registry Cleaner, per sistemarlo, ma nel momento in cui questo programma veniva lanciato... Crashava.

Il nostro eroe decise allora di smanettare un po' con msconfig, sospettando che ci fosse qualche processo che bloccava le applicazioni. Infatti, avviando il computer in modalità "Avvio diagnostico", il programma Wise Registry Cleaner che precedentemente veniva brutalmente assassinato da Windows funzionava tranquillamente (Rilevando 1800 problemi nel registro).
Risolti questi problemi, decise di riavviare in modalità normale, ma... Nulla. Sia Skype (Che nel frattempo continuava ad auto-aggiornarsi ad una versione non funzionante, nonostante gli fosse stato detto di non farlo) che il sopracitato gioco continuarono a crashare senza pietà.
Da msconfig decise di provare ad avviare il PC senza alcun servizio di sistema attivo, esclusi quelli di Windows. Ed i crash proseguivano. Successivamente decise di avviarlo senza nessun elemento di avvio. Ed i crash proseguivano.
Notò però che alcuni programmi per pulire i file di registro di cui aveva letto su internet venivano scaricati ed installati correttamente, quindi pensò che il problema fosse solo su alcuni programmi.

La scansione intanto non trovò nulla di rilevante: si limitava a segnalare come virus due crack di due giochi scaricati eoni fa ed usati per mezza settimana. Il proprietario era sicuro non si trattassero di virus, ma, dato che comunque non erano mai stati usati, vennero disinstallati ed eliminati.

Scartata anche l'ipotesi virus, il proprietario decise di avviare il computer in modalità provvisoria con accesso ad internet, ed il computer funzionò correttamente: riuscì quindi a scaricare League of Legends, anche se si trattò di una vittoria effimera: infatti ad ogni riavviò fu costretto a reinstallare Skype.
Scoprì inoltre con gioia che il punto di ripristino più recente risaliva alla prima disinstallazione di Skype seguente il palesamento del problema, quindi lo strumento di ripristino fu, di fatto, inutile.

All'eroico utonto non rimase che una soluzione: correre in tondo urlando molto a lungo e molto forte.
Poi, però, nel bel mezzo del tredicesimo chilometro, l'illuminazione!

"Ma io ho un blog", pensò "E so che c'è gente che mi segue che ne capisce più di me di informatica".

E dunque sono qui.
La situazione è questa: il problema per ora non è drammatico, e con il trucchetto della modalità provvisoria ho un workaround, dovesse palesarsi ancora in futuro.
Però vorrei risolverlo. Dunque, a chi se ne intende di informatica... Qualcuno di voi ha un'idea?
Non ho mai avuto un problema del genere... Alcuni programmi installati (Sempre gli stessi) decidono che non hanno voglia di lavorare, e crashano a ripetizione. Finora il problema si è visto con Skype (Ogni versione sopra la 4.2), Wise Registry Cleaner ed il Launcher del download di League of Legends (Il gioco funziona tranquillamente).
Mi sovviene ora che pure Mass Effect 1,2 e 3 crashano all'avvio di continuo, ma credevo fosse un problema di Origin, dato che il problema in genere era limitato a loro.
Il PC è un ASUS portatile con Windows 7, 4GB RAM, Intel i7 e Nvidia 610 come scheda grafica (preassemblato).
A naso direi che il problema è in un qualche processo di Windows che per qualche ragione si è corrotto ed ammazza altri .exe a random, ma non so come distinguere quali. Vorrei avviare con tutto disattivato, ma essendo un portatile ci sono i driver di mezzo, e non vorrei accendere ed accorgermi che touchpad e tastiera non vanno.
L'antivirus è Microsoft Security Essentials (Dopo aver levato quella ciofeca di McAfee), ed ha sempre funzionato bene.

Se qualcuno avesse un'idea gliene ne sarei eternamente grato!
Anche perché io sono arrivato al limite della mia conoscenza informatica, non vorrei far danno. Su consiglio di un tizio letto sul forum Microsoft ho lanciato un sfc /scannow, che ha generato un CBS chilometrico, ma non so cosa voglia dire.

Grazie in anticipo!

giovedì 11 aprile 2013

Further Developments

Un paio di mesi fa avevo fatto un post, questo per la precisione, in cui parlavo della mia decisione di smettere di fumare, e di provare ad utilizzare la sigaretta elettronica.
Direi che dal 26 Gennaio ad oggi si possa dire che un po' di tempo è passato, e quindi mi sembra giusto parlarne ulteriormente, sia per raccontare la mia esperienza con la sigaretta elettronica, sia perché se magari c'è qualcuno che mi legge che è incuriosito da questo strumento possa conoscerlo un po' meglio, e magari decidere lui a sua volta di sfruttarlo.

Per prima cosa, la dichiarazione importante è questa: dal 26 Gennaio, secondo lo "smettometro" (una simpatica calcolatrice che gira su internet), in questo tempo ho risparmiato 205€ (Segnerà qualcosina di più quando questo post verrà pubblicato), e guadagnato 13 giorni di vita.

Ora... Per i 13 giorni di vita me ne frega poco, tanto quella non è calcolabile, potrei finire in un tombino domani per quel che ne so, ma il risparmio monetario di 205€ in 2 mesi e 13 giorni non è male.
In questo calcolino ho segnato di fumare circa 13 sigarette al giorno, con un costo medio del pacchetto di 4,30€.

Simpatico, no? Mette un po' d'ansia la storia dei giorni di vita però...


Ora a parlarvi della mia esperienza con la sigaretta elettronica.

La mia è questa
Quella nera, in fondo. Per dimostrare che questo è un blog serio ho cancellato la marca ed il modello, almeno non mi si può accusare di fare pubblicità ad un'azienda piuttosto che ad un'altra. E sì, ho usato Paint.

All'inizio pensavo che la sigaretta elettronica fosse una, ho poi scoperto che invece ne esistono decine di modelli, e di tipologie. A me è andata bene, perché senza informarmi né niente ne ho trovata una adatta a me, con cui mi sono trovato bene subito.
Premetto che in questi 2 mesi e mezzo qualche sigaretta ancora l'ho fumata, ma a mia discolpa voglio dire che su tutti i siti e i forum relativi alla sigaretta elettronica dicono che se venisse la tentazione di provare a fumarne una normale, di farlo invece che resistere ad ogni costo, per sentire che non c'è differenza, dato che nel caso contrario si rischierebbe di finire per "mitizzare" la bionda, ed odiare l'elettronica.

Detto questo... All'inizio credevo che fosse molto più faticoso rispetto alla sigaretta normale: cambia il liquido ogni giorno, controlla che l'atomizzatore non sia fuso, e se necessario cambia il pezzo, ricordati di caricare la batteria ogni giorno... Alla fine, però, mi sono accorto che non solo l'ordinaria manutenzione non è faticosa, ma che anzi, è molta meno di quando dovevo uscire di casa apposta per comprare le sigarette. 
Certo, devo tenere d'occhio bene il livello del liquido, per non rischiare magari di uscire e di trovarmi a metà serata con la sigaretta vuota, ma basta caricarla appena prima di uscire ed il problema non si pone.
La batteria, poi, la carico la notte, esattamente come il cellulare, e non mi è mai capitato si scaricasse, anche perché questo modello ha l'intelligente funzione per cui il tasto centrale serve sia per "attivarla", ovvero fare uscire il fumo, che per accenderla e spegnerla, in modo tale da non scaricare la batteria quando non è in uso.

A livello di sapore è diversa dalla sigaretta normale, com'è ovvio, ma ci si abitua. Esistono decine di liquidi diversi con cui caricarla, con vari sapori, che vanno dai tabacchi, alla frutta agli alcolici. Inizialmente ho scelto qualche liquido a caso, per testarli, ma dopo essermi ritrovato a fumare zucchero filato per una settimana (Magari pensate sia bello, ma immaginate di avere il sapore di zucchero filato in bocca per sette giorni di fila... Alla lunga è nauseante!) mi sono più o meno stabilizzato su un mix 50-50 di due liquidi che mi erano piaciuti.
Poi, una cosa che devo ancora inculcare nei miei genitori, si tratta di uno strumento simile alla sigaretta, ma non è una sigaretta: se prima ne fumavo una ogni ora e mezza circa, adesso magari faccio uno o due tiri ogni dieci minuti questo non significa che sto fumando di più, anzi. La quantità di nicotina è estremamente diminuita, e non puzzo più di posacenere, con grande gioia mia e di #Morosa.

E non è stato difficile. All'inizio io stesso ero convinto fosse una minchiata, ma dopo averla provata, ed utilizzata due mesi e mezzo posso dirlo. Funziona.
Certo, è diverso dalle sigarette, bisogna capirlo ed accettarlo. Ma una volta fatto, funziona davvero.

Se avete amici o conoscenti che vorrebbero smettere di fumare ma non sanno come, vi consiglio davvero di suggerirgli questo mezzo.

lunedì 8 aprile 2013

Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana....

Non ho fatto io questa immagine, ma la trovo molto calzante.
...c'era una casa di produzione e pubblicazioni di videogiochi, fondata nel 1982 dalla Lucasfilm, come parte videoludica del gruppo di George Lucas. Il suo compito era creare giochi legati alle Intellectual Properties di George Lucas, ossia Star Wars ed Indiana Jones, oltre che ad altre serie di giochi slegate da quei grandi nomi (Monkey Island, per dirne uno).
Questa compagnia si chiamava Lucasarts.

La Lucasarts ha nel suo portfolio una serie di titoli che mi hanno accompagnato nella mia passione per i videogiochi per anni.
Rileggendo su wikipedia la lista di pubblicazioni mi tornano in mente grandissimi giochi, nonché qualche "flop".
Star Wars Battlefront: lo aspettavo molto, una specie di Battlefield ambientato nel mondo di Luke Skywalker e compagnia! A molti miei amici piacque da morire, a me decisamente poco.
Star Wars: La Minaccia Fantasma! Credo di averlo giocato trenta volte alle medie, assieme a Jedi Power Battles, che permetteva di giocare l'episodio 1 in coop... Con mio fratello ci abbiamo passato ore.
E gli strategici: Galactic Battleground (Una copia sputata di Age of Empires II) e Force Commander (Troppo avanti con i tempi per avere successo). Poi Knights of the Old Republic 1 e 2, Star Wars: Jedi Knight: Jedi Academy (Un capolavoro), e i vari Rogue Squadron e Tie Fighter.
E poi i giochi di cui mi ero totalmente dimenticato, e solo leggendo la lista mi ricordo... Star Wars: Demolition, Masters of Teräs Käsi.
Fino ad arrivare a The Old Republic, di cui ho già parlato.

Capisco dal punto di vista economico come mai la Disney abbia deciso di eliminare tutto lo studio di produzione, ma comunque è brutto vedere una compagnia che mi ha accompagnato per anni finire così.
Ora si limiterà alla parte di licensing, ossia a fornire la licenza Star Wars ad altre case videoludiche che vogliono sviluppare i giochi, decidendo se concederla o no.
Speriamo che i risultati siano all'altezza dei precedenti...

(So che quando sarà pubblicato questo post la notizia sarà vecchia già di qualche giorno, ma mi sembrava doveroso farne un accenno. Anche se siamo già al terzo blog sul mercato dei videogiochi sugli ultimi 4, quindi ora dovrò tornare a parlare d'altro!)

Quanti ricordi....

giovedì 4 aprile 2013

DLC: Dammi La Carta (Di credito)

Una volta, tanto tempo fa, l'unica maniera per comprare i giochi era andare al negozio, pagare e portarselo a casa. Internet era per pochi, e quei pochi giochi che potevano andare su internet si appoggiavano (quasi) sempre ad esterni, che gestivano dei server che definire stabili quanto la faglia di Sant'Andrea il 18 Aprile 1906 sarebbe un complimento.
Ho odiato questa faccina verde per
anni e anni
Mi ricordo che quando ero alle medie tentavo disperatamente di collegarmi online con Age of Empires II: la connessione passava tramite Gamespy, e giuro che forse sarò riuscito cinque volte nella mia vita a connettermi.

I giochi avevano tempi di lavorazione medio-lunghi, dato che "patch" non era una parola conosciuta, e dovevano uscire al meglio: non erano concessi errori, perché una volta che il gioco andava in produzione quello sarebbe stato, e quello sarebbe rimasto fino alla fine dei tempi (Soprattutto parlando di giochi per console - Su computer la questione era leggermente diversa).

Quando una casa voleva rilasciare del contenuto aggiuntivo aveva una sola opzione: un'espansione.

Age of Empires, The Conquerors:
L'espansione di AoE II
Cos'erano le espansioni, nel significato classico dei videogiochi? Semplice! Un altro gioco (Che in genere costava poco meno del gioco originale), che però non poteva essere installato senza il gioco base. Questo solitamente offriva del contenuto extra (Nel caso di Age of Empires fazioni e campagne) che allungavano il gioco. 
Inizialmente si trattava di una feature esclusiva per i giochi da PC, tanto che la prima espansione per una console si vide solo nel 1999, con GTA - London 1969.
Un'alternativa erano i contenuti fan-made, ossia contenuti aggiuntivi per i videogiochi creati però dagli stessi giocatori e messi liberamente a disposizione di altri utenti.
Questo modello ha fatto la fortuna della Valve: i produttori mettevano infatti a disposizione gli strumenti di sviluppo da loro stessi utilizzati per creare il gioco. Questo ha allungato infinitamente la giocabilità di questi prodotti, dato che nuovi contenuti venivano (E vengono tutt'oggi!) continuamente creati e messi online. 
Counter-Strike, Portal sono solo due degli esempi di giochi completamente nuovi che sono nati dalla passione di fan, che hanno pesantemente modificato il codice sorgente di Half-Life. In entrambi i casi i team di sviluppo sono stati notati dalla Valve, ed assunti per creare e poi vendere il gioco sotto l'etichetta di Gabe Newell. Un Win-win.

Le comunità di modders sono enormi. Il sito probabilmente più importante è Nexus Mods, che al suo interno contiene più di 90.000 singole mods per diversi giochi (Principalmente RPG).
I Modders hanno fatto di tutto: prendendo ad esempio Dragon Age: Origins, sul sito si possono trovare texture migliorate, personaggi extra (Completamente doppiati ed integrati nel gioco!), accorgimenti al sistema di gameplay, nuove mappe, nuove zone, nuove missioni, nuovi equipaggiamenti... E ovviamente le mod porno. Quelle non mancano mai, in nessun gioco.
A volte la comunità dei giocatori addirittura si occupa del lavoro che toccherebbe agli sviluppatori: emblematico è il caso di Star Wars: Knights of the Old Republic 2.
Questo gioco, sviluppato dalla Obsidian nel 2004, ha un'enorme problema: manca tutta la parte finale. La Lucasart, distributore e concessionaria unica dell'IP di Star Wars, ha pressato la Obsidian per il rilascio entro una data data (Scusate il gioco di parole).
Il Menù Principale di KOTOR2
"restaurato"
La Obisdian all'epoca era una piccola casa, senza il potere contrattuale che aveva avuto la Bioware (Autrice di KOTOR 1), e fu costretta a rilasciare il gioco senza aver terminato di lavorare. Le ultime tre ore di gioco sono un accozzaglia di scene a caso, bug, e casino, dato che gli sviluppatori si erano limitati a mettere all'interno del gioco quello che avevano sottomano.
E nemmeno tutto! Perché nel disco di gioco era presente anche tutto il resto, quello che non avevano avuto il tempo di sistemare (Non chiedetemi come mai sia così, non sono un programmatore). Fatto sta che un gruppo di fan, scoperta la presenza di questi files, si è messa di lena, e nel giro di qualche anno sono riusciti a produrre una mod "restauratrice", che riporta il gioco quasi come sarebbe dovuto essere nelle intenzioni della Obsidian (Dico quasi perché alcuni contenuti purtroppo non furono mai recuperati).

Tutto questo per dire: una volta i giochi venivano ben studiati, e dato che la release era "definitiva" venivano venduti con il minore numero di bug possibili, e con le "espansioni" per prolungare l'esperienza di gioco.

Oggi invece il trend è un altro: come già parlato nel post di qualche settimana fa il mercato dei videogiochi è in crisi, e il motto è "Butta fuori tutto quello che puoi, il più in fretta possibile".
I giochi escono buggati in maniera impressionante, e necessitano di una patch dietro l'altra. Praticamente il primo mese dall'uscita del gioco è il nuovo betatesting. Vi sfido ad andare a guardare il forum ufficiale di un gioco le settimane dopo la sua release.
E le espansioni? Sopravvivono solo nei MMORPG. 
L'esempio più classico è World of Warcraft: nel gioco originale il livello massimo era il 60. Poi è arrivato The Burning Crusade, che ha aggiunto un continente, e portato il level cap al 70, seguito da Wrath of the Lich King e l'80, poi Cataclysm è l'85 ed infine Mists of Pandaria ed il livello 90.
In ogni caso si tratta di un gioco del 2004 che ancora oggi ha circa 8-9 milioni di giocatori! (Ho un po' abbassato il numero rispetto all'articolo perché per me sono ancora di meno, ma il senso resta quello).

Chi dice che la droga virtuale non esiste? C'è eccome, e costa solo
12,99€ al mese!
Lo scopo delle espansioni era quello di allungare la longevità dei giochi. E World of Warcraft c'è riuscito benissimo. Così come gli altri giochi Blizzard, con Warcraft III (E l'espansione The Frozen Throne), Diablo 2 (E l'espansione Lords of Destruction), Starcrat (Con Brood Wars).
World of Warcraft è l'esempio perfetto di quello a cui serve questo strumento: per integrare al gioco originale nuove aree, nuovi personaggi, nuove missioni, pagando una cifra inferiore ad un gioco intero, dato che comunque l'espansione si basa su di un altro gioco, aggiungendo solamente del contenuto in più.

Come funziona però oggi il mercato dei videogiochi?
Le espansioni sono sparite, ed al loro posto sono apparsi i DLC, ossia Downloadable Content.
Qual è la differenza?
In primis, i DLC non sono un gioco in più, né vanno comprati fisicamente. Si tratta di contenuto aggiuntivo che viene scaricato direttamente nel gioco.
La seconda cosa è che, data la natura di download, solitamente hanno dimensioni molto più ridotte rispetto ad un'espansione. Se The Frozen Throne mi dava un'intera nuova campagna, una nuova fazione e nuove unità per quelle già esistenti, in genere i DLC (Soprattutto per i giochi anche su console) si limitano ad aggiungere 2-3 ore di contenuti extra (A meno che non si parli di sparatutto, lì la questione è diversa).
Il terzo punto? Il costo.
Mentre alcune case, come la CD Projekt Red, hanno una politica di "Hai pagato il gioco, l'extra lo offriamo noi", come in The Witcher 2, la maggior parte delle altre case preferiscono fare pagare i contenuti extra.
E salati.

Per tornare a parlare (Ma tanto sapevate tutti che sarebbe successo) di Mass Effect 3, i DLC a pagamento sono ben 4.
8 euro per un compagno che passerà la metà del suo
tempo ad insultare voi e i vostri amici.
Il primo, Dalle Ceneri, costa 8,00€, e aggiunge alla storia una nuova missione ed un nuovo compagno, che sarà assieme al Comandante Shepard per tutta la durata della storia. Un prezzo "accettabile". Se non fosse che i già citati modders hanno scoperto che questo personaggio era già presente sul disco. Tanto che molti di loro mostrarono sul forum della Bioware come sbloccarlo senza pagare il DLC. Venendo bannati, e scoprendo di non poter nemmeno più giocare a Mass Effect 3, dato che un ban sul forum Bioware (Collegato alla EA e collegato ad Origin) corrisponde anche all'impossibilità di accedere al proprio account Origin. La questione poi è stata risolta ("Era un bug", ha detto la EA "Chi viene bannato dal forum dovrebbe avere accesso al gioco che ha pagato". "Grazie al *****", è stata la risposta dei giocatori).

Il secondo DLC è Il Leviatano, dal costo di 8€. Aggiunge una missione piuttosto lunghetta, un paio d'ore di gioco in totale, che però ha una grande importanza dal punto di vista della storia, dato che offre al giocatore delle informazioni in più per capire il finale. Certo, qualcuno potrebbe chiedersi come mai queste informazioni in più non potevano darmele senza farmi pagare 8€, ma è meglio di no.
L'episodio successivo è Omega, dal modico costo di 12€, che offre al giocatore una missione di 2/3 ore, ma che è forse la missione più lineare della storia di Mass Effect. Vai avanti, spara, vai avanti, spara, vai avanti e spara. Potevano darmi un corridoio che facevano prima.
Ed infine, il mese scorso è uscita La Cittadella, anche lei al prezzo di 12€. Dal punto di vista della storia è forse il miglior DLC di tutti e tre i giochi. Senza stare a far spoiler, dà ai giocatori quello che volevano: più interazioni con i propri compagni, ma dal punto di vista della storia principale serve a poco o a niente (Anzi... La trama di questo DLC è platealmente ridicola).
Sommando i 4 DLC ottengo 40€. Quaranta euro in più per avere il gioco completo, il che porta il costo totale a 100€, senza contare gli altri DLC minori che danno armi o vestiti in più, per un totale di 4,50€ (Però da pagare in Bioware Points, che vengono venduti a 8€ ogni 800... Che significa che se io ne voglio comprare solo 120, mi tocca pagarne minimo 800 e tenere i 680 avanzati sperando di usarli prima o poi!).
Il Spectre Pack! 160 Bioware Points (O 1,60€)
per la speranza di trovare finalmente l'arma potente!
Al costo praticamente di un espansione cosa abbiamo? 3 missioni extra, per un totale di una decina di ore di gioco.
Decisamente insufficiente.

E peggio ancora sono le microtransazioni che ormai si stanno inserendo in tutti i giochi.

Chi ha uno smartphone ormai le conoscerà bene: i vari App Store e Play Store sono pieni di giochi "gratuiti", ma che per sboccare tutte le funzioni richiedono che vengano pagate delle piccole cifre di volta in volta. Vuoi fare più di 20 azioni al giorno? Sgancia 80 centesimi. Vuoi coltivare la verdura che vende tanto? Paga 75 centesimi. Vuoi poter fare più di una partita ogni mezz'ora? Paga 1 euro e venti.
Adesso addirittura ho visto che esistono i Crediti di Facebook da usare nei vari giochini sul social network, al costo di 2€ ogni 10!
Piccole spese e piccoli costi, che i più patiti non disdegneranno. Soprattutto nei giochi EA si tratta di scorciatoie, sempre nei giochi multiplayer. Nel caso della foto vediamo che per un Pacchetto Spettro il costo è di 60.000 crediti, oppure 160 Bioware Points. I Crediti si ottengono giocando. Una partita a difficoltà oro (Cioè abbastanza tosta, richiede una mezz'ora per finire e dei giocatori bravi per arrivare in fondo) dà dai 75.000 agli 82.000 punti. Il che significa che in mezz'ora di gioco un (buon) giocatore può ottenere più crediti di quanti ne otterrebbe pagando 1,60.
Una partita a difficoltà argento, invece, richiede 20-25 minuti, ed è più semplice da portare a termine, e permette di ottenere circa 40.000 crediti.
E badate bene, il contenuto dei pacchetti è totalmente casuale. Sono come i pacchetti delle figurine che si compravano in edicola alle elementari. Potrebbe esserci dentro di tutto, tanto l'arma cerchiamo quanto  l'ennesimo doppione dell'arma base inutile che mai e poi mai useremo.
L'esempio è ancora più lampante in FIFA. Anche lì c'è lo stesso sistema a pacchetti completamente random (E lì ancora di più, dato che gli oggetti in Mass Effect sono circa 250, in FIFA invece ci sono tutti i calciatori dei maggiori campionati europei, oltre che stadi, palloni, maglie ed oggetti speciali.
Lì un pacchetto oro costa 7.500 monete, e considerando che se ne ottengono circa 600 a partita... Con i cash invece costa 1,50€.
Inoltre c'è il grandissimo Season Pass! Dopo aver comprato il gioco, per la modica cifra di 24€ si ottengono 24 pacchetti gratis, nonché uno sconto su tutti gli altri pacchetti che verranno comprati.

Il sunto di tutto questo discorso è che ormai i giocatori stanno pagando di più per avere di meno. I giochi vengono rilasciati incompleti, o mancanti di parti importanti perché tanto le case produttrici sanno che i fan compreranno i DLC.

Ma la domanda, alla fine di tutto questo discorso, è:
Sono loro che ci stanno fregando, oppure siamo noi che ci stiamo facendo fregare?

mercoledì 20 marzo 2013

La caduta dei giganti




Sembrerà una battuta, ma giuro che ieri notte l'ho sognato. Vado a letto, e nel classico dormiveglia sogno (dopo una serata passata giocando a Mass Effect 3) di andare a lavorare alla EA, e che come primo ordine dicevo di licenziare John Riccitiello.

Stamattina mi sveglio, apro internet, e come prima notizia leggo "John Riccitiello si dimette da CEO di EA".

Inquietante.

La EA Games è una delle più grandi (se non LA più grande) casa di produzione e pubblicazione di videogiochi al mondo. Oltre al dipartimento EA Sports, che ogni anno ci regala i vari FIFA, Madden NFL, NHL, NBA Live (Morta nel 2010), la EA possiede gli IP (Intellectual Properties) di parecchie serie di videogiochi importantissime, quali Medal of Honor, Battlefield, Command&Conquer, Sim City, The Sims, Rock Band, Dragon Age, Mass Effect.
Il fatturato 2012 è stato di 4,143 miliardi di dollari, e questo pur avendo segnato negli ultimi anni una serie di errori che hanno fatto precipitare la fiducia dei consumatori e la stima degli stessi nei confronti della compagnia ai minimi storici.

Giusto per citare i più recenti (e su cui sono più informato):

-Dragon Age II: Ampiamente sotto le aspettative dei fan, pur non essendo un brutto gioco ha subito un massacro da parte dei giocatori, soprattutto per via del passaggio da RPG ad un gameplay decisamente action, eliminando gran parte della componente ruolistica per cui Dragon Age: Origins era famoso.

-Mass Effect 3: Ne ho già parlato qualche mese fa. Una serie con 120+ ore di gioco che lascia un finale aperto e poco chiaro, supportato da pubblicità ingannevoli e bugie da parte della Bioware e della EA. Questo, unito alla controversia per via del DLC al day 1, oltre che ai prezzi esagerati degli altri DLC (Soprattutto Omega), ha portato moltissimi fan a disamorarsi della serie.

-Star Wars: The Old Republic: MMORPG, prodotto da Bioware, con dei costi di produzione stellari, ha avuto un discreto successo iniziale, per poi crollare miseramente, con la EA che ha dovuto addirittura eliminare il canone mensile rendendolo free-to-play dopo meno di un anno. La colpa? Fondamentalmente si tratta dell'ennesimo WoW Clone, un gioco identico al leader di mercato World of Warcraft, solo con le spade laser. La Bioware ha aggiunto la sua abilità nel creare delle buone storyline, ed il gioco è stato accusato di essere un RPG single player dove incidentalmente ci sono altri giocatori.
Con un canone mensile. Questo, unito alla mancanza di contenuti High-end (che sono la vita e la morte di un buon MMORPG), ha praticamente dichiarato SW:TOR un fallimento, retto soprattutto dal fatto di chiamarsi "Star Wars".

-NBA Live: La serie NBA live è stata per anni l'unica possibilità per chi voleva un gioco di basket, e quindi è durata dal 1995 al 2010. Però nel 2006 uscì per la prima volta NBA 2K, prodotto dalla 2K Games, primo della serie che ha di fatto ucciso NBA, e che sta anche negli altri campi sconfiggendo le varie serie di giochi sportivi EA. (Solo nel calcio non ci sono, ma credo sia per evitare di mettersi tra FIFA e PES...)

-Gli EULA: Per EULA si intende End User Licence Agreement, e sono i termini di licenza che un giocatore deve accettare quando installa un software di proprietà di terzi. Recentemente è scoppiato uno scandalo per via del fatto che si è scoperto che la piattaforma Origin (Il corrispondente EA di Steam), che è obbligatoriamente da installare in caso si voglia usufruire di prodotti EA sul proprio PC, richiede il permesso di, cito testualmente:

"You agree that EA may collect, use, store and transmit technical and related information that identifies your computer (including the Internet Protocol Address), operating system, Application usage (including but not limited to successful installation and/or removal), software, software usage and peripheral hardware, that may be gathered periodically to facilitate the provision of software updates, dynamically served content, product support and other services to you, including online services. EA may also use this information combined with personal information"

Che praticamente vuol dire "fai quello che vuoi con i miei dati personali e con quello che ho nel PC".
Ovviamente nel giro di poco tempo dallo scoppio dello scandalo, EA ha modificato l'EULA di Origin, pur senza rilasciare dichiarazioni ufficiali.

-Battlefield 3: Un grandissimo gioco, secondo tantissime recensioni. Peccato che su computer abbia più problemi dell'economia italiana. Server in palla, rallentamenti, crash continui, richieste grafiche eccessive. Praticamente per farlo andare bene ci vuole il computer della nasa.
Moltissime persone l'hanno comprato, fidandosi dei requisiti minimi, scoprendo solo in seguito che, evidentemente, la DICE era stata un po' troppo ottimista.

-Sim City 3: Il più recente, e probabilmente il "colpo di grazia" all'amico John. Un altro gioco che richiedeva il collegamento ad internet per essere usato, e che per i primi giorni ha avuto una serie di crash, problemi, disconnessioni che ha reso praticamente impossibile l'utilizzarlo.

E questi sono solo alcuni casi. Questo, unito ad una dichiarazione di Riccitiello ad una riunione degli azionisti, in cui parlava delle microtransazioni come del futuro dei videogiochi, fino ad arrivare al punto in cui dice che i giocatori sono così presi dal gioco che arriverebbero al punto di pagare per ricaricare l'arma, e che il modello "pay now play later" è ormai finito, ha portato ad un'enorme sfiducia nei confronti di EA.
Chiaramente il mio è un discorso molto semplicistico e riduttivo. I motivi sono molti di più, però è interessante osservare l'andamento delle azioni EA negli ultimi anni.

A parte il crollo verticale del 2008, causato dall'ormai nota crisi economica, si può notare un calo costante: l'unico anno con una tendenza diversa è stato il 2011, anno in cui sono usciti successi come Dead Space 2, Mass Effect 2, Rock Band 2, The Sims Medieval, Dungeon Siege III (Altro mezzo-flop), l'ultimo episodio di Harry Potter (Giochi per cui EA aveva l'esclusiva), oltre a mezzo milione di The Sims, ed i classici giochi di Sport.
Ma a fine anno, in coincidenza con i due giochi tripla A, ovvero Battlefield 3 e SW:TOR, ovvero i giochi su cui c'era più aspettativa, c'è stato il tonfo, fino a toccare il minimo storico di 12$ ad azione, nell'estate 2012 (ovvero dopo Mass Effect 3, l'ennesimo disastro), poco prima di dover rendere SW:TOR un free-to-play, eliminando il canone.


Tutto questo deve aver pesato nella scelta di EA di cambiare guida (Non credo Riccitiello si sia dimesso di sua spontanea volontà). Negli ultimi anni la casa americana ha collezionato figuracce, flop e critiche, arrivando a vincere il premio di "Compagnia più odiata d'America", superando anche la Bank of America. 

Mi chiedo cosa porterà il futuro per noi videogiocatori, ora: la EA è leader di mercato, le sue scelte sicuramente influiranno anche su altre case minori.
Recentemente ho visto un interessante documentario, che mi ha dato l'idea di scrivere questo articolo, dove mostrava che quasi tutte le altre case di sviluppo e pubblicazione videogiochi al mondo sono in crisi.
Negli ultimi anni si è -evidentemente- preferita la quantità alla qualità: basti vedere i Call of Duty: ormai sono 5 titoli che sono praticamente identici, aggiungono solo nuove mappe all'online, a fronte di una campagna single player di 7-8 ore (Anche se devo ammettere che quella di Mondern Warfare era davvero ben fatta). I tempi di sviluppo sono sempre meno, e spesso ai giocatori vengono vendute versioni praticamente in fase di beta testing, e che avranno l'onore di debuggare. Pagando, peraltro. 
Football Manager ormai sono 3/4 anni che prima di fine Dicembre/inizio Gennaio non si riesce a giocare per la miriade di bug e problemi (E quest'anno hanno fatto il capolavoro, rendendolo praticamente una collezione di crash).

La fiducia dei giocatori nei produttori di videogiochi sta crollando, ed unito al fenomeno dei giochi pirata (ed al fatto che le case sembra stiano impiegando più risorse a combattere questo fenomeno che allo sviluppo dei giochi) sta mettendo alle corde molte case, che si "salvano" producendo un'enorme quantità di giochi di basso livello o incompleti, e sperando nei DLC e nelle microtransazioni (Vuoi Messi su FIFA? Bene, compra 100 pacchetti oro a 1€ l'uno, magari lo trovi!).

Ma, opinione mia, la cosa non durerà. La mia speranza è che ora EA si guardi bene intorno, e decida che l'unico modo di salvarsi è la qualità, e che la smetta di mettere alle corde i vari team di sviluppo costringendoli a fare i salti mortali e a finire i progetti di corsa per poter mettere in produzione i vari giochi il prima possibile. 
Sono riusciti a far crollare la fiducia dei giocatori nella Bioware, grazie a Dragon Age II, SW:TOR e Mass Effect 3 (E credetemi, queste persone fino a 3 anni fa avrebbero comprato un gioco Bioware ad occhi chiusi al day one). Adesso aspetto Dragon Age III, sperando che la tendenza sia cambiata.

Nel frattempo torno a giocare a Mass Effect, che nonostante tutti i problemi resta la serie di videogiochi con la storia migliore che io abbia mai visto.

Keelah se'lai

domenica 27 gennaio 2013

Smoker

Fumo da quando ho 15 anni.
Ho iniziato al liceo, come tutti, perché ovviamente a fumare ti sentivi "grande".
Compravamo un pacchetto di Barclays in comproprietà, e poi quando uscivamo al sabato sera ne fumavamo un paio a testa, senza nemmeno buttare giù il fumo, e tanto pensavamo "Ma sì, non mi piace nemmeno troppo, smetto quanto voglio".
Ed in effetti era anche così, perché durante la settimana nessuno di noi fumava, era solo una cosa del sabato sera.

Tra l'altro ero stato anche l'ultimo dei miei amici a decidere di provare, perché nella mia famiglia c'è una casistica di malattie dovute al fumo piuttosto alta (3 nonni su 4 hanno avuto problemi a causa delle sigarette, e la quarta è stata l'unica che non fumava, ed è l'unica che tuttora zampetta allegramente in giardino facendomi partire l'allarme, e che ogni volta che mi vede fumare mi guarda e dice "#Edhel, se smettessi ti farei un regalo così grande...", ed io ogni volta, alzando gli occhi al cielo "Sì, nonna...").

Ho iniziato a fumare seriamente nell'estate del 2006, quando durante una vacanza-studio in Inghilterra per la prima volta ho comprato delle sigarette per me (E tra parentesi... Quanto cazzo costano le sigarette in Inghilterra??), e lì ancora lo scopo era un po' fare "il grande" in mezzo ad un gruppo di persone appena conosciute (E farmi anche notare da una ragazza molto carina, ma questo è un altro discorso, e prima che tutti voi cominciate a pensare io sia il classico man-whore, è la già citata ex-ragazza).

Da lì è stato un continuo aumentare: prima pacchetti da 10, che duravano un paio di giorni. Poi quando mi sono accorto che dovevo ricomprarle ogni mattina sono passato ai pacchetti da 20.
Prima Marlboro Rosse, perché erano "forti", e facevano figo. Poi le Chesterfield, perché mi piaceva il nome, poi le Marlboro Light perché, okay che le rosse sono buone, però cazzo, è catrame puro!
Infine le Pall Mall blue, perché costano 70 centesimi in meno, e visto che ormai fumo tra le 10 e le 20 sigarette al giorno, quindi 4-5 pacchetti la settimana, si tratta di circa 3€ in meno da pagare a settimana rispetto alle Marlboro.
Mica spiccoli, se si fanno su base annuale.
Se siete fumatori, fidatevi, non fatelo mai, o vi verrà un colpo.

Ho smesso di fumare circa 5 volte. La prima per vedere se riuscivo, e dopo una settimana ho deciso che, sì, stavo tranquillamente senza sigarette, e quindi ho ricominciato.
La seconda è stata più una promessa alla succitata ex, che è durata forse 5 giorni. Purtroppo qui la distanza è stata fatale, dato che vi vedevamo solo ogni 20 giorni, come faceva a sapere che avevo ricominciato?
La terza volta ho letto il libro "È facile smettere di fumare se sai come farlo", e sono durato anche lì una settimana o poco più.
Che, tra parentesi, non è colpa del libro. Non dubito assolutamente che possa aver aiutato un sacco di gente a smettere, anzi! Il problema è che per smettere con quel libro bisogna partire convinti. Bisogna pensare "Okay, voglio assolutamente smettere, ma non so come fare", e non "Ma sì, in realtà non voglio smettere, ma se questo libro mi fa passare la voglia per magia tanto meglio".
Ovviamente non c'è nulla di magico in quel libro, e quindi non ho smesso.
Poi c'è stata un'altra volta che per me non sarebbe nemmeno da contare, sono durato giusto due giorni.
E poi, circa un anno e mezzo fa, ho riletto il libro, stavolta (più) convinto.
Dieci giorni ho resistito, senza nemmeno soffrire troppo. Solo che dopo una giornata particolarmente devastante (è successo di tutto, veramente), me ne sono fatta offrire una da un mio amico, e quello è stato il mio ultimo tentativo di smettere di fumare.

Devo dire che non ho mai avuto particolari fastidi dovuti alle sigarette: niente tosse secca, mal di gola, insonnia (Cioè, quella sì, ma ce l'avevo anche prima), poco fiato (Fortunatamente ho molta resistenza, quando gioco a calcetto corro molto più di amici non fumatori), quindi non ho mai nemmeno pensato di smettere per cause "di salute".

Poi tutti i rischi di cui si parla... Il fumo uccide, il fumo fa venire il cancro... Ma sì, se anche mi verrà sarà nel 2045, lì con uno schiocco di dita ti curano il cancro e ti tolgono anche i chili di troppo!

Però adesso ho deciso di fare il grande passo.
Visto che a me fumare piace, smettere di colpo è impossibile.
Diminuire gradualmente idem, perché passerei le giornate guardando l'orologio, aspettando l'ora per la sigaretta successiva.
Ho comprato la sigaretta elettronica.
Credevo fosse una cretinata, non mi ero mai nemmeno particolarmente interessato... Però, ho visto che alcuni miei amici accaniti fumatori l'hanno comprata, e si sono trovati bene. L'ho provata, e... Beh, devo dire che la sensazione è di fumare una sigaretta vera, però senza tutti gli "effetti collaterali", ed il sapore è anche buono.
Quindi sono andato a comprarla.
Annuncio ufficialmente che addì 26/1/2013 ho fumato la mia ultima sigaretta. 
Nel caso dovessi ricominciare (Ma spero proprio di no) ve lo annuncerò qui. Siete tutti pregati in quel caso di coprirmi di insulti, ve ne do il permesso.

mercoledì 16 gennaio 2013

Sono un utonto

Innanzitutto buon anno a tutti in ritardo.
Chiedo scusa per essere sparito, ma è stato un periodo davvero impegnativo, e ho avuto veramente poco tempo per scrivere su questo blog.

Adesso voglio raccontarvi due episodi avvenuti durante il mio stage, che hanno entrambi a che fare con il computer.
Io mi sono sempre considerato uno che "sa usare il computer", nel senso che non ho mai fatto grossi danni, so distinguere un virus da un file buono, so fare un ripristino di sistema, installare e disinstallare programmi, e così via...
Diciamo che non mi ritengo un "Utonto", anche perché in genere se non so fare qualcosa (O non so cos'è il processo tal dei tali, o ho dubbi su certe cose) tendo a cercare su google e a vedere cosa dicono gli esperti.
Nel peggiore dei casi ho anche un amico che lavora in un'azienda informatica, quindi posso anche chiedere a lui (Ma non è ancora successo, per fortuna!).

Comunque, per tornare al discorso principale... Dato che leggo sia il blog di Bitmover che di Davide Bianchi so com'è la vita degli informatici all'interno di un'azienda. Quindi avrei tanto voluto non dover mai andare al dipartimento informatico, mettere la testa all'interno e dire "Ehm, ho un problema...", per poi vederlo risolto in 30 secondi, pensando che se l'informatico in questione avesse un blog sarei finito nel post del giorno dopo.

Eppure, l'ultimo giorno di stage, arrivo in azienda. Mi siedo alla mia postazione, accendo il PC, e....
Nada.
Nessun segno di vita.
Riprovo... E niente. Evidentemente al 21 di Dicembre manco lui ha tutta questa voglia di lavorare, ma vabbè.
Noto peraltro che anche il telefono VoIP è spento: solitamente appare il mio nome ed il numero di interno, ma in questo caso lo schermo è completamente vuoto.
Mi viene il dubbio che sia così per tutti, e controllo gli altri 2 PC nell'ufficio: sono entrambi spenti, però i telefono VoIP sono accesi.
Controllo allora sotto il tavolo, dato che già una volta è successo che quelli delle pulizie hanno staccato un cavo per sbaglio, ma niente. Tutto a posto.
Tutti i cavi perfettamente collegati. Nel dubbio guardo anche se la ciabatta è rotta, ma no, va.
Deciso allora che ho fatto il fattibile, e di andare al dipartimento informatico a chiedere lumi.
Il sistemista arriva, guarda la situazione. Prende in mano il telefono, reinserisce il cavo dell'alimentatore che era inserito male, e... MAGIA! Tutto si accende.
Dieci secondi ci ha messo.

A mia parziale discolpa devo dire che non potevo sapere che l'alimentazione del PC passasse per il telefono, e che pensavo che il fatto che tale strumento fosse spento la ritenevo una conseguenza del fatto che il PC non si accendesse, non la causa!

Il secondo motivo per cui mi sono meritato tale appellativo è decisamente più grave.
Per raggiungere il mio obiettivo prefissato avevo assolutamente bisogno di fare una ricerca di mercato. Ne ho sviluppate due, una per le aziende possibili clienti, ed un'altra per le aziende concorrenti.
Ovviamente in entrambi i casi mi sarei presentato come #Edhel studente dell'#Università di Cittàadaltezzavariabile, e non come stagista di #Azienda, sennò col cavolo che avrei avuto delle risposte.
Comunque, mentre per le aziende concorrenti il problema non si pone (Sono una trentina), per i clienti il  problema è un po' più difficile: per avere un risultato utilizzabile avrei bisogno di almeno 150-200 risposte. Nei miei calcoli, visto che ritengo che ogni 10 aziende contattate se va bene risponde 1, questo significa contattare 1500-2000 aziende.
Bene, ma i nomi dove li trovo?

Allora ho provato a contattare l'Università, chiedendo di inviare il mio sondaggio a tutte le aziende associate all'ufficio tirocini.
Loro lo fanno, ma nel giro di 3 giorni ho ricevuto solo 20 risposte al sondaggio (Di cui 18 si fermavano alla seconda domanda, che era "Usi questo tipo di prodotto?", e che a risposta negativa passava direttamente alla fine del sondaggio, facendo saltare la parte "importante").
Quindi decido di tirare fuori l'artiglieria... Telefono a Confindustria! Chiamo sia quella provinciale che quella regionale. I secondi mi rimandano alla provinciale, i primi invece mi dicono che hanno bisogno di una lettera di presentazione, che potrebbe essere quella della mia relatrice.
Il problema è che la relatrice mi avrebbe presentato come stagista, e non come studente, quindi il problema restava.
Decido allora di fare a modo mio.
Da vari siti internet, scarico liste e liste di email per categoria di soggetti, per regione, per campo... Fino ad arrivare ad avere qualcosa come 6000 indirizzi email.
Allora mi collego con la mia casella Edhel@universitàdicittàadaltezzavariabile.com, e faccio degli invii di massa.
Il problema è che la mia università si appoggia a gmail per la posta, e dopo 3000 mail inviate google salta fuori e mi dice "Ohi, fermo là tu! Cazzo fai? 3000 email in 10 minuti? Ma io ti banno per 24 ore!", con il risultato che sono riuscito a mandare solo la metà delle mail.
La mattina dopo ne ho mandate altre 2000 (da casa, le avevo messe in bozza essendo un venerdì), e poi basta, perché google mi sembrava sull'incazzoso andante.
Al lunedì, noto che ci sono dei problemi con Outlook (Sui cui però usavo l'indirizzo Edhel@azienda.com, che non c'entrava assolutamente nulla con la casella usata per mandare le mail, dato che era la casella classica di gmail su browser).
Praticamente vedo che Outlook va e viene, cade e torna online.
Al martedì è di nuovo così.
Mercoledì pure.

Giovedì, sono a pranzo assieme ad altri colleghi, tra cui il responsabile delle mailing list. Ad un certo punto si avvicina uno degli informatici.

#Informatico: Ciao, scusa se disturbo... Per sapere, tu le newsletter le mandi sempre nel solito modo, no?
#Collega: Sì, perché?
#Informatico: Boh, ci sono stati un po' di problemi con la posta 'sta settimana...
#Collega: Eh, ho notato, che è successo?
#Informatico: Boh, a quanto pare siamo finiti in qualche lista di spammer, continua a tornarci indietro la posta...

Io e #Collega ci guardiamo, dato che quest'ultimo sapeva del mio invito massivo, e pensiamo immediatamente la stessa cosa.

#Edhel: Ehm... Forse so cosa è successo...
#Informatico: Come?
#Edhel: Eh, praticamente venerdì ho mandato un po' di mail...
#Informatico: Quante?
#Edhel: Tremila....
#Informatico: Tremila??? Ma come? Dal nostro server di posta non risulta!
#Edhel: No, infatti, le ho mandate dalla mia casella di posta normale, di gmail.
#Informatico: Ah, no, allora è impossibile, perché il server è un altro.
#Collega: Non può essere l'indirizzo IP?
#Informatico: No, perché l'IP di google e l'IP di #Azienda sono diversi, perché [segue spiegazione in informatichese].
#Edhel: Ah, okay, meno male...
#Informatico: Tu comunque dopo passa da noi, che vediamo che dice quello che si occupa della posta.

Sono andato al dipartimento ICT dopo pranzo, ed il collega addetto al server di posta mi ha confermato che non era colpa mia.
Ho scoperto poi, circa tre settimane dopo, che la causa del casino era un computer nell'ufficio estero che si era beccato un virus.
Tra l'altro, era la stessa settimana in cui gmail è crashata, per cui #Collega mi ha preso in giro fino alla fine dello stage adducendo le mie mail come causa del crash.
Fantastico.

Ah, e per la cronaca... Alla fine al sondaggio hanno risposto in 169, di cui 112 hanno risposto "No" alla seconda domanda, lasciandomi con sole 57 entry valide. E di questi solo 24 sono arrivati all'ultima domanda.
Su 5000 email mandate....

venerdì 30 novembre 2012

Allora, digiti...

Da circa tre settimane i miei genitori hanno fatto richiesta di passaggio da #CompagniaADSL a #Altracompagnia, che da qui in avanti chiameremo, per comodità, #CompagniaArancione.

Dato che negli ultimi due/tre mesi la nostra linea ADSL ha preso ad andare a velocità indecenti (E non in senso positivo), oltre che a singhiozzo, i miei hanno preso l'epocale decisione di abbandonare colui che (era) il nostro provider da ormai 8 anni, per passare a quest'altra compagnia.

Dopo la firma del contratto, per tre settimane non si sono più fatti vivi, tanto da sollevare la domanda "Ma si ricordano?", dato che la situazione con internet in casa stava raggiungendo picchi drammatici (#Compagnia ADSL evidentemente non ha gradito l'essere stata lasciata, e quindi ha preso a funzionare peggio di prima. Ormai il Wi-Fi era inutilizzabile, bisognava andare via cavo e a velocità
ridicole).

L'altro giorno, finalmente, a mia madre arriva un messaggio da #CompagniaArancione: "Gentile Cliente, la avvisiamo che da domani sarà attiva la sua nuova linea. Intorno alle 16 inizierà a funzionare".

Urrà, urrà, evviva evviva.
Vado a letto felice, perché finalmente avrò una connessione internet decente (Anche se confesso che un po' mi spiace per #CompagniaADSL che per anni ha funzionato benissimo, senza mai periodi di downtime, e anzi, rivelandosi incredibilmente affidabile. Purtroppo ultimamente avevano alzato i clienti senza alzare la banda, col risultato di andare da schifo).

[The following day]

Torno a casa dall'ufficio alle 6.30, stanco morto, ma pronto ad iniziare la mia nuova avventura con internet ad alta velocità.
Provo ad attaccare il computer al Wi-Fi, ed effettivamente non mi segnala nessuna rete. Perfetto, vuol dire che #CompagniaADSL ha tirato le cuoia.
Ma come faccio ad attivare #CompagniaArancione?

Cerco con il cellulare il numero dell'assistenza clienti, e poi vado a prendere il telefono fisso per chiamarli.
Muto.

Ma non nel senso che non rispondono... Il telefono è proprio muto. Andato, kaputt.
Bene, e mò che faccio?

Riprovo.
Sempre kaputt.

Okay, dai... Provo a chiamare l'assistenza clienti con il cellulare, dato che il contratto è sia Internet che voce magari hanno fatto casino loro...

Primo tentativo
#VoceRegistrata: Benvenuto al servizio clienti di #CompagniaArancione! Lei è proprio sicuro di voler chiamare il servizio clienti? Provi prima a staccare e riattaccare il cavo di rete, e se proprio vuole parlare con un operatore digiti 1.
#Edhel: Scemo magari sì, ma idiota no. Premo 1.
#VoceRegistrata: Se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione prema 1, se vuole parlare con il supporto tecnico per problemi sui servizi di #CompagniaArancione prema 2, se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione per #Altracompagnia prema 3.
#Edhel: Ma che cambia tra l'uno ed il due? Vabbè, premo uno...
#VoceRegistrata: La preghiamo di attendere. Sarà messo in linea con un operatore il prima possibile.

Musica atroce che ti fa passare la voglia di vivere per circa cinque minuti.

#VoceRegistrata: Lei è in linea con l'operatore 1234
#Edhel: Pronto?

Tu-tu-tu-tu

Lo stronzo ha riagganciato.

In quel momento arriva a casa mia madre, e mi distrae dalle mie incombenze per aiutarla a scaricare la macchina.
Dopo una decina di minuti, con mio enorme stupore, il telefono fisso suona. Ohibò! Allora forse adesso funziona anche internet, ed era solo colpa mia che ero stato impaziente?

Corro al PC, e.... No, niente rete.

Richiamo l'assistenza clienti, stavolta dal fisso.

Secondo tentativo

#VoceRegistrata: Benvenuto al servizio clienti di #CompagniaArancione! Lei è proprio sicuro di voler chiamare il servizio clienti? Provi prima a staccare e riattaccare il cavo di rete, e se proprio vuole parlare con un operatore digiti 1.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: Se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione prema 1, se vuole parlare con il supporto tecnico per problemi sui servizi di #CompagniaArancione prema 2, se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione per #Altracompagnia prema 3.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: La preghiamo di attendere. Sarà messo in linea con un operatore il prima possibile.

Musica atroce che ti fa passare la voglia di vivere per circa cinque minuti.

#VoceRegistrata: Lei è in linea con l'operatore 5678.
#Edhel: Pronto?
#Operatore5678: Lei è in linea con l'assistenza clienti di #CompagniaArancione, come posso aiutarla?

Le spiego il problema, e se ne viene fuori con questa soluzione;

#Operatore5678: Allora, lei colleghi il computer al modem con un cavo, digiti 192.168.0.1, entri nel pannello di controllo del modem, e cambi questi valori.
#Edhel: 192.168.1.1, vorrà dire...
#Operatore5678: No, sono sicura, .0.1
#Edhel: Le dico che .0.1 mi da pagina inesistente, mentre .1.1 funziona. Comunque, ho cambiato i parametri che mi ha detto, ma continua a non funzionare... Cosa posso fare?
#Operatore5678: Provi ad aspettare qualche minuto. Grazie ed arrivederci!
#Edhel: Può attendere in linea, così se non funziona mi dice che altro fare?

Tu-tu-tu-tu-tu

Simpatia portami via, ma vabbè.
Aspetto un quarto d'ora, ed ancora internet non funziona, ma in compenso il modem fa un'allegra lucina rossa mai vista prima. Simpatica.

Richiamo l'assistenza clienti.

Terzo tentativo
#VoceRegistrata: Benvenuto al servizio clienti di #CompagniaArancione! Lei è proprio sicuro di voler chiamare il servizio clienti? Provi prima a staccare e riattaccare il cavo di rete, e se proprio vuole parlare con un operatore digiti 1.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: Se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione prema 1, se vuole parlare con il supporto tecnico per problemi sui servizi di #CompagniaArancione prema 2, se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione per #Altracompagnia prema 3.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: La preghiamo di attendere. Sarà messo in linea con un operatore il prima possibile.

Musica atroce che ti fa passare la voglia di vivere per circa cinque minuti.

#VoceRegistrata: Lei è in linea con l'operatore 1234. (Lo stesso stronzo che prima ha riattaccato)
#Edhel: Pronto?


Tu-tu-tu-tu-tu

Ma allora ce l'hai con me!

Richiamo.

Quarto tentativo

#VoceRegistrata: Benvenuto al servizio clienti di #CompagniaArancione! Lei è proprio sicuro di voler chiamare il servizio clienti? Provi prima a staccare e riattaccare il cavo di rete, e se proprio vuole parlare con un operatore digiti 1.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: Se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione prema 1, se vuole parlare con il supporto tecnico per problemi sui servizi di #CompagniaArancione prema 2, se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione per #Altracompagnia prema 3.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: La preghiamo di attendere. Sarà messo in linea con un operatore il prima possibile.

Musica atroce che ti fa passare la voglia di vivere per circa cinque minuti.

#VoceRegistrata: Lei è in linea con l'operatore 2468.
#Edhel: Pronto?
#Operatore2468: Lei è in linea con l'assistenza clienti di #CompagniaArancione, come posso aiutarla?

Gli spiego tutto nuovamente, e mentre lui arranca ed annaspa nel tentativo di trovare una soluzione io attendo. Ad un certo punto sento un disturbo nella linea, e subito dopo...

#Operatore1357: Lei è in linea con l'assistenza clienti di #CompagniaArancione, come posso aiutarla?
#Edhel: No, ma scusi... Io stavo parlando con #2468!
#Operatore1357: Non mi risulta, a me la sua chiamata è arrivata ora.
#Edhel: Sì, ma un attimo fa ero al telefono con un altro e stavo spiegando a lui... E vabbè, allora spiego a lei.

E parto a spiegare. Dopo un po' mi mette in attesa, e....

Tu-tu-tu-tu-tu

E ma vaffanculo allora!!

Richiamo per l'ennesima volta

Quinto tentativo

#VoceRegistrata: Benvenuto al servizio clienti di #CompagniaArancione! Lei è proprio sicuro di voler chiamare il servizio clienti? Provi prima a staccare e riattaccare il cavo di rete, e se proprio vuole parlare con un operatore digiti 1.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: Se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione prema 1, se vuole parlare con il supporto tecnico per problemi sui servizi di #CompagniaArancione prema 2, se vuole parlare con il supporto tecnico di #CompagniaArancione per #Altracompagnia prema 3.
#Edhel: Uno.
#VoceRegistrata: La preghiamo di attendere. Sarà messo in linea con un operatore il prima possibile.

Musica atroce che ti fa passare la voglia di vivere per circa cinque minuti.

#VoceRegistrata: Lei è in linea con l'operatore 1234. (La stronza che prima ha riattaccato due volte!)
#Edhel: Pronto?
#Operatore1234: Sì?
#Edhel: Pronto? Oh, finalmente! Salve! Allora, il problema è [etcetcetc]
#Operatore1234: Allora, lei deve andare su www.aaa.com, e poi...
#Edhel: No, mi scusi... Ma io la chiamo perché non mi va internet, come faccio ad andare su di un sito?
#Operatore1234: (Scocciatissima) Se lei mi lasciasse finire, le avrei detto che andando su quell'indirizzo si collega, lei inserisce i suoi dati ed internet parte.
#Edhel: Oh, perfetto! Aspetti che ci provo, e.... No, non funziona.
#Operatore1234: Impossibile
#Edhel: Le dico che non funziona
#Operatore1234: Ha attaccato il PC al modem con il cavo di rete?
#Edhel: Sì
#Operatore1234: Ha aperto il browser ed inserito l'indirizzo giusto?
#Edhel: Sì, anche perché non era proprio difficile...
#Operatore1234: Riprovi
#Edhel: Non va
#Operatore1234: Impossibile.
#Edhel: Vabbè, ho capito... Senta, una sua collega mi ha detto di andare su 192.168.1.1 e modificare tal e tale parametro... Mi ha detto una cosa giusta oppure ho sbagliato?
#Operatore1234: Non lo so. Comunque a me non risulta.
#Edhel: Aspetti, provo a rimettere i valori com'erano originariamente.... No, nulla.
#Operatore1234: Impossibile. Ha sbagliato qualcosa. La invito a controllare meglio i parametri. Grazie per aver chiamato il servizio clienti di #CompagniaArancione.
#Edhel: Aspett...

Tu-tu-tu-tu

Guarda, spero ti passi una scarica elettrica nel telefono e che il differenziale non salti!

Sesto tentativo
Decido di fare un ultimo tentativo, e grazie a Dio trovo un operatore competente, che mi spiega che il problema è che l'aggancio della linea non è immediato, e ci vogliono un 24 ore perché il tutto funzioni correttamente, e di aspettare il giorno successivo verso le 16.00 e riprovare.
Casomai non funzionasse, richiamarlo.

Aveva ragione, ed oggi funziona... Però io il suo numero identificativo me lo sono segnato, giusto perché se in futuro dovessi ancora chiamarli almeno uno che sa di cosa parla lo becco al primo tentativo, e non dopo un'ora e mezza a farmi sbattere il telefono in faccia.

mercoledì 10 ottobre 2012

Strada senza nome #2

179.5 chilometri dopo...

E: "Oh, cazzo l'uscita!"
In quel momento mi trovavo in terza corsia a circa 130 all'ora, nel sorpassare una macchina, quando uno sguardo al TomTom mi fece notare che mancavano pochissimi metri allo svincolo che avrebbe dovuto portarci dalla A7 ad un'altra autostrada...
Inutile dire che buttarsi da sinistra verso destra e decelerare ad una velocità tale da uscire senza schiantarsi sul guard-rail era un'impresa di notevole difficoltà, e quindi decisi pragmaticamente di tirare dritto.

#AR: "E ora che si fa?"
#E: "Beh, usciamo alla prossima, rientriamo e torniamo all'uscita che abbiamo perso no?"
#AE: "Ma sì, alla fine perdiamo venti minuti al massimo, nulla di grave!"

Il viaggio, nel frattempo, aveva portato alla scoperta di un portaCD vecchio di secoli, in cui ritrovammo una serie di CD masterizzati da me tra la seconda media e la seconda liceo, quando i miei gusti musicali erano qualcosa di definibile tra l'agghiacciante ed il bimbominkia.
Giuro che ancora oggi mi vergogno nel vedere quei CD...
All'ascolto della versione remixata di Geordie fatta da Gabry Ponte, #AE, che a momenti ha un altarino di De Andrè in camera, ha minacciato prima di definestrinarmi (Ma la mediazione di #RE, con opposizioni del tipo "Sta guidando, sarebbe pericoloso", "Ha lui le chiavi di casa" e "Lo facciamo al ritorno" lo ha convinto a desistere) e mi ha augurato di morire tra atroci tormenti costretto ad ascoltare Vasco Rossi per l'eternità.

Ma torniamo a noi...
Qualche chilometro dopo lo sbaglio, vediamo l'uscita successiva, la imbocchiamo. Usciti dall'autostrada c'è una piccola rotonda, dalla quale si può riprendere direttamente la A7 in direzione opposta.
Ma sarebbe troppo facile, no?

#TomTom: "No, non rientrate in autostrada! Non vedete che c'è una bellissima strada provinciale che taglia e vi porta direttamente a destinazione?"
#E: "Ma sei sicuro? Per me l'autostrada è più veloce..."
#TT: "Ma scherzi? Non vedi che seguendo il mio fantastico percorso risparmiate ben 8 minuti?"
#E: "Eh, ma io mi perdo..."
#TT: "Ma come ti perdi? Ci sono qua io, vai tranquillo!"

Avessi conosciuto prima Davide Bianchi avrei pensato "Tranquillo è morto [azione immorale per taluni] e suo fratello è ancora in prigione", ma all'epoca ero ancora un allegro ottimista, pronto a fidarmi del TomTom, e dopo un rapido consulto con #AE e #AR (#RE stava studiando sul sedile posteriore e non ha partecipato alla discussione) decidiamo di imboccare questa fantastica scorciatoia.

Entriamo in quella che sembra una normalissima strada provinciale, e proseguiamo a velocità tutto sommato normale per circa un venti minuti, quando #RE, riemersa dai suoi libri, ci fa notare una cosa:

#RE: "Ma non vi sembra strano che da quando abbiamo preso questa strada non abbiamo incontrato una macchina in direzione opposta?"
#E: "Vabbè, è una provinciale al giovedì all'ora di pranzo, chi vuoi che ci sia in giro?"

Proseguiamo, proseguiamo, proseguiamo... Fino a che la strada comincia pericolosamente a restringersi, ed i guard-rail a diradarsi, mentre sulla nostra destra cominciamo a vedere... Precipizi?
Eh?

Con la coda dell'occhio vedo il TomTom che ridacchia malevolmente, ma mi illudo sia un'impressione.
Fino a che arriviamo ad un punto in cui la strada si riduce ad una mulattiera, asfaltata probabilmente dai romani un paio di millenni fa, larga giusto giusto perchè ci passasse la mia macchina. Ci scambiamo sguardi preoccupati, ma ormai fare inversione è impossibile, e quindi siamo costretti ad andare avanti.
Fino a che arriviamo ad una specie di spiazzo in cima ad una salita. Da lì un panorama stupendo...


#E: "Cazzo, che bel panorama!"
#AE: "Bellissimo! Qui urge pausa sigaretta... E peccato non avere una birra, sennò c'era da campeggiarci qui..."
#AR: "Ma veramente, merita!"
#RE: "..."
#E: "Che c'è?"
#RE: "..."
#AE: "Tutto bene? Hai mal d'auto? Stiamo qui un po'?"
#RE: "Ma noi non dovevamo andare al mare?"
#AE, #E, #AR: "..."
#RE: "Dove cazzo siamo finiti?"
#AE, #E, #AR: "..."
#AR: "A occhio e croce tra i monti intorno ad Alessandria..."
#AE, #E, #RE: "..."

In quel momento mi squilla il telefono. Si tratta, ovviamente, di mia madre.

#M: "Allora, Edhel, siete arrivati?"
#E: "Eh, non proprio..."
#M: "Come non proprio? Trovato coda?"
#E: "Eh, no, quella quando abbiamo attraversato Milano... Ora siamo da qualche parte sui monti intorno ad Alessandria..."
#M: "Avete attraversato Milano? I monti intorno ad Alessandria? Ma che..."
#E: "Eh, abbiamo seguito il TomTom..."
#M: "Sei un deficiente. Chiamami quando arrivi."
Clic

Dopo questa allegra conversazione ci rimettiamo in viaggio (Sarebbero anche le 14.30, stiamo crepando di fame e se quel [censura] di un TomTom non ci avesse fatto sbagliare ben DUE volte saremmo già arrivati da un bel pezzo), e la strada si fa sempre più stretta. Sempre meno asfaltata. Più stretta. Meno asfaltata. Più stretta. Cos'è un guard-rail? I cellulari non prendono.
L'ho detto che si fa sempre più stretta?

Per farla breve, avanziamo a 20 km/h, dato che il fondo stradale è impraticabile, i cellulari hanno campo un minuto sì e venti no, non c'è un guard-rail manco a pagarlo, e sulla destra... Beh, avete visto le foto prima, no?

Finchè arriviamo ad un cartello.

ATTENZIONE: PONTE PERICOLANTE

Silenzio.
Panico.
Risatine nervose.
"Ma dai, come dire che il ponte crolla con noi sopra"
"Ma sì, basta attraversarlo piano"
"Moriremo tutti"

L'ultima ripetuta più e più volte a turno da tutti.
Intanto il TomTom segnala gongolante "Strada senza nome", indicando che prende un satellite ogni tanto e pure male.
Proseguiamo, ormai parecchio scossi, finchè entriamo in una specie di bosco... Proseguiamo qualche chilometro (Sempre tra i 20 e i 40 km/h), fino ad arrivare al famoso "ponte pericolante", che in effetti così pericolante non è.
Perchè è FOTTUTAMENTE CROLLATO.
Un cazzo di ponte di pietra (Con tutta probabilità costruito anche lui dai romani) su un cazzo di rigagnolo in mezzo a questi cazzo di monti in mezzo ad un cazzo di nulla.
Ed è CROLLATO.

"..."
"..."
"..."
"..."
"...Merda"

Il TomTom ormai ride che lo sentono ad Aosta. Noi un po' meno.
La cosa positiva è che le bestemmie tirate da #AE non ci fanno fulminare, quindi vuol dire che se c'è qualcuno lassù almeno è comprensivo.

Ma improvvisamente, #AE, vede accanto al ponte un motorino. WTF? E guardando meglio, vediamo che tra le rovine del ponte c'è un tizio con una pettorina gialla, probabilmente un operaio. WTF???

#AE scende coraggiosamente dalla macchina, mentre noi ci aspettiamo di vedere sbucare da un momento all'altro dai boschi una banda di elfi/predoni longobardi sopravvissuti nei secoli/orchetti e che l'operaio nel torrente sia solamente una trappola per farci fermare (Non che potessimo tornare indietro, comunque...)
E invece no... L'operaio spiega con tutta calma ad #AE che il ponte era vecchio, e che l'hanno fatto crollare per evitare che ci pensasse lui da solo, magari con una macchina sopra...
A parte che mi sono chiesto CHI potesse essere tanto idiota da prendere una strada simile oltre a noi, la domanda da un milione di € a questo punto è...

#AE: "Eh, sì, tutto bello, ma.. Noi a 'sto punto che facciamo?"
#O: "Mah, o guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma come guadare il torrente?"
#O: "O guadate il torrente o tornate indietro"
#AE: "Ma se la macchina non risale l'argine?"
#O: Eh, allora si chiama il carro attrezzi" (Sì, e come cazzo ci arriva qui il carro attrezzi? Volando?)

Messi di fronte alla dura scelta se guadare il torrente pregando Cthulhu di mandarcela buona, o se rifarci le ultime due ore di macchina, per tornare al punto di prima, ci facciamo coraggio e ci lanciamo al guado!


Il problema non era tanto il guado in sé, che come potete vedere alla fine era un rigagnolino... Il problema è che per guadare bisognava prima SCENDERE dal livello della strada al fiume, e poi RISALIRE dall'altra parte, scalando un'argine fangoso con una buona pendenza...
Faccio scendere i miei passeggeri (Che mi sfanculano, dato che l'argine fangoso a piedi non vogliono farselo) e mi butto. La discesa non è un problema, il guado neppure... Ma mentre provo a risalire (cercando di farlo piano piano per evitare di perdere grip) ovviamente la macchina non gradisce e si spegne. Inchiodo per evitare di andare all'indietro e di stirare l'operaio che intanto è lì che ci guarda allegramente (Cazzo guardi? Ma dacci una mano, no?).
Ci riprovo, e al terzo tentativo finalmente le ruote fanno presa e riesco a risalire l'argine. I miei compagni di viaggio tornano a bordo, e -scossi- ci rimettiamo in marcia, terrorizzati da quello che questa strada senza nome ci butterà addosso, e senza la più pallida idea di dove fossimo e quanto mancasse, dato che il TomTom ormai delirava.

Fortunatamente dopo il fiume niente più ostacoli grossi, anzi, qualche chilometro dopo, la strada ha anche ripreso un'asfaltatura decente, e dopo una mezz'ora ci siamo ritrovati in un centro abitato...
Il TomTom, deluso per non essere riuscito ad avere le nostre teste, decide allora che tanto vale riprendere a funzionare, e scopriamo di essere a pochi chilometri da un'uscita dell'autostrada. Ci buttiamo subito dentro, e ci fermiamo al primo autogrill (Che ormai si erano fatte le 15.45) dove sbraniamo qualsiasi cosa troviamo.
Una mezz'oretta dopo ci rimettiamo in viaggio, e finalmente ad un orario indecente riusciamo ad arrivare al mare.
Un viaggio che sulla carta avrebbe dovuto richiedere tra le 2.30 e le 3h ne ha impiegate quasi il doppio...
E fortunatamente non avevo dimenticato le chiavi di casa.